La Barcellona di Zafón è fatta di palazzi e ville che spuntano dagli angoli più nascosti. È una città da scoprire. “Stormi di colombi svolazzavano tra caffé e chioschi di fiori, musicisti ambulanti e mimi, turisti e gente del posto, poliziotti e truffatori, tipi di città e fantasmi di altri tempi. (…): non c’era un’altra città come quella in tutto il mondo“. Óscar, il narratore di questo nuovo romanzo di Carlos Ruiz Zafón, Marina, ci condurrà attraverso la città, seguendo una pista segnata da farfalle nere. Teufel, la cui traduzione significa Diavolo. Ed è tutto dire. Ed è solo l’anticipazione per una storia che ha dell’incredibile. Dove regna il mistero: “Perché sei entrato in casa nostra l’altra sera?. – Non lo so. Il mistero, suppongo. – Ti piacciono i misteri?. – Annuii“. Dove i protagonisti, Óscar e Marina, la sua dolce compagna di viaggio, incontreranno strane creature, manichini malefici, assemblati da una mente che si vuole sostituire a Dio. Ma Marina è anche una storia di amori impossibili. Meglio, difficili. Meglio, dalla vita breve. Come quella delle suddette farfalle. Quella, innanzitutto, tra Óscar e Marina. Quella narrata dal padre di lei, Germán, per la fragile moglie Kirsten. E anche quella tra Michael e la sua Eva: “Kolvenik, recluso nel suo rifugio con l’amata Eva, si trasformò presto nel protagonista di una leggenda nera“. Nera come appunto le sue farfalle.
Chi ama lo stile grottesco di Zafón, le sue avvolgenti descrizioni, non potrà esimersi dal seguire la dama nera e lo sfarfallio che ne deriva.
Letto per voi: “Marina” di Zafon… sul pareo, con un pò di sabbia…
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- Data : 13 luglio 2009
- Etichette: Barcellona, Cultura, Lettura, Libri, Libri per la Mente, Recensioni
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