Il blog e la sua blogger si trasferiscono…
Hasta luego Milano!
29 06 2010Commenti : Lascia un commento »
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BeautiFULL Puglia. Cosa fare.
29 06 2010Quando ci si sente in colpa per il troppo benessere, o relax che dir si voglia, occorre muovere le chiappe. E farsi portare al porticciolo di Mattinata per un noleggio davvero ad hoc. Il Noleggio Mazzone farà al caso vostro. Gentili, cortesi, disponibili ad assecondare ogni richiesta (anche quella legata allo sconto per un noleggio di più giorni) non faranno mai e poi mai rimpiangere il noleggio ligure. Anche in termini di prezzo.
E poi, che costa…
Il Gargano è davvero unico, il bianco della scogliera e dei sassi sulla spiaggia è accecante. Il verde dell’acqua e l’azzurro del cielo sono sogni ad occhi aperti. Le innumerevoli grotte presenti sulla costa permettono, in parecchi casi, di entrare da un lato e di uscire dall’altro. Però, anche il solo entrare nella sua oscurità e nel suo silenzio per poi uscirne arretrando, beh, vale sempre la pena. A meno di non soffrire di oppressione da roccia che sembra volerti cadere addosso da un momento all’altro… Altra cosa particolare è avvicinarsi il più possibile, meglio se non ci sono pescatori in zona, agli allevamenti di branzini (o spigole che dir si voglia), che giacciono sotto costa, un po’ spostati rispetto alla Locanda del Carrubo. E, per finire, come non arrivare fino alla Baia delle Zagare, riconoscibilissima per il cavalluccio che beve in acqua, che altro non è se non una formazione rocciosa che per l’erosione del vento. Molto particolare, anzi spettacolare.
Quando poi giunge il momento del pranzo ci si deve dirigere assolutamente alla baia di Mattinatella. Poiché, nel nostro caso, la stagione non era ancora decollata (cosa che avviene da metà giugno) il mitico Leonardo ci ha concesso di arrivare sulla spiaggia direttamente con il nostro super-gommone.
Chi è Leonardo? Il proprietario di Cala Rosa, un bagno paradisiaco, reso ancor più paradisiaco dal ristorante. E dal fedele Raffaele. Non esistendo alcun sito (non trovo nemmeno il gruppo su Fb di cui parlava Leonardo), allego i numeri di telefono segnati sul biglietto da visita:
Cala Rosa, info: 0884 – 50918.
Come ci ricordavamo bene, il pranzo è una garanzia. Cosa abbiamo mangiato.
Antipasto di mare, fritto di calamari, scampi e calamari alla griglia, melone, fragole e ananas. Il tutto annaffiato da un buon prosecco ghiacciato. Che si va sempre sul sicuro! Prezzi? Modici, modicissimi…
Da tornarci. E ci torneremo.
Ci siamo trovati talmente bene, a nostro agio, coccolati e accuditi, che Filomena ormai ha quest’incombenza: trattarci sempre così. Se non prima, all’anno prossimo.
Un ringraziamento speciale a tutti quelli che si sono fatti in 4 per noi: a cominciare da Leonardo stesso (lui sa perchè), proseguendo poi con il proprietario del bar centrale di Mattinata che ha rintracciato non so quale parente alla lontana per farci aprire appositamente il negozio di fiori (era lunedì mattina) e permetterci così di comprare un cadeau a Filomena che quella mattina ci ha prestato la sua macchina. E che macchina. Di conseguenza ringraziamo il Piccolo Giardino di via Vittorio Veneto, 4.
Com’è quel detto? Fuggi Foggia non per Foggia ma per i foggiani? Mi permetto di dissentire…
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L’uomo che vorrei…
28 06 2010Vorrei un uomo che quando rientro la sera tardi ha pensato a me e prima di andare a dormire si è ricordato di lasciarmi la luce piccola accesa.
Vorrei un uomo che non pensasse di essere il mio salvatore, liberatore, il Dio sceso in terra.
Vorrei un uomo che mi sorridesse più spesso.
Vorrei un uomo che mi chiedesse una volta in più rispetto a quanto fa con gli altri “come va?“.
