Letto per voi: era tanto che delle parole stampate non colpivano così nel profondo… “Il Quaderno Azzurro” di James A Levine

0239_sovra.inddLeggerete una storia vera. Non un libro creato dalla fantasia dello scrittore di turno. Niente a che fare con questo. Purtroppo. La tinta è un colore forte, l’azzurro. Del cielo, del mare, della libertà. Dove però di libertà non si legge. È l’azzurro che ha colpito la curiosità dell’autore, James Levine, medico che effettuando una ricerca sui bambini di strada a Mumbai, si è imbattuto nella voce narrante, unica artefice di questo Quaderno azzurro. “Mi chiamo Batuk. Ho quindici anni e sto in un nido di Common Street a Mumbai. Sono qui da sei anni e ho avuto in dono la bellezza e una matita“. Batuk è stata venduta dalla famiglia quando aveva solo nove anni. Il nido è una gabbia. Common Street è la via di un commercio di Mumbai. Batuk è nel commercio… quello del proprio corpo, il peggiore che si possa immaginare. Per una bambina.
Ma Batuk sopravvive alla sua quotidianità. Tra una “torta” e l’altra ha la fortuna di scrivere: “non so bene perché scrivo, ma fremo al pensiero che sia per poter un giorno guardarmi indietro e leggere che mi sono sciolta nel mio stesso inchiostro, per annullarmi e diventare sua“. Ma gode anche dell’amicizia del suo principe Puneet, e della magia dei suoi occhi: “se scruto in profondità, c’è il disprezzo per quelli che lo adorano e uno schizzo rosso di cattiveria. E ancora più in fondo c’è un pozzo inesauribile di acqua fresca, che è amore“. Sorprenderà sempre la capacità di leggere negli occhi delle persone che incontrerà nel suo breve cammino la piccola Batuk. E la sua domanda finale scioglierà quei dubbi nei lettori che possono aver male interpretato certi suoi comportamenti (dettati solo dalla sopravvivenza): “chi siete voi per giudicare che la mia vita è spregevole? Il giudizio è l’ombra gettata dai preconcetti. Non sapete niente di Common Street e della tinta cruda e selvaggia che colora tutte le mie ore e imbratta la mia giornata“. E farà così male leggere quello che dovrà passare sulla propria pelle che le ultime vicende provocheranno un dolore tale da togliere il fiato. Che poi lascia un quesito aperto: dov’è ora Batuk?
Mai potremo comprendere la cultura di popoli lontani da noi. Soprattutto quando a giocare un ruolo sporco sono sempre i bambini. Non si può non leggere. Non si può non amare. Non si può non soffrire. Non si può non conservare come uno dei libri più preziosi. Valeria Merlini

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