Partecipo al mio primo concorso letterario… IMAF International Migration Art Festival. Arrivo in finale, ma non vinco. E allora???

31 03 2011

Che cosa mi resta, però?

Emozione, felicità, tensione, orgoglio. Sì, anche immenso orgoglio.

Un bel “tié” ai soliti malpensanti e malcredenti! E pure uno schiaffone in faccia.

A tutti gli altri, a quelli presenti, a quelli che avrebbero voluto, ma non ce l’hanno fatta, un grazie immenso.

Al Ben, mitico Ben, tutto il meglio…

Il mio primo libro? Il solo? Chissà...





Letto per voi: “Malastagione”…Guccini vi dice qualcosa? Beh, è in compagnia del suo complice, Loriano Macchiavelli

30 03 2011

Tutti noi conosciamo Francesco Guccini come uno degli esponenti di punta della musica d’autore in Italia. Ma Guccini, oltre che cantautore, è anche scrittore di razza. Come dimostra Malastagione, ennesima collaborazione con Loriano Macchiavelli (una curiosità: inizialmente doveva portare il titolo di Poiana e la malastagione. Romanzo di un cinghiale con un piede in bocca).
Le storie che ci racconta sono praticamente sempre ambientate nei luoghi che Guccini conosce meglio, ovvero la sua terra emiliana e il modenese in particolare. Molte di queste sono state scritte in collaborazione con l’amico di lunga data Loriano Macchiavelli. Titoli come Macaroni, Un disco dei Platters, Lo spirito e altri briganti, Tango e gli altri sono stati scritti con lui a quattro mani e raccontano principalmente le storie dell’ex partigiano, maresciallo Santovito, diventato nel tempo un personaggio di punta del giallo italiano.

Malastagione ha invece come protagonista Marco Gherardini, detto Poiana, giovane ispettore della Forestale. La storia prende il via a Casedisopra, minuscolo paese dell’Appennino tosco-emiliano, dove tutti sanno tutto di tutti e le voci circolano a una velocità allucinante trasportate dal vento. In questo giallo dei nostri giorni ecco il personaggio di Adùmas (il padre era appassionato dei Tre moschettieri) in attesa della preda nascosto tra i boschi.

La trama ha il sapore di quelle affascinanti storie raccontate davanti a un buon bicchiere di vino in quelle vecchie osterie di paese dove la luce deve pagare il biglietto per entrare…

(pubblicato su bol.it)





Tutta “colpa” di IMAFestival (part 2)… Io e la Ludmilla (Radchenko)

25 03 2011

Premessa: se volete leggere la part 1 di questo pezzo andate qui.

by Ludmilla Radchenko - www.ludmillapopart.it

Pensavate fosse finita? Il Festival è finito, teatro (dal Verme) chiuso, vincitori (e vinti, me compresa) a casa, premi in saccoccia. E stop.

Invece no. Non posso essere egoista e lasciarvi così, con quell’amaro in bocca, quel senso di inadeguatezza dovuto al “io non so, perché non c’ero, tu invece sai, perché c’eri”. Ecco, una roba così.

Dunque, conclusasi la storia del video, con trucco e parrucco annesso e connesso, resta da fare “solo” il passo finale. Andare alla finale, appunto. Oltre a prepararmi psicologicamente (mai, mai pronta, perchè quello che m’ammazza è il non sapere cosa m’aspetta), mi devo preparare anche esteticamente.

Quindi procedo come segue.

Giovedì, festa nazionale, la mia carta di credito festa non ne ha fatta. Missione odierna, lo shopping. 10CorsoComo, (per non farsi mancare nulla), Zara, poi Rinascente. E visto che ci sono vado anche a prenotare il trucco, ma quello vero, per domenica mattina da Sephora (così scopro che si pagano 10€ per un “trucco giorno” e 15€ per un “trucco sera”). Ma alla Rinascente, io che, lo sapete, sono lontana anni luce da rimmel o mascara che dir si voglia, ombretti, matite varie e rossetti, mi innamoro. E la mia prossima mission sarà farmi applicare le ciglia finte di Shu Uemura.