Vorrei un uomo che non criticasse gli altri di usare “scorciatoie” quando lui è il primo a farlo.
Il resto verrà, post in divenire…
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Deutsche Schule Mailand. Ultimo giorno al Kindergarten.
24 06 2010La mamma che piange, lei ride felice.
L’emozione mi ha giocato un brutto scherzo. Credevo di essere preparata, evidentemente mi sbagliavo. Il momento dei saluti alle maestre mi ha spezzata. E non rivedere per un pò alcune mamme tra le mie preferite poi… Sigh!
Baci e abbracci a tutti, ci rivediamo a settembre. Un bacio particolare a Elisabeth.
Da parte di lei. Nel cuore porterò il mio Ago, la mia amica Vicky, poi Ale R., Oliver, Amalia, Alice, Ginevra, Davide, Niccolò, Marta, Daniel, Leonardo, Nicole, Hannah, Irene, Ale P., Julie, Emilia, Rasmus, Ernesto e tutti quelli che ho dimenticato.
Un saluto speciale alle maestre Simone e Mariella. Voglio salutare anche la Beate, la Sabine, la Silke, la Julia, la Zita.
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BeautiFULL Puglia. Dove mangiare.
24 06 2010Oltre alla Locanda del Carrubo?
Se proprio siete spinti dal desiderio di varcare quel cancello, fatevi consigliare da Filomena. E non sbaglierete. E se poi, come noi, siete abituati alla qualità, ai prezzi di postacci come la Liguria (ecco perchè ce ne stiamo allontandando sempre più), beh… Rimarrete sbalorditi, non solo per la bontà, le quantità esagerate ovunque, i prezzi ( eh sì, i prezzi), ma soprattutto per la gentilezza di tutti. Ovunque. C’è poco da fare, la Liguria ha sempre e solo da imparare. Ma non ce la farà MAI!
Dunque, i locali scelti in quest’occasione già li conoscevamo. Ci sono così piaciuti, che anche qui siamo voluti ritornare.
Bel giardino esterno (con giochi, spostati fortunatamente dai tavoli) per i nani, cucciolate di gattini affamati che verrano ad elemosinare resti di cibo (e se avranno voglia si faranno anche accarezzare…ma sono pulciosi!), consiglio l’esterno rispetto all’interno.
Cosa abbiamo mangiato.
Antipasti: polpo fritto con verdure croccanti (sublime!); misto mare.
Secondi: filetto di maialino arrotolato con speck; tagliata con grana, rucola e aceto balsamico; scampi e gamberi alla griglia.
Dolci: semifreddo al croccante; sorbetto al limone con vodka.
Cosa abbiamo bevuto:
Il Primitivo di Torcicoda, vino del Salento.
Tutto ottimo, da ritornarci una prossima volta. Proprietario molto gentile.
…
Giardino Monsignore, meglio e solo conosciuto come Monsignore.
Questo è uno dei luoghi chic di Mattinata. Tutti lo conoscono. Tutti ci vanno. Gli altri ristoratori lo criticano, perchè dicono che i prezzi sono eccessivi. Purtroppo l’occasione in cui ci siamo ritornati era quella sbagliata: dopo una giornata di barca, cotti e sfiniti. Risultato? Non abbiamo avuto le forze di affrontare una cena come si deve, ma ci siamo limitati ad un mordiefuggi con una pizza. Buonissima, per carità, fatta “secondo l’antica tradizione napoletana“, ma che non rende merito alle specialità culinarie del ristorante.
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Benvenuto all’Andrea!!!
24 06 2010Commenti : Lascia un commento »
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BeautiFULL Puglia. La Locanda del Carrubo, Mattinata. Il Gargano. (part 2)
22 06 2010Proseguiamo.
