Come si cade in basso…

31 10 2009

77146452…LUI che chiama nostra figlia, al mare con la nonna, perchè deve portare fortuna per il suo giuoco del pallone… (pare siano ad un momento critico con il Napoli)…

Tanta tristezza!!!!





Abercrombie & Fitch apre i battenti a Milano… E che profumo di New York!

31 10 2009

IMG_0176L’indirizzo è quello da sempre ventilato: Corso Matteotti, 12.

La prima data slittata (pare solo per motvi di ritardo nei lavori).

Quella definitiva: 29 ottobre.

E questa data era davvero l’apertura ufficiale. Non per gli addetti stampa (per loro la festa è stata precedente). No no, apertura al pubblico, dalle 10,00 alle 20,00.

Come lo so? Semplice. Il 29 alle 20,30 io e LUI siamo arrivati lì davanti, sono scesa dallo scooter con LUI che mi beffeggiava: “Dai, vai a farti rimbalzare!“. Io mi piazzo davanti alla guardia (molto what’samericanboy) lì fuori che mi avvisa “Il negozio è chiuso“. Io, vedendo una marmaglia indefinita all’interno gli chiedo: “Ma oggi l’apertura era solo per la stampa?“. E l’what’samericanboy mi risponde: “No, apertura per il pubblico“. Ok, grazie.

Quindi il sogno del nostro LUI si è realizzato. A&F è qui tra noi.

Io, invece, assolutamente contraria. Doveva rimanere un sogno da riempimento di valigie a New York!

E a proposito d NY….quel profumo…. Appena arrivati lo si sente. Inconfondibile. Il profumo di A&F NY, qui a MIlano. Fortissimo. Che ti avvolge. E ti trascina con la mente a quella volta che sei andato sulla Fifth…

Oggi. Sabato 31 ottobre.

LUI ci vuole riprovare. Io gli dico che è pazzo.

Ma andiamo. E già penso alla fiumana di gente, il popolino che arriva dall’interland, lì in fila per l’acquisto tanto ambito.

Arriviamo. Dall’angolo opposto della strada di nuovo quel profumo. Quel profumo di NY!

E lo spettacolo che i si presenta è disarmante. Ragazzini e ragazzine. Ma non solo. Gente di tutti i tipi. Tanta gente. Troppa gente. Inutile, noi non siamo tagliati per quelle robe lì. Le code le lasciamo agli altri. Noi ci andremo in settimana. Meglio di mattina. Quando il popolo è al lavoro….

P-signIn

Quindi andiamo da LUINI, per un fantastico panzerotto…





Tramonto rosso… Palla di fuoco che cade nel mare… Ecco dove vorrei essere ora… “Road Trippin’ ” Red Hot Chili Peppers

29 10 2009




Cuore di mamma

29 10 2009

89985972Sono veramente dei fenomeni quelle mamme che indossano il mantello d’acciao inossidabile.

In questo caso, IO!

La nana è uscita da pochi minuti e io sono già qui, incredibile a dirsi, che la penso e la ripenso. Penso a lei che prima di uscire mi abbraccia e mi dice “mi manchi“… e mi ammazza!

L’aria sana del mare le farà bene, d’accordo, ma la convivenza con la nonna… E la lontananza dalla sua mamma e dal suo papà…

Le nostre serate sono già programmate. Perchè si dice “via il gatto, i topi ballano“.

Ma la mia miciona, cuore di mamma, già mi manca…





Letto per voi: suona come una canzone, ma chi di voi non l’ha mai detto o pensato? “Questa Casa non è un Albergo” di Alberto Pellai

