Altro giorno, altro giro. Altra sera, altra cena. Altra amica.
Questa volta l’amica la considero “nostra“, non solo “sua“. (leggere Questione di identità!)
L’amica è una “signora“, termine che include tanti significati:
1) donna, persona di sesso femminile: e fin qui ci siamo;
2) appellativo con cui si indica una donna sposata: lo è stata, quindi anche qui ci siamo;
3) gentildonna che si distingue per educazione e raffinatezza: indubbiamente lei.
La cena si è protratta lentamente. Un bicchiere tira l’altro, una chiacchera tira l’altra, si fa presto a fare le ore piccole.
Questa volta non mi sono dovuta trattenere dallo schiumare rabbia. Non ce n’era motivo.
Ma come sempre, anche una serata così merita una riflessione. Che ora riguarda la forza delle donne.
Delle mamme.
Delle donne che si ritrovano a fare le mamme da sole.
E non intendo quando si dice che la donna in questione ha fatto anche da padre.
Sono di parte, ovviamente. Il mio marchio di fabbrica non riporta la presenza di un maschio come figura paterna. E ne sono ben felice. Non è certo questo che “rovina” una persona. Mille possono essere le concause. Ma non è questo il mio intento, ora.
Voglio solo fare un apprezzamento in favore di una donna, di questa madre, che poteva forse semplificarsi la vita ritornando nella sua patria.
Ma ha scelto di restare in Italia, per far sì che i figli continuassero a frequentare il padre. Anche quando un uomo non lo merita, le madri si ostinano a voler creare un rapporto padre-figlio…quando non sarebbe necessario. Magari nemmeno richiesto. E la realtà dei fatti non ha tardato a mostrare quel rovescio della medaglia meschino: il padre che chiede alla madre (quindi la ex-suocera) di non frequentare più la sua ex-moglie e i figli. Non è una cosa gradita.
Questa nostra amica ha scelto una patria che non era la sua, conscia che non sarebbe stato facile. Ma non ha mai mollato.
E non molla nemmeno ora.
Un plauso a tutte le mamme che, come lei, se la sono cavata da sole.
Un plauso a tutte le nostre mamme! Donne speciali.