Il mio argomento preferito: i ricevimenti. Che piaccia o meno, ormai è il grosso business della Locanda, poi in questo periodo, tra maggio e giugno, è il tripudio, il delirio, tra matrimoni, cresime e battesimi. E che dire a tal proposito? Che possono risultare fastidiosi, perchè mentre si è comodamente e romanticamente a pranzo o cena con vista mare, questi ospiti poco civili se ne fottono se tu stai mangiando e se ne vengono ad ammirare il panorama con le loro maledette sigarette. Ma questo è un problema comune di tutti quelli che fumano: sono talmente presi e ossessionati dalla loro droga che si dimenticano di tutto il resto, di chi li circonda. Ma dicevo che possono risultare fastidiosi. In realtà, vuoi mettere startene lì ad ammirare questo mondo che pare lontano anni luce? Il tripudio del kitsch, del kitschissimo! Donne in abiti improponibili, scarpe inguardabili, spesso miscugli da non credere, capigliature che dici “ma che cavolo!“. Un altro mondo. Davvero!
E poi, questi mastodontici banchetti, queste faraoniche feste (W l’open-bar della prima sera a cui abbiamo potuto accedere!), l’opulenza esagerata e incontrollata per quello che è il giorno più importante della vita di ogni donna… … … Ma santo cielo, che buffonata! Resta solo e sempre la più grossa bugia millantata dalla Chiesa: un giorno di festa e di bagordi, in cui tutti si mettono in ghingheri (o tentano di farlo), ma per tornare il giorno dopo alla vita miserrima di tanti poveretti e poverette… E se così non è, resta comunque una grossissima bugia in cui ci si fa delle promesse che non si è, per natura umana, in grado di poter mantenere! Una grossa, grossissima bugia!
Il plus che ne deriva per gli ospito del resort con nani al seguito è, udite udite, il servizio di animazione-babysitting, in genere dalle 15 alle 21. Capito bene, sissì! Perchè, come dice la saggia Filomena: “I bambini sono maleducati! Separiamoli!“. Io amo questa donna! Appena arrivati c’era una cerimonia in atto, con banchetto annesso e connesso, e Filomena ci ha svelato questa meravigliosa novità: al che la nana è stata prelevata dall’animatrice e portata ad un tavolo, in stanza separata, con soli altri mostri urlanti (e pugliesi!). Dopo il pranzo (ovviamente si rispettano i loro orari, scordatevi di piazzare le creature a tavola alla mezza!) in genere la truppa si trasferisce in spazio apposito creato dietro la piscina principale, dove hanno la loro sala giochi, il loro spazio esterno per fare tutto quello che gli pare senza così disturbare i grandi. E permettendo alla qui presente e al suo LUI di trascorrere un piacevolissimo pomeriggio in solitaria nella piscina riservata agli ospiti del resort. Dove anche in quest’occasione eravamo gli unici frequentatori. Una pacchia! Altro plauso all’organizzazione.
Detto questo, procediamo. Il ristorante. Qualità del cibo eccellente, sui tempi un po’ lunghetti noi non facciamo testo. Ci sono stati fatti i complimenti della serie: “Fossero tutti come voi i clienti, mai una lamentela, tutto vi va bene…“. E attenzione, stiamo parlando della qui presente, eh! La rompi per eccellenza. Infatti, dopo una partenza in cui il nervo mi stava saltando proprio per i tempi, capisco che non si può, non si deve far altro che abituarsi a questi nuovi ritmi. Pare che ci si debba rilassare e assaporare ogni secondo. Come viene, viene. Da qui i complimenti. Ben accetti. Che mi rendono tronfia! La nostra cameriera di fiducia, un tesoro. Il capo-cameriere, l’efficienza fatta persona. Qualità e quantità super. Prezzi ragionevoli. Prosecco divino.
Esempi dei piatti.
Antipasto del Carrubo: un tripudio di piccoli assaggi, dal polpo con le fave, ai gamberi in salsa aurora (i più buoni e meno stomachevoli della mia vita), alle alici (divorate da nana), al salmone, al pesce spada, ai mini-spiedini misti, alla mozzarella di bufala, alle zucchine sapientemente cotte e condite, di tutto di più. E, poiché ci è capitato di prenderlo in più occasioni, posso assicurare che qualcosa varia sempre. Per fortuna.
Tra i primi: orecchiette con seppioline e carciofi, maccheroncini ai frutti di mare.