28 10 2009

questa casa non è un albergoDall’omonima e fortunata trasmissione di Radio24, una guida per genitori che aiuta a raccogliere le sfide e le provocazioni dei figli adolescenti. Alberto Pellai, l’autore, medico e psicoterapeuta dell’età evolutiva, propone un percorso di riflessione, ricco di lettere di genitori in difficoltà, libri, film consigliati e test di autoanalisi, per interpretare la propria situazione familiare e trovare i nuovi confini della relazione genitori-figli in questa delicata fase dello sviluppo. Questa casa non è un albergo raccoglie le istruzioni d’uso per crescere insieme ai figli e trasmettere loro il ricordo di non aver vissuto in un albergo, ma in una casa in cui accoglienza, rispetto, dialogo e confronto hanno fatto sì che la famiglia diventasse un punto fondamentale nel processo di crescita.
Il primo capitolo, “cosa cambia in casa con un figlio adolescente“, cerca di far luce sui suoi pensieri, sugli eccessi emotivi. Tutto ciò che destabilizza un genitore. I due successivi, “come cambia una madre/padre di fronte all’adolescenza dei figli”, permettono non solo di registrare le oscillazioni emotive che accompagnano questi cambiamenti, ma consentono anche di sbirciare come si comporta il proprio compagno di vita. Il quarto capitolo, “far sopravvivere la coppia di fronte all’adolescenza dei figli”, si rivolge ai genitori entrati a loro volta in crisi. Nella parte finale del libro si analizzano tappe fondamentali e cruciali nella crescita degli adolescenti: le amicizie e la tecnologia.
Alberto Pellai, descrive la trasmissione come “un programma dedicato ai rapporti fra genitori e figli, i problemi, la capacità di parlarsi, la vita in comune. Perché genitori non si nasce, ma si diventa e le sfide connesse a questo ruolo sono sempre più complesse e impegnative. Un programma per discutere, condividere, approfondire, ascoltare e parlare. Un viaggio alla scoperta del genitore che siete o che vorreste diventare, con molte rubriche e, per la prima volta in una trasmissione radiofonica, con un intero spazio pensato e realizzato per i padri“. Valeria Merlini





Quando “La Commedia della Pentola” ha ospitato “Quelli del Magna Magna”…

26 10 2009

downloadFile.phpEra domenica 25 ottobre.

Io c’ero. E anche gli altri.

L’occasione era il Primo Raduno dei Magna Magna, post vacanze, per apprezzare il tipico aroma e la soave fragranza del Tartufo…mica pizzaefichi!!!

Amato da molti, odiato da tanti. Quindi alcuni hanno scelto il menù “con”, altri il menù “senza”. Per accontentare tutti.

Il posto che ci ha accolti… Il Monferrato. con le sue colline morbide, con i suoi cascinali disposti sui cocuzzoli circondati da ordinati vigneti. Siamo a Lu, paese povero di lettere, ma ricco di grande tradizione. Il casale che ospita “La Commedia della Pentola” è di proprietà di Vilma, cuoca appassionata. E si capisce che la fantasia, il gusto e la femminilità hanno condizionato ogni particolare del locale. Pareti con pietre a vista, soffitto con i mattoni pieni, tavoli scrigno ricolmi di oggetti del passato. Impossibile restare indifferenti al gioco dei toni smorzati, di colori che sembrano avvolti da una nebbia delicata. Si, perchè ogni mattone, pietra o lampadario è “velato” da una mano irrequieta di bianco che rende tutto apparentemente uniforme. Nei piatti tipici monferrini revisionati dalla signora Vilma puntando su abbinamenti particolari e su menu variabili a seconda della stagione, c’è tutto l’amore per questa terra magica che conquisterà.

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La parte da padroni l’hanno fatta loro: gli astanti.

Immancabili colao e smart, compagni di merende degli habituè del luogo (nonchè anche scopritore): il pedra, che mantiene la parola, una volta tanto, e spedisce le foto; e la sua musa, nonchè nostra farmacista di fiducia, l’unica, la sola. Coloro che erano in sentore di bella scoperta: i coniugi che al nostro LUI ricordano un serial che è “A proposito di Brian“, con annessi e connessi (appendice maschile junior, alias “l’uno“, e appendice maschile senior, alias “l’altro“) e che, smessi i panni di mangiatori di bambini si sono dedicati al tartufo…sono comunisti, mica scemi! Il nostro Michi con il mitico Edo, un cantastorie nato, fatto e finito, che ha saputo intrattenere così straordinariamente la nostra nana durante il viaggio in macchina, da far meritare al suo papà la coccarda di “AAA offresi padre dell’anno“. Il nostro LUI, piazzato tatticamente lontano da me, ma abbastanza vicino a nana. LUI che appena ha realizzato che nel pomeriggio ci sarebbe stato il giuoco del pallone della sua squadra del cuore, ha subito accusato il colao di portargli sfiga. Ma poi ha pensato all’”effetto tampone” dato dalla presenza dell’interista-pedra. E si è calmato. Ovviamente il colao ha commentato (a caldo, molto a caldo) che la stessa sfiga gliela potrebbe anche portare LUI… Ma alla fine tutto è andato bene. Senza nemmeno una scazzottata… Poi loro: mimì e cocò. Arrivati ben prima di noi. Puntuali e precisi come solo loro sanno essere. Senza nemmeno essersi persi. Con annessa guerriera, beffata da una prima pappa mancata e da un latte finto somministrato. Per quiete di mamma, papà, e tutti quanti. Cocò, devo farlo notare, è riuscita ad estorcermi con l’inganno (perchè lei sola lo sa fare!) il mio spacciatore segreto di griffes in Milano. Mi ha fregata! Plauso a mimì, che pare sia veramente cambiato molto ma molto. Poi il nonno di nana, che altri non è che il cantastorie di famiglia. Colui che asserisce che “le più grandi storie d’amore nascono solo nella disperazione“. Lo zio si è portato il seguito dei parigini. Che pare abbiano molto apprezzato la magnata. E poi, la qui presente, il giullare di corte. Io che sono e resto sempre “un ragazza di città“, e ci tengo a ribadirlo, mi presento con tacco 12 e plateau. Perchè non solo lo dimostro, ma lo ribadisco pure! Sfacciatamente. (E poco importa se al rientro in macchina ho dovuto liberare i piedini santi da quella morsa malefica!).

