Giorni fa ci è arrivata per posta una magnifica (e quando dico “magnifica” intendo proprio “galattica”) brochure di un albergo pazzesco (e quando dico “pazzesco” intendo proprio “fighissimo”).
Il Cavallino Bianco di Ortisei (Il Cavallino Bianco).
Non ricordo ci fossimo iscritti a qualche newsletter… Per certo ricordo di averlo visto durante le vacanze di Natale del 2006-2007, quando tutti insieme allegramente eravamo a Fié allo Sciliar.
Insomma, meraviglia delle meraviglie, sfogliamo questa brochure. Cose da mille e una notte. Nani abbandonati in balia di Lino il topolino, genitori che vanno in una SPA fantastica, cullati da mani sapienti e aromi inebrianti. Cene a lume di candela. Paesaggi incredibili (certo, devi amare la montagna…e non è il nostro caso, ma ogni tanto ce la possiamo anche concedere). E le camere…
Ecco, sulle camere ne è nata una discussione. Interessante. Forse semplicemente enigmatica.
LUI che se ne esce con la frase: “Mah, sì, nel complesso soddisfacente. Solo che le camere…“
Io: “Le camere cosa?“
LUI: “Ecco, le camere non mi fanno impazzire“
Io: “Ma come? Guardale, ti prego!“
LUI: “Sì, infatti le sto guardando“
Io: “E quindi?“
LUI: “Quindi c’è troppo legno! Ecco, sì, l’ho detto!“
Io: ???
LUI: “Tutto quel legno…“
Io: “Ma tutto quel legno cosa?“
LUI: “Con tutto quel legno non mi sembra una camera, sembra invece, hai presente una baita?“
Io: ???
LUI (esultando, colto da folgorazione): “Anzi no, un rifugio!“
Io: ??? “Certo, ehm, in montagna…“
E poi sarei io la cittadina…
