Oggi prendo il tram. Tratta: da corso Sempione a piazza della Repubblica, un bel viaggetto, ma se proprio non posso esimermi, almeno evito la schifezza che è la metropolitana e con il mio bell’1 mi guardo anche le vie del centro.
Timbro il biglietto, resto un pò in piedi, quando si libera un posticino vi appoggio il deretano e, non appena sale la vecchina di turno, faccio anche la buona azione della giornata (ehm, del mese?): mi alzo e le cedo il posto, ricambiato con un “che cara!”. Avrei potuto dirlo io…forse sono un’anziana inside!
Mi rialzo quindi in piedi e mi metto lì vicino e sfogliare il giornale. E faccio, attenzione, la seconda buona azione della giornata (questa volta è davvero della giornata!): aiuto una signora tedesca in evidente difficoltà a timbrare, pardon obliterare, il biglietto, nella complicatissima macchinetta, che se non metti il biglietto dal verso giusto te lo risputa fuori emettendo un orridio segnale acustico che ti fa diventare rossa perchè forse gli altri pensano che hai cercato di ritimbrare un vecchio biglietto. Capito? Insomma, tutto fila bene.
La turista in questione mica mi è sola. No. Con lei ci sono l’amico Rolf, un altro uomo e una donna. Ecco, pare che il problema sia stata l’amica. Un modo un pò bizzarro di ridere. Un tono della risata un pò alto, tra lo stidulo e il perfora-timpano, vabbè, che sarà mai…
Ma che il tramviere si mette a sbraitare “che c..zz urli brutta deficiente?” mi è sembrato un tantino eccessivo. Un vero cafone, un maleducato, che ha osato aprire bocca solo perchè lei era straniera o l’avrebbe fatto comunque? Con quel tono?
E poi dicono che a Milano siamo tutti musoni…mettetevi nei panni di una poveretta che osa ridere in tram…
E poi si stupiscono se prendo sempre il taxi…
Vale….mmiiiodddiooo il tramviere pane per i miei denti:::)))))))
ihihihihih……