
Organizzare una cena tra amici così dal nulla, può avere i suoi lati. Positivi e negativi.
Il piacere di rivedersi ha con sè solo la gioia della convivialità. Il numero dei partecipanti, almeno al momento della prenotazione, può provocare un leggero fastidio. 13. La tavolata dei maledetti 13! Questo, però, solo all’inizio. I partecipanti lievitano (alcune panze anche). Alla fine siamo in 18. Una tavolata da veri Magna Magna, dove il piacere di ritrovarsi si combina alla buona tavola. Come eravamo siamo rimasti. Dagli anni ’80, da quando li ho “conosciuti ed acquisti”. Loro ci sono sempre. A parte i 2 ormai francesizzati. E con carrambata annessa.
Dove siamo stati? Vista la grande maggioranza di noi “rivieraschi”, in pochi hanno dovuto levare le tende dalla Genova bene. Il luogo scelto: UGiancu, per non sbagliare. Ma andiamo con ordine.
Come arrivare.
Così lontano. Così vicino. Lontano dalla folla e dai fiumi di auto, in collina tra gli ulivi. Il mare non lo vedi, ma nei giorni di scirocco gli spruzzi di sale ti arrivano in viso sormontando il bosco che si oppone alla sua vista. Lì sta U Giancu. Nel paesino di San Massimo lontano 4 km da Rapallo e solamente due dall’uscita del casello dell’autostrada ma così vicino a Milano e a Torino che in un’ora e mezzo ci sei.
Chi c’era.
Io, lui. E gli amici del mare. Con le nuove vite (a casa, dai nonni, con la tata, in panza, in attesa di uscire…dai, Alice!). C’era chi aveva un annuncio da fare, ma per ora l’ha solo rimandato (ma che dice però “se non fossi single, ti sposerei” oppure “anche se ti rifiuto, ti voglio bene”…delle vere perle di saggezza!!!). C’era chi sta iniziando una nuova vita, serenamente. C’era chi, invece, questa nuova vita forse proprio non la gradisce (troppi cambiamenti). Meno male che ci sono gli amici, tipo che appena ti vedono dicono “ma io lui non l’avevo contato!!!”. Scusa la poca delicatezza. C’era quello della mia personale carrambata, il mio amichetto che io continuerò a chiamare Cristian. C’era chi prima abitava a Rapallo, prende moglie dalla Sicilia, si sposa in Thailandia, ha casa a Genova (quella del famoso termosifone spostato con le mani nude e crude…e poi la storia la conosciamo!), ma ora vuole tornare a Rapallo, lavora a Cologno, ma verrà a cena da noi, a Milano. Il vero uomo di mondo! C’era chi se la prende, spero bonariamente, solo perchè attribuisco della “noiosa” a chi, in fondo se lo merita. C’era chi, invece, non fa che stuzzicarlo, ma è grazie a lei se stasera siamo qui. C’erano quelli che, non si capisce perchè, ma al posto dei loro veri nomi, ne usano altri…e a noi ci piacciono così. C’era chi, da vera grande, mi cerca e mi trova. C’era chi, povero, prima viene rifiutato perchè il diciassettesimo a tavola, poi viene tormentato con domande di nautica. Infine, lastbutnotleast, c’era chi sembra voglia fare il sindacalista, ma il suo vero fine è stare a casa con il pupattolo al posto di lei.
Cucinare è come ballare!
A U Giancu piace cucinare danzando con le stagioni. Il ritmo iniziale, in inverno, lo danno i carciofi che poi cedono il passo a una primavera di asparagi viola, verdi e bianchi. Inoltre, a seconda del periodo e di quello che Diego trova nei campi, ci sono le erbe e i fiori del prebuggiun, che crudi fanno un’insalata multicolore e cotti un ripieno per ravioli gustoso e delicato al tempo stesso. Giro di valzer con tutti i colori delle verdure estive: le melanzane grandi e piccolissime, le zucchine con i loro fiori arancioni, i fagiolini verdi, i borlotti biancorossi, i cipollotti, i sedani gialli, i peperoni multicolor. E quando balla, in estate, spesso capita che pesti…il basilico! Ottimo per accompagnare la pasta fresca fatta in casa e insaporire il classico minestrone genovese. In autunno, il bosco è una scenografia di colori caldi, perfetta per fare spuntare i funghi: porcini, finferli, squilli di trombette (Craterellus cibarius), colombine, steccherini. Tutti insieme danzano nelle sue padelle. Il pane e la focaccia fatti in casa non mancano mai, magari serviti con saporiti formaggi locali. Completano l’opera le carni di manzo, coniglio, maiale, gallo, bisonte, agnello, vitello cucinate in molti modi diversi. E prima che cali il sipario…Torte di mele, pere, pesche, le crostate con marmellate fatte in casa con la frutta del nostro frutteto. Vari tipi di biscotti alla cannella, ai pistacchi o alle nocciole, croccanti o morbidi. Infine i gelati cremosi e i freschi sorbetti di frutta preparati da Emanuele chiudono in dolcezza il nostro menù.Cosa abbiamo mangiato.
Cosa abbiamo mangiato.
ANTIPASTI: antipasto misto composto da fave con salame e formaggio, focaccina farcita di formaggio, cuculli di cipolla alle erbe.
PRIMI: pansoti alla salsa di noci, tagliolini di farro nel verde, testaroli con pesto, fagiolini e patate.
SECONDI: tagliata con insalata di carciofi, cruda, cotta e cottissima; fagottino di tomino su lettuccio di insalata (zamb, tu dici, io scrivo!).
DOLCI: la spuma di zabaione, al caffè, al cioccolato, al naturale.
Cosa abbiamo bevuto.
Morellino di Scansano. Lagrein.

Perchè bisogna andare da UGiancu? Per validi, validissimi motivi. Primo, perchè si mangia molto bene (io, che non amo la carne, adoro la sua tagliata); secondo, perchè è un posto curiosissimo, diverso da tutti gli altri, unico nel suo genere – giardino esterno con tavolo a mezza luna… -; terzo, perchè vedere la sfilata di cappellini di Fausto è uno spettacolo particolarissimo; quarto, perchè bere la grappa dal pirone è di per sè già una grossa attrattiva (e abbasso le donne che si vergognano!). Dimenticavo: sono tutti molto gentili. Che in Liguria non guasta mai.
http://www.ugiancu.it/index.php

tutto vero!!! ..io c’ero, contenta di essere una Magna Magna
ben detto vale!!!