Venerdì è la volta del parrucco. Ed eccoci al dunque. Ultimamente quando vado dal mio Extro (meritevole citarlo!) succede sempre qualcosa. A parte che, andandoci in taxi (già sapete no, che è il mio mezzo di trasporto preferito) l’autista che mi ci porta è spessissimo una donna. E la cosa ha già dell’incredibile. L’ultima volta poi, per esempio, parla di qua che ti parlo di là, viene fuori che una collega della mia taxista di turno ha scritto un libro. Come resistere. Ne faccio poco dopo un pezzo per l’altra testata su cui scrivo. Ovvio!

Ma questa volta, beh, il caso, la coincidenza, il destino, si sono messi insieme e hanno fatto un lavoro meticoloso. Mentre sono all’operazione “stai ferma che con la spazzola ti tiro tutti i capelli”, fase contemporanea al “non ti muovere altrimenti non riesco a stendere bene lo smalto rosso”, lei entra. La noto, ma non la riconosco.

Pantalone stretto, strettissimo, su gamba kilometrica e tacco pazzesco. Alzo lo sguardo: giacchetta di pelle fucsia, occhiale da sole a lenti tonde e cappello borsalino grigio. Baci e abbracci con tutti i ragazzi del salone, il mio Roby compreso. E poi sento il nome: “ciao Ludmilla”.

Cosa? Ludmilla? Quella stessa Ludmilla Radchenko che sarà all’evento per cui mi sto preparando? No, non è possibile. Tra tutte le persone che entrano qui, oggi lei? È una coincidenza pazzesca.

Quindi, che faccio, sto zitta? Me la lascio scappare? Giammai! E mentre lei parla con Roby sul trattamento alla cheratina per i suoi biondissimi e perfettissimi capelli, io le dico: “Ciao, sai che tu presenterai l’evento di domenica in cui sono finalista?”. Anche simpatica io, carina…

E come risposta ottengo un secco: “Io non presento, io espongo! A presentare ci sarà il mio fidanzato, quello bello delle Iene”. E risponde al cellulare che giusto in quel momento stava squillando.

Simpatica. Come una stalattite che ti cade in testa!

Salvo poi ritrovarla domenica sera, alla premiazione finale. Secondo voi cosa stava facendo? Aveva un microfono in mano e una cartellina… Quasi fosse una valletta, ecco.





Letto per voi: “Giuro che non mi sposo” di Elizabeth Gilbert. Il seguito di “Mangia prega ama”.

23 03 2011

“Qualche anno fa scrissi un libro intitolato Mangia prega ama, che raccontava la storia di un viaggio solitario per il mondo, intrapreso dopo un divorzio traumatico. L’ho pubblicato intorno ai trentacinque anni e per me ha rappresentato una svolta come autrice. Prima di allora, ero conosciuta nei circoli letterari come una donna che scriveva prevalentemente per e sugli uomini. (…) Inoltre, i personaggi dei miei primi tre libri erano prototipi di virilità: pescatori di aragoste, cacciatori, camionisti e falegnami.
(…) Tra difficoltà sentimentali e ossessioni professionali, ero talmente assorbita dal tema dell’identità maschile da non soffermarmi mai a riflettere su quella femminile. E men che meno sulla mia specifica identità di donna.
(…) Ecco perché, quando intorno ai trent’anni sprofondai in una grave depressione, non fui in grado di comprendere né di spiegare che cosa mi stesse succedendo.
(…) Sola, divorziata e con il cuore a pezzi, abbandonai tutto e mi presi un anno per viaggiare e guardarmi dentro, dedicando a me stessa tutta l’attenzione che avevo dedicato all’ineffabile cowboy americano. Quindi, essendo una scrittrice, scrissi un libro sull’argomento”.
Con la sincerità e l’ironia che hanno fatto di Mangia prega ama un bestseller da 10 milioni di copie, Elizabeth Gilbert riprende il racconto da dove l’aveva lasciato per affrontare il tema controverso e affascinante del grande “sì” in tutte le sue sfumature e implicazioni. In Giuro che non mi sposo torna a mettere in scena le inquietudini, le paure, gli slanci e i desideri nascosti suoi e di tutte le donne, regalandoci un nuovo libro pieno di incontri, di storie e di piccole, formidabili rivelazioni.