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Piccola postilla: tra i nani presenti a tavola, il premio come migliore in tutte le categorie viene vinto da Rafael. Non si è mai alzato da tavola (o forse, semplicemente, ha visto di recente “Centochiodi“). Secondo premio per Edo: per le sue storie fatte di mummie e di DNA. Terzo posto a lei. Troppo indisciplinata (anche se vince nella categoria “Magna Magna” e nella categoria “Canto le canzoncine in Tedesco“. Perde per essersi fatta la pipì addosso…”Mamma, non avevo tempo!“). Premio fuori categoria assegnato a Matilde: perchè il trabiccolo non fa più parte di lei. E premio fuorissimo di categoria per Mattia: perchè è Jago! Non c’è bisogno di dire altro.

Ci sono state anche un paio di carrambate. Perchè quando la montagna non va da Maometto, questa volta, e solo questa volta, Maometto si ferma ed aspetta. E infatti sono io ad essere uscita dalla città. Per incontrare la mia migliore amica del liceo, che ha pensato bene di imitare il film di Billy Cristal, “Scappo dalla città. La vita, l’amore e le vacche“. Dove il co-protagonista, colui che si occupa di vacche è Marco.

La mia Laura è sempre uguale: è sempre la mia amica, nonostante ci si veda poco, ci si senta meno. La sua famiglia è come lei: poco regolare…ma del resto, come si fa a tollerare una macchina gialla? E poi mi ha persino chiesto: “Ma chi è tale smart sulla tua pagina di fb…sembra simpatica?” …Sembra!

Marco invece torna dal 1990 con furore. Passando dal Benin. E pavoneggiandosi perchè il tempo passa inesorabile per molti, non per lui; spaccia perle di saggezza e millanta visite nella città grande. Assistendo a scene degne de “Il Diavolo veste Prada“, saluta e se ne va a fecondare le sue vacche. Che pare brutto, ma è il suo lavoro…e qualcuno lo deve pur fare.

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E veniamo al pranzo. Nel ristorante ogni tavolo è vestito di tovaglie con delicate fantasie floreali, fini piatti decorati a mano con rose che prendono i colori della fantasia… Questi i piatti che hanno supportato le nostre pietanze. Mentre vino rosso (Dolcetto d’Alba e Barbera – bollicine di prosecco per un gruppo ristretto di femmine -) era versato in preziosi calici di vetro colorato, anche in questo caso, uno diverso dall’altro. Le tavole, altra caratteristica, hanno sedie, tutte diverse. Tutto meraviglioso!

Ecco cosa abbiamo mangiato.

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Giudizio: ottimo, per panorama e scelta dei particolari negli arredi. Ma boccio il risotto ai porcini, perchè non sapeva di molto. E boccio le scarse grattatine di tartufo. Plauso, invece, al carpaccio di fassone piemontese e al filetto con uovo.

Qualcuno si è lamentato della lentezza, quindi della durata del pranzo…ma siamo o non siamo in una residenza dello slow food? E godiamocelo, allora!

Luogo in cui bisogna ASSOLUTAMENTE tornare… Con il pernottamento in una delle 3 stanze.

Doppio plauso a me: per l’organizzazione, per le scarpe, per questa titanica fatica!

Grazie partecipanti.





Piove? SWIMS a Milano.

22 10 2009

swims2Qui è tutto più semplice. Almeno così sembra.

