Ieri, dopo la lezione di danza (prima, vera e propria, con tanto di body e scarpette rosa), torniamo a casa (e certo, dove altrimenti?).
Vicino a casa incrociamo una signora.
Ci passa affianco.
La ricordo ancora come fosse una scena al rallenty. Una di quelle che non si possono dimenticare. Perchè resterà tra i miei incubi peggiori.
La nana che era con me pensa bene di venirsene fuori con: “ma che cicciona quella…“
…
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Che sconforto. Che orrida figura.
Il dramma è che mi ha anche fatto un pò ridere. Ma come farle capire che era sbagliato se, in quel momento, avevo una faccia poco credibile?
Lui dice che è colpa mia… Ovviamente. Perchè un pò mi santifica. E un bel pò mi ammazza.
Ma io mica vado in giro ad appellare la gente così…
Meno male che esistono gli altri, però. Quelli che vengono in mio soccorso. Per esempio con questa nobile e antica frase come insegnamento:
“Non fare agli altri quel che non vorresti fosse fatto a te”.