“… e vissero felici, divorziati e contenti” . Doveva finire così l’irripetibile favola di Elizabeth Gilbert e del suo Felipe. Alla fine di Mangia prega ama li avevamo lasciati sulla spiaggia di Bali, innamoratissimi e decisi a non sposarsi mai più. Un primo matrimonio rovinosamente fallito per ciascuno era più che sufficiente: d’ora in avanti avrebbero celebrato l’amore a modo loro, senza bisogno di riti ufficiali, senza vincoli e senza il rischio di future complicazioni legali. Insieme, avrebbero vissuto ciascuno la sua vita; avrebbero continuato a viaggiare e lavorare come prima, con Philadelphia come base e il passaporto sempre in tasca. Ma i solerti agenti del Dipartimento per l’immigrazione e la sicurezza dell’aeroporto di Dallas avevano in mente un finale diverso. Per loro, il brasiliano Felipe, con i suoi frequenti andirivieni tra l’America e il resto del mondo, era solo un altro ospite indesiderato, sospettato di risiedere clandestinamente nel Paese e come tale punibile con l’espulsione. Solo le nozze con la sua americanissima e recalcitrante fidanzata avrebbero potuto consentirgli di rimettere piede legalmente negli Stati Uniti…





Programma “dettagliato” IMAFestival 2011, domenica 20, Teatro dal Verme, Milano. Ah, SONO IN FINALE!

17 03 2011





Programma IMAFestival 2011, domenica 20, Teatro dal Verme, Milano. Ah, SONO IN FINALE!

17 03 2011

IMAFestival – ART YOUR FOOD

UN GRANDE HAPPENING IN CUI L’ARTE INTERPRETA CIBO E MIGRAZIONE

In un momento in cui migrazione e cibo sono argomenti quanto mai attuali, la prima edizione del concorso artistico internazionale IMAFestival – Art your Food, organizzato dall’associazione Eat Art e ispirato proprio a questo connubio, avrà il suo epilogo in un evento che si terrà il 20 marzo, al Teatro dal Verme di Milano.

Un vero happening all’insegna dell’arte e del talento creativo, che si protrarrà per l’intera giornata, alternando le performance dei 40 finalisti del concorso nelle quattro categorie Film, Letteratura, Musica e Arti Visive a quelle di musicisti e Dj.
La giornata si concluderà con la proclamazione dei quattro vincitori assoluti, uno per ciascuna delle categorie in cui si articola il contest, scelti da giurie composte da personalità dei rispettivi ambiti artistici, più un quinto, espressione trasversale delle preferenze manifestate dal pubblico attraverso la votazione sul sito del festival www.imafestival.com

