Welcome to Dublin. Cena da Johnnie Fox’s. (day 3)

16 12 2009

Poteva Virgilio non portarci qui? E’ dalla prima sera che sta facendo i numeri: e prima non c’è lo spettacolo, e poi non c’è la saletta con il camino, e poi altre balle varie.

Ma ora ci siamo. Per raggiungere questo locale, tipicissimo che più tipico non si può e che tutti conoscono, abbiamo preso la Luas (treno leggero?) dalla fermata esattamente davanti all’hotel (che ricordo è il The Fitzwilliam Hotel (mai scelta fu più azzeccata). La linea va da qui, St. Stephen’s Green – Green Line – alla fermata di Sandyford. Poi si prende un taxi (tassista scorreggione!).

Ed eccoci al famigerato Johnnie Fox\’s.

Peccato che sia sera, quindi buio, perchè anche solo girovagare tra quanto è esposto all’esterno è uno spettacolo: auto d’epoca, moto e vecchie pompe di benzina. Ma andate al sito e date un’occhiata voi stessi, perchè ne vale la pena.

L’interno è diviso in piccole e medie sale. La nostra, quella tanto desiderata e bramata da Virgilio, è quella in fondo, con il benedetto camino. I tavolini sono vicini, ma per fortuna non è serata di pienone.

Le stanze sono tutte colme di oggetti: foto, quadri, poster, bicchieri da birra appesi, persino scarpe. Pieno zeppo che non riesci a vedere tutto, è impossibile. Ma ogni stanza è calda, perchè ricca del passaggio di tanti. Per esempio, Bono & Co., come riportato dalle testimonianze di chi dal Johnnie Fox’s ci è passato.

Aaaaaah, ora sono più tranquilla. Sapere che loro sono stati qui mi dà serenità.

Si vociferava che la cucina fosse ottima, squisite le specialità di mare. O era la sera sbagliata, oppure ho scelto le pietanze sbagliate, o qui dicono un sacco di fandonie!

Cosa abbiamo mangiato (dal menù à la carte).

Starters:

- Irish Smoked Salmon (Oak smoked salmon delicately sliced, garnished with capers, onions and lemon, complete with our fresh salad of the day and our own homemade brown bread)

- Wild Mussels (A House Speciality – steamed in garlic & served with homemade brown bread)

- Colcannon Soup (Cream of potatoes and leek made with our delicious vegetable stock, so it’s full of flavour!)

Main Course:

- Irish Salmon (Can be either poached or grilled – capped with a duo of roasted pepper sauces and served with fresh vegetables & potatoes, and served chilled with our own house salad & dressing)

- Prime Sirloin Steak (Traditionally matured “old style” and voted the Best Prime Sirloin Steak in Dublin. Chargrilled and served with fresh vegetables and potatoes)

- Tortino di Granchio Blu (evidentemente disponibile quella sera – servito con patate e una specie di purè)

Dessert:

- Apple Pie and Cream (Prepared in our bakery in traditional homemade fashion)

Cosa abbiamo bevuto.

- 3 pinte di birra

- 3 Irish Coffee

Sul cibo:

- mai assaggiate delle cozze così terribili, o forse sì (e dovevano essere la specialità della casa?).

- il tortino di granchio molto buono, ma mi sono abbuffata di patate buonissime, per cui mi sono rovinata la portata principale

Ci tornerei?

Chiaramente sì, anche solo per l’atmosfera.

Sorseggiando i nostri Irish Coffee assistiamo allo spettacolo. Stasera si suona.

Poi arriva l’ora del rientro, abbiamo i tempi stretti.

Domani è un altro giorno…





Letto per voi: “Ex Drummer” di Herman Brusselmans…nuovo pulp, nuovo cult o nuovo trash?

16 12 2009

Quattro handicappati mettono su un gruppo. Uno di loro è famoso, gli altri tre no. Uno di loro è un ex detenuto, gli altri tre no. Uno di loro è frocio, gli altri tre no. Uno di loro è sposato e ha un figlio, gli altri tre no. Suonano insieme una sola volta e poi basta. Non è divertente?“. Lanciato come un libro cult, o forse solo pulp, in realtà molto trash, Ex Drummer, nuovo libro di Herman Brusselmans, vuole essere più estremo di Trainspotting, più cattivo di Arancia Meccanica, più comico di School of Rock. Il risultato è un delirante e dissacrante quadretto dell’ambiente underground. Grottesco, perfido e feroce, caustico e cinico come poco altro in circolazione. È una terrificante rappresaglia nei confronti della buona educazione (altrimenti nota come: “sensibilità”, o “rispetto del prossimo”).
Così avevamo un gruppo di quattro handicappati. Il cantante aveva la zeppola, il bassista un braccio semiparalizzato, il chitarrista era sordo come una campana e il batterista non sapeva suonare la batteria“. Il cantante, De Geyter, appare come un essere vivente del tutto superfluo, un’assoluta nullità. Il bassista, Verbeek, si presenta come un inutile coglione. Il chitarrista, Van Dorpe, rappresenta il peggio di un drogato, se peggio esiste. Il bassista, un famoso scrittore, è la voce narrante. Lio, la sua bellissima moglie, zingara. In tutto questo scenario alternativo resiste un elemento solare: l’amore tra il narratore e sua moglie. “Durante le attività quotidiane eravamo una banalissima coppia di innamorati speciali“. La descrizione dei loro pasti serali è esilarante quanto maniacale: da Pizza Express alle patatine fritte e uova all’occhio di bue; dal pollo e insalata agli scampi; dalla zuppa di pollo con le fette biscottate alle pietanze del turco.
Sgangherati delinquentelli, personaggi di bassa tacca con battute fulminanti e vicende personali paradossali, accompagnati da intrecci crudi, dialoghi assurdi, e vicende brutali vogliono fare di Ex Drummer un nuovo cult. Più che ai titoli sopra citati, piace pensare a questo libro come al film di Guy Ritchie “Rock ‘n’ Rolla ” (2008). Valeria Merlini








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