Io il corso A l’ho seguito. L’ho apprezzato e l’ho pure finito.
E mi è piaciuto così tanto, non mi sono sentita per nulla un pesce fuor d’acqua come alla prima lezione (leggere a tal proposito Il corso di scrittura creativa di Raul Montanari…), che a dicembre mi sono pure iscritta al suo seguito, il B (anche se Raul non ama considerarli in sequenza). E mi piace così tanto perchè “lingua sciolta e mente scattante” (in arte “il maestro“) procede sempre sullo stesso filone. Il suo. Ma anche perchè noi ci divertiamo tanto: il gruppo di “Quelli del mercoledì sera…” (leggere Quelli del mercoledì sera…) è proprio bello, simpatico, eterogeneo. Folle!
Cosa ho imparato? A parte le “regole” di costruzione di un romanzo (e non è mica detto che le abbia davvero imparate), sicuramente le letture dei racconti in classe hanno affinato la mia sensibilità. Nel discernere il bello da ciò che è costruito sotto mentite spoglie: l’arzigogolato, ciò che viene mascherato da paroloni difficili e dialoghi incomprensibili, ma in fondo in fondo, al mio orecchio, suona come una melodia sbagliata. Insomma, se non mi piace, non mi piace…
E poi, ben più sconvolgente, ma io scema mi stupisco sempre, è che certe persone non sanno proprio dire “grazie”!!!



Ma il tuo racconto lo pubblicherai?
BAci
Dopo consulto con “quelli del mercoledì sera” sono giunta alla conclusione che i racconti non si pubblicano. Su richiesta,, dopo attenta valutazione, si possono però far leggere agli amici privatamente…
baci