I vincitori, oltre ad avere, come gli altri finalisti, le proprie opere promosse al grande pubblicoattraverso le etichette discografiche, case editrici e reti televisive partner di IMAFestival, parteciperanno all’EXPO 2015.
L’evento, aperto al pubblico e gratuito, sarà impreziosito dall’inaugurazione della mostra “MANGIA L’ARTE”, che vedrà l’esposizione di dieci opere di artisti contemporanei, di originalità assoluta in quanto realizzate utilizzando prodotti dell’eccellenza enogastronomica italiana.
Premi e Giuria IMAFestival
Film
Giurati: Anselma Dell’Olio e Manetti Bros. Per il premio speciale Babel: Luca Artesi e Beatrice Coletti.
I 10 cortometraggi finalisti saranno trasmessi su Sky. I migliori saranno proiettati al Village East Cinema di New York.
Musica
Giurati: Marco Alboni (EMI) e Simone Tarantino (Gallery Records).
I 10 brani finalisti saranno distribuiti da EMI attraverso digital retailer.
ArteVisiva
Giurati: Flavio Lattuada e Giovanni Bonelli. Per il premio Speciale Extrabanca: Simona Ettorre, Renée Etogo, Andreina Angelino.
La galleria Arte Centro/Studio Lattuada di Milano esporrà dal 21 al 27 marzo le opere finaliste che verranno pubblicate nel catalogo creato da Bonelli Lab per la mostra Mangia L’arte.
Letteratura
Giurati: Stefano Biolchini e Pier Giorgio Nicolazzini.
I 10 racconti finalisti saranno pubblicati in un’antologia cartacea, edita da Subway Letteratura.
Presenteranno la serata Matteo Viviani e Paola Rota, con la partecipazione di Ludmilla Radchenko.
Ospiti musicali: Simone Tomassini feat. Bencady percussions, Dj Kleopatra J, Micha Soul, Iakov Zats.
Presenziera’: Silvia Garnero (Assessore con deleghe agli Eventi, Moda ed EXPO della Provincia di Milano).




Partecipo al mio primo concorso letterario… IO SONO IN FINALE, ma anche voi del pubblico potete vincere. Ecco come!

12 03 2011

I COMMENTI VERRANNO PREMIATI DA MOSCATO!

I nostri finalisti sono tutti votabili e commentabili sul sito e vista la quantita’ di commenti che sono arrivati siamo onorati di annunciare che la Produttori Moscato d’Asti Associati ha deciso di creare:

il PREMIO IL MIGLIOR COMMENTO e il PREMIO PER L’OPERA PIU’ COMMENTATA!

Oltre ai commenti che arriveranno sul sito fino alla mezzanotte del 19 marzo saranno considerati in gara anche i commenti del pubblico presente il 20 marzo al Grande Evento di Chiusura di IMAFestival (Teatro dal Verme di Milano dalle ore 10 del mattino per tutta la giornata).
Sara’ premiata l’originalita’ del commento, la sua simpatia e artisticita’….: sbizzartirevi come hanno fatto i nostri meravigliosi partecipanti!
I vincitori saranno annunciati intorno alle ore 17.50 e riceveranno un omaggio IMAFestival e una bottiglia di Moscato!!

Ci vediamo il 20 marzo.




Letto per voi: “India mon amour” di Dominique Lapierre. Da non perdere, lascia il segno!

11 03 2011

Dopo averci  portato in Sudafrica con “Un arcobaleno nella notte”, in Palestina con “Gerusalemme! Gerusalemme!”, Dominique Lapierre ci riaccompagna in India, a Calcutta, a riassaporare le atmosfere e la forza che abbiamo già conosciuto con il suo romanzo forse più famoso, “La città della gioia”. È infatti di nuovo lo sconfinato “Stato-continente” ad aggiudicarsi la copertina del nuovo libro di Lapierre.

Il titolo è già una promessa, India mon amour. Definirlo romanzo, o reportage, sarebbe riduttivo. Perché “India mon amour” è un intreccio di generi, aneddoti, ricordi, testimonianze, (anche visive, grazie alla galleria fotografica presente all’interno) del legame profondo di Dominique Lapierre con l’India.

India mon amour racconta, attraverso scritti e immagini, la mia straordinaria storia d’amore con l’India. Già evocati in una precedente raccolta di testi, intitolata Mille soli, gli episodi che raccontano la mia crociata umanitaria a favore dei più bisognosi si arricchiscono qui di altri particolari. E intendono essere un omaggio al coraggio, all’amore e alle speranze di tutti coloro che condividono il mio impegno di solidarietà per fare in modo che questo mondo sia un po’ più giusto”. Queste le parole di Dominique Lapierre.

