Welcome to Dublin. Howth: il fish&chips, una meraviglia della natura, Beshoffs and Ivans; Penneys; Mark & Spencer. (day 3)

14 12 2009

Ecco quindi che David ci riporta alla marina di Howth.

Siamo affamati e assetati. E’ giunto il momento, ahimè anche per me, di provare questa roba qui del Fish&Chips.

Il locale tipico qui a Howth dove lo fanno meglio si chiama Caira Fish & Chips (fantasia…). Molto alla buona, forse troppo alla buona.

Non servono nemmen alcolici…LUI, niente birra.

Cosa abbiamo mangiato:

- 2 fish & chips

- scamp & chips (per fortuna avevano questi meravigliosi gamberi…)

Cosa abbiamo bevuto:

- acqua (qui te la danno, in qualunque posto, a bicchiere e dal rubinetto…ahahah!!!)

- coca cola

-  tea caldo.

Ed eccoci a passeggiare verso il mercatino. Dove purtroppo è quasi tutto finito, fa un freddo allucinante, tira un vento che ti porta via, ma faccio comunque in tempo ad acquistare un delizioso tris di marmellatine From Mother’s Kitchen, fatte in casa praticamente. La mamma gradirà. Finito anche il sidro di mele caldo, che sebbene io lo trovi agghiacciante, ora una sorsatina ci sarebbe stata bene. Pazienza.

Ci dirigiamo verso la stazione per rientrare a Dublino.

Ma per fortuna ci sono io!

Dico ai nostri, LUI e Virgilio: “Ehi, perchè non facciamo una passeggiata fino là in fondo? Cosa c’è?“. Virgilio mi dice che ci sono i magazzini del pesce e qualche ristorantino. Andiamo.

E qui capisco delle cose. Per esempio che col cavolo che una prossima volta si mangia F&C… Qui c’è il tripudio del pesce, dell’ostrica per meglio dire!!! Per esempio in questo posticino delizioso, stile Claudio la Pescheria dei Milanesi, puoi sia acquistare pesce freschissimo (peccato che qui sia il regno dell’odiato salmone!) che sederti e gustare dei plateau royal di cruditè di mare. Annaffiato da un calice di bollicine… Si chiama Beshoffs of Howth e il suo degno compare è Ivans Oyster Bar and Grill Howth. Quando tornerò una delle tappe sarà sicuramente qui!

Mentre stiamo per tornare alla stazione, LUI lo vede. Vede il camioncino visto la mattina prima di fronte al parco che reca una scritta legata al cibo per i leoni marini.

Leoni marini? Virgilio non ne sa nulla… In 6 anni non li aveva mai visti. Ma questa, lo ricordo, è la giornata perfetta.

Attraversiamo la strada per andare sul molo di fronte alle pescherie ed eccoli. Loro. Tanti. Incredibili con i loro occhioni e baffoni. Occhioni che sembrano implorare “pesce, dammi pesce, per favore“. E ogni tanto qualcuno dalla pescheria arriva a buttargli qualcosa. Uno spettacolo. Belli grassocci e teneri da morire.

Photos by ViolaBlanca

Ma Virgilio, dove ti abbiamo portata?

Il treno (abbastanza urfido) ci riporta in città in una ventina di minuti. LUI, tanto per cambiare, dorme sulla mia spalla.

Prima di rientrae in albergo Virgilio non resiste dal portarci in uno store pazzesco: Penneys, dove abbiamo fatto incetta, per me, per nana e anche per lui…

Infine, una capatina da Mark & Spencer dove profumi di pasticceria calda si mescolano a visioni di cazzate inenarrabili.

Di nuovo schiena a pezzi. Andiamo nella nostra meritata stanza…

Stasera seratone.





Welcome to Dublin. Molly Malone; Malahide Castle; Howth. (day 3)

14 12 2009

La giornata perfetta.

Oggi sole. In un cielo azzurro, ma di quell’azzurro che noi a Milano ce lo possiamo scordare. O forse capita talmente di rado che non me lo ricordo…

L’appuntamento di questa mattina con Virgilio è alla Molly Malone.

Oggi, per la prima volta, attraversiamo il Liffey per andare nella zona nord a prendere un bus (42) che ci porterà alla nostra meta odierna: Il Castello di Malahide.

Per non saper nè leggere nè scrivere io sono stata obbligata da Virgilio ad indossare gli Hunter. Con il sole, ma a Dublino vanno benissimo. Caldi e confortevoli al punto giusto. Utili anche…

Pieces of me… Photo by ViolaBlanca

Finalmente posso prendere un bus doppio, da cui si gode una visuale perfetta e fantastica. Pian piano abbandoniamo la città e si iniziano ad intravedere vardi prati, colline più o meno alte, insomma una parte dell’Irlanda come deve essere. E poi arriviamo a Malahide, in realtà prima della cittadina.