Distributore per l’Italia è Matteo Besozzi, al quale è stata girata dalla Norvegia la mia mail con richiesta su dove trovare in Italia le SWIMS. Gentilmente Matteo mi ha risposto indicandomi il suo sito (Besozzi srl), e le relative indicazioni per navigare.

Cliccare sul menù di sinistra alla voce ” SWIMS” e poi “PUNTI VENDITA“…et voilà divisa per regioni l’Italia e i suoi magici forzieri che nascondono le preziose galosce.

A Milano:

  • ERAL 55
  • GEMELLI
  • TURI
  • RAVIZZA SPORT





Piove? Stivali Hunter a Milano.

22 10 2009

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  • VERGELIO SPA, CORSO BUENOS AIRES 47 – MILANO – tel. 02/29524422
  • AMEDEO D. S.R.L., VIA ANGELO MAURI, 6 – MILANO – tel. 02/48004048
  • BIFFI BOUTIQUE SPA, CORSO GENOVA, 6 – MILANO – tel. 02/8311601
  • SUNFLOWER 8 SRL, VIA S. ANDREA, 8/A – MILANO – tel. 02/8311601
  • SHADE SRL, RIPA PORTA TICINESE,53 – MILANO – tel. 339/6358308
  • JUMP MILANO S.R.L., VIA SCIESA AMATORE DETTO ANTONIO,2A – MILANO – tel. 02/5516267

Se avete bisogno di informazioni relative alle altre città telefonate direttamente all’importatore. Sono gentilissimi e vi manderanno una mail dettagliata.

ASAP LTD SPA
Via Di Ricorboli,10 – 50126 Firenze

Tel:  +39 055 215844

Fax: +39 055 217264





Piove. Hunter vs SWIMS…

21 10 2009

Non so se qualcuna di noi sia pronta.

L’Hunter ha il suo perchè. E anche il momento dell’acquisto (leggere a tal proposito La caccia allo stivale perfetto: HUNTER e Io, LUI, gli Hunter).

Ma come la mettiamo ora?

Qui abbiamo a che fare con una cosa ben diversa… Siamo davvero pronte? Forse è il momento per metterci davvero alla prova.

SWIMS.

Date un’occhiata al sito…e capirete… SWIMS

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Le galosce moderne. Dalle ballerine (???) a chi non vuole rinunciare al suo tacco 12 (gulp!!!), ai copri-stivali (aiut!!!).

Modelli per tutti i gusti…ma non per scarpe con plateau, non per i miei ankle bootie “Le Silla“.

Io non penso di essere pronta. E mi tengo i miei Hunter! Anzi, me ne comprerò un altro paio!





Deutsche Schule Mailand… La prima riunione del Consiglio d’Istituto.

20 10 2009

AB05533Ieri sera, lunedì 20 ottobre, la prima riunione dei rappresentanti di classe. Tra cui, ricordo, compare LUI.

Non starò a riportare i “farò” e i “dirò”.

Ma quello che LUI ha detto in seguito ha solo un termine.

Atroce!

LUI mi racconta dell’elezione dei magnifici 4. Che altro non sono che i Rappresentanti del Consiglio di Istituto. Che poi altro non sarebbero che 4 genitori.

2 di questi erano a posto, con mandato che scade il prossimo anno. Un genitore in scadenza e un altro genitore con mandato scaduto, ma che non voleva essere rieletto (chissà poi perchè…).

Quindi, 2 nuovi candidati a proporsi.

E il loro discorso.

Che LUI mi riporta così: “ehm, salve, io sono una mamma di due bambini che frequentano questa scuola e che, ehm, ecco, vorrei essere eletta per poter conoscere la scuola un pò meglio dal suo interno. Ecco, quindi eleggetemi“.

L’altro pare abbia detto praticamente le stesse cose.

Elezione vinta dalla donna. A suo dire per la predominanza di femmine presenti.

E fin qui nulla di grave.

Il peggio arriva ora. Quando LUI già si vede al suo grande discorso.

Elegettemi perchè nessuno meglio di me lo merita! Eleggetemi perchè se lo farete io prometto libri elettronici per tutti! Eleggetemi perchè io vi prometto sicurezza nella scuola e fuori dalla scuola. Eleggetemi perchè c’è bisogno di allargare il marciapiede esterno? Io conosco chi ci può aiutare! Eleggetemi perchè volete che i vostri figli attraversino in tutta sicurezza la strada? Io vi porterò qui l’intero comando dei Vigili di Milano!”

Il delirio è proseguito. Ma io me ne ero già andata dalla stanza.

Va fermato!








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