Una gita con il tuk-tuk. Direzione città vecchia.
I negozi in cui sono tornata 2 volte (il passaparola è davvero micidiale!):
- Shakir, dove si acquistano dei tessuti unici (io personalmente ho fatto incetta di teli da spiaggia M E R A V I G L I O S I ! ! !, in tessuto KIKOY – pareo in puro cotone egiziano con frange annodate a mano, usato dalle donne kenyote come capo d’abbigliamento -.
Jumbo (in via parallela a Shakir), paradiso delle scarpe in cuoio (vedi qui le calzature) , delle borse in paglia e di tanto altro.
Vale la pena affrontare il divertente viaggio di soli cinque minuti in tuk-tuk (dal Coral Key Beach Resort 50 scellini kenioti), tra una buca e l’altra.
…Ma lungo le strada non potrete fare a meno di notare la dissonanza: baracche e strade con buchi ad ospitare bambini e povera gente. Il loro contorno? Mosche… Le mosche su questi bambini fanno male… Ma tornerei solo per loro. E non portate assolutamente caramelle. Danno temporaneamente gioia, ma non avendo dentifricio e l’abitudine allo spazzolino ci pensate a come si ritroveranno i denti durante l’adolescenza? Ben più intelligente è lasciare loro vestiti, penne, carta per la scuola (come avevamo fatto a Zanzibar per la scuola di Uroa, esperienza incredibile la visita in quella struttura…), ma anche l’acqua, casse di acqua, così da alleviare loro temporaneamente il disagio di affrontare lunghi percorsi per andare a prendere l’acqua potabile.
Meditate gente. Meditate turisti.


hey! un attimo che mi distraggo dal tuo blog e mi son persa tutto questo? sei stata in africa? che bello *__*
Sempre a far “danni”: brava brava!
I tessuti mi garbano un sacco: ricordano molto quelli di maison artiga (stupendi a mio parere).
La prossima estate non ti chiedero’ “dove hai preso questo folgorante asciugamano”?
Prossima estate? Cara, 4 mesetti e ci siamo!
baci