E qui accade uno degli eventi incredibili di questa giornata perfetta.

Credevamo che Virgilio fosse scesa a chiedere un’informazione all’autista. Quindi la seguiamo, ma con calma. E ci troviamo ad una fermata, porte aperte del bus e autista, Virgilio e un passeggero che se la chiaccherano amorevolmente, alla grande direi. Parlano sulla strada da prendere, su come rientrare in città, ma facendo la costa, su quanto dista poi il villaggio… Il tutto a quella che scopro essere la nostra fermata, con gli altri passeggeri che non proferiscono obiezione a questa sosta inattesa. Il gruppetto si intrattiene per una decina di minuti (non esagero!), fino a quando ci salutiamo, ci augurano buona gita e noi scendiamo.

Uno dei motivi per cui la nostra Virgilio ama questo posto e ha deciso di stabilircisivi 6 anni fa.

Uno dei motivi che hanno reso perfetta questa giornata.

E poi l’entrata nel parco della tenuta per arrivare al Castello. La bellissima camminata lungo i suoi viali, con i prati verdissimi ai lati. Una meraviglia. E il vento che qui si fa sentire. Gelido, ma puro. E i miei Hunter, che mi salvano dalle mille pozze (o veri e propri laghi fangosi) sparsi qui e là. LUI che si fa entrare l’acqua nelle scarpe (anche se dice “poca“); lei che strilla per non sporcarsi di fango i suoi orridi UGG; io che godo. Ma che, alla fine, mi faccio prendere dalla bontà d’animo e faccio una cosa che solo un’amica può fare: prendere lei in spalletta per farle attraversare incolume la fanghiglia. Che amica!!!

Alla nostra sinistra, all’improvviso, ecco il castello. Bello come i castelli delle fiabe. Antico, non molto imponente, ma affascinante.

La cosa che mi è piaciuta di più? Apprendere (ma non pensate male, è che fa un effetto strano) che l’ultima ad abitare il castello fino al 1976, Rose Talbot, trasferitasi poi nella tenuta di famiglia in Tasmania, è mancata nel febbraio di quest’anno alla veneranda età di 93 anni. Lascia un pò di stucco, perchè il quadro che la ritrae ce la mostra bambina e abitante di un castello, come se fosse una principessa…

Dopo la visita al castello ci dirigiamo a piedi al villaggio. Giusto per guardare il mare, le colline in mezzo al mare e riportarmi così alla memoria il mio viaggio di lavoro di anni fa nella meravigliosa Zierikzee e nella sua marina (Olanda).

Poi Virgilio ha un’illuminazione: “Non si può non andare a Howth proprio oggi che c’è il mercato e non mangiare del fish&chips!“… Ah no?

Eccoci sul taxi. Ed ecco un’altra occasione che ha fatto di questa la giornata perfetta.

Parla te che parlo io, il tassista, il mitico David Dunne, ci dice: “Dovete assolutamente andare sulla collina di Howth – una sorta di mirador, tanto per intenderci – da cui potrete ammirare un paesaggio mozzafiato e abbracciare con lo sguardo l’intera contea di Wicklaw!“. Io osservo la strada che sta indicando, quanto è lontana la collina, il vento fuori, il calduccio qui nel taxi e, mentre Virgilio risponde che era proprio quello che pensava di fare dopo pranzo, io, senza nemmeno accorgermene scuoto la testa come una forsennata e tra me e me ripeto “Mai, mai e poi mai!“.

Il nostro David ha un sesto senso, evidentemente.

E cogliendoci tutti di sorpesa annuncia che per la modica cifra di 20,00€, senza ulteriori aggiunte alla tariffa, ci porta lui sulla collina.

Silenzio.

Forse non abbiamo capito bene.

Ma che persone deliziose vivono qui in Irlanda? Nella mia vita di utilizzatrice di taxi non ricordo proprio che mi sia mai successa una cosa del genere…

Insomma, David ci porta su (e io avrei dovuto farmela a piedi???) e ci lascia sulla punta più alta dicendoci “Take your time!“, mentre lui legge il giornale. Il tempo a nostra disposiione però è inversamente proporzionale al raffreddarsi delle mani, della faccia intera e delle stilettate di gelo. Qualche foto allo scenario meraviglioso, al faro, a noi due fidanzatini e via, di corsa al caldo tepore del taxi di David.








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