Tra i secondi: mazzancolle al salmorigano (dietro mia lamentela “mah, no, guardi, se sono da sgusciare lascio perdere…” il fido capo-cameriere mi coccola: “ma signora, se li vuole sgusciati, io glieli porto sgusciati!“. Detto, fatto!), pesce fresco di giornata alla griglia, fritto misto.
Vini e champagne: cantina non fornita. Fornitissima! Mitziel è un appassionato.
Insomma, alla Locanda del Carrubo si sta bene. E’ diventato il nostro rifugio per il ponte del 2 giugno. Si rallentano i ritmi. Si assapora la bella vita… Alla faccia di quelli che dicono “vorrei, farei, andrei…“, ma poi, poveretti, restano dove sono. Fermi. Anche mentalmente!
Grazie Filomena.
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Letto per voi: “Cercando Alice” di Camilla Trinchieri.
22 06 2010
“Non aver paura. Sarò proprio dietro di te”. Questa le parole incise nella mente di Susie, la voce narrante del romanzo. In realtà la forza di Cercando Alice di Camilla Trinchieri è data dalla doppia voce, quella della madre e quella della figlia. Alice che racconta la sua guerra nella Praga del fascismo, negli anni che vanno dal 1941 alla fine della guerra, cambiando città, spostandosi a Roma, poi sul lago di Como, ma come scenografia alle spalle sempre lei, sempre la guerra. Dove nulla valeva più del detto che “Il tempo di guerra è il tempo delle donne” .
Accanto alle parole di Alinka (l’Alice del fascismo), quelle di sua figlia Susie, al caldo riparo della sua nuova città, Cambridge, nel 1956. Susie aspetta una bambina, ma non sa darsi pace perché pensa di essere la sola e l’unica responsabile per la perdita della mamma. O la misteriosa scomparsa sul Monte Bisbino, al confine tra Italia e Svizzera, mentre tenta di fuggire con i figli. Ripercorre con la sua memoria fedele ogni gesto, ogni parola di quegli anni dolorosi in cui il padre, Marco Alessandrini, diplomatico italiano e la madre, cittadina americana, poco incline alla diplomazia, lottavano per proteggere la famiglia e il loro amore. Quello stesso uomo verso cui Alice pensa che “Non avrei potuto amare nessun altro quanto amo Marco. Nessuno mi avrebbe amata come lui”. L’istinto di sopravvivenza però può far prendere decisioni difficili.
Camilla Trinchieri è una cittadina del mondo, una donna che riporta con la sua scrittura ad una pace, ad una serenità che da tempo mancavano. Lontano dalle letture pop, dalla velocità di un tempo che segue troppo fedelmente i ritmi odierni, l’autrice narra di tempi bui, fortunatamente lontani, rendendo la sua lettura lieve, piacevole, conciliante, desiderosa di accompagnare una figlia alla ricerca della madre.
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Letto per voi: “Sotto cieli noncuranti” di Benedetta Cibrario.
22 06 2010
Sotto cieli noncuranti scorre la vita vera. Sotto cieli noncuranti si muovono persone i cui destini si incrociano. “Sotto cieli noncuranti” è il nuovo romanzo di Benedetta Cibrario. Dopo il successo tra il pubblico ed essersi aggiudicata il premio Campiello per Rossovermiglio, eccola tra i finalisti al Premio Letterario “Rapallo Carige per la donna scrittrice”. Con la seguente motivazione: “Il romanzo racconta di una grande nevicata tra Torino e la montagna a ridosso del Natale, nell’ambito della quale la tragedia e la violenza inattesa del dolore si abbattono su due famiglie intrecciandone i destini. Tre voci di donne, come in un rito antico, affrontano e narrano l’insensatezza della morte. Ma sarà quella di una bambina a chiudere il cerchio, a far prevalere le ragioni della vita: in un romanzo di grande forza evocativa dove la scrittura letteraria diventa, proprio come la neve, uno strumento perfetto di sospensione e comprensione del mondo”. Benedetta sa scrivere, sa coinvolgere, sa emozionare. Merita quindi quello che riceve.
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BookAvenue, la rivista. Numero 2, giugno 2010.
19 06 2010Commenti : Lascia un commento »
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