Forse non tutti sanno chi sia Cornell Woolrich. Tutti però conoscono “La Finestra sul Cortile” di Alfred Hitchcock. Bene, questo è il più conosciuto tra le decine di film basati su opere di Woolrich. Tanto che venne definito l’Alfred Hitchcock della parola scritta. Ma è stato l’Edgar Allan Poe del Ventesimo Secolo, quando in realtà ambiva a diventare il secondo Francis Scott Fitzgerald. Quando si rese, però conto di come questo suo tentativo fosse vano, fu pervaso, nel 1934, da un’energia creativa tale che lo sostenne per buona parte della sua solitaria esistenza e contribuì alla nascita di gran porte della letteratura, conosciuta oggi come il genere “noir”. Fino a quando il fuoco della passione creativa si estinse.
“Questa notte da qualche parte a New York” è un’antologia di racconti di Woolrich.
L’antologia contiene nove classici racconti, i Racconti dal crepuscolo della vita. Inoltre vi sono cinque capitoli del suo ultimo romanzo, “Questa notte da qualche parte a New York” appunto, rimasto incompiuto. A terminare, due capitoli dell’autobiografia “Blues of a Lifetime“, i Racconti dalle nebbie della memoria, mai pubblicata nel nostro Paese.
I numerosi racconti e romanzi di Cornell Woolrich non hanno quasi mai un detective come protagonista, ma sono pervasi da un’atmosfera di crescente angoscia, di destino crudele e da un cupo senso della fatalità. I protagonisti non sono mai “super” ma semplici persone che cercano di uscire da un destino crudele che li perseguita e che li schiaccia in una morsa fatale. Come quel “senso di incombente tragedia” che non lo abbandonò mai.
Tutto rispecchia la personalità di questo scrittore estremo, che, nel 1968, decise di andarsene da questo mondo, nella stanza di un albergo nel cuore della “sua” New York, “una cella di un carcere in cui Woolrich avrebbe scontato la sua pena”. Allora fu come se una luce abbagliante si spegnesse nel panorama della letteratura noir non solo americana.


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