Al centro di India mon amour c’è ancora una volta l’India, “un paese di un miliardo e duecento milioni di abitanti che vivono in seicentocinquantamila villaggi, dove si parlano più di settecentocinquanta lingue. Dove si adorano venti milioni di divinità” e “per penetrarne i misteri ci vorrebbero dieci vite”.

India mon amour è il racconto di una storia d’amore che come tutte le storie ha un inizio; un colpo di fulmine partito da una conversazione attorno a un dessert, quando lo scrittore e giornalista approda in India per ricostruire il processo di indipendenza del Paese dall’Inghilterra (raccontato in Stanotte la libertà). Nei primi anni ’70 Dominique Lapierre è infatti alla ricerca di materiale per un nuovo libro e l’amico Raymond Cartier gli regala quest’idea: raccontare la storia dell’India attraverso Gandhi, il suo destino e i protagonisti ancora in vita (Lapierre riuscirà a intervistare gli assassini di Gandhi). Da qui, l’incontro altrettanto casuale con una splendida Corniche verde pallido esposta nella vetrina del concessionario Rolls-Royce, regala un altro spunto: portare la macchina preferita dai maharaja dalla Francia sulle strade dell’India moderna. In realtà partirà con una Silver Cloud di seconda mano, ancora un suggerimento, questa volta offerto dall’ultimo vicerè delle Indie, Lord Mountbatten: ventimila chilometri in sei mesi sulla mitica auto che verrà accolta ovunque come una “regina”, collezionando istantanee di volti, storie, paesaggi.

Seguendo le tracce di Gandhi che girò il suo immenso paese a piedi o in treno, Lapierre userà anche le carrozze ferroviarie di terza classe perché, benché l’esperienza sia dura anche negli anni ‘70, è il miglior modo per conoscere e amare un popolo come diceva il Mahatma. È in questo  “mosaico di popoli, razze, caste, religioni, culture, promessa di perpetuo stupore e sbalordimento continuo”, che nasce una storia d’amore mai interrotta, che continua anche oggi non solo attraverso splendidi libri, come La città della gioia (best seller mondiale da cui sarà tratto anche un film), ma, più concretamente, attraverso programmi di aiuto contro le condizioni di estrema povertà.

In India mon amour sono raccolti racconti inediti delle sue peregrinazioni per il Paese. Inoltre dal 1982 Lapierre, coadiuvato dalla moglie, devolve i diritti d’autore dei suoi libri a Action pour les enfants des lépreux de Calcutta (dell’Associazione per i bambini dei lebbrosi di Calcutta), l’organizzazione che oggi raccoglie fondi per 14 differenti progetti umanitari e riesce a mantenere centinaia di bambini in difficoltà.

India mon amour è un libro che accompagna il “viaggiatore”, comodamente seduto sul divano di casa, su strade di un’epoca ormai scomparsa, ma ancora presente, tra maharaja illuminati ed elefanti agghindati come principi, dove si può capitare, per caso, in mezzo a riti meravigliosamente fanatici a pochi chilometri da modernissimi centri spaziali, in una continua contrapposizione tra moderno e antico che si alternano in giochi casuali. Perché in India è bene lasciarsi accompagnare dal caso e dall’attimo verso incontri straordinari che possono, come nel caso di Lapierre, cambiare una vita. E forse anche il lettore pigro deciderà questa volta di partire.

Il sito.

(Pubblicato su Bol.it)





Partecipo al mio primo concorso letterario… SELEZIONE UFFICIALE DEI FINALISTI IMAFESTIVAL MILANO 2011

8 03 2011
Il Comitato di Milano e la Giuria hanno selezionato i finalisti della Edizione 2011 di IMAFestival Milano che si aggiungono ai 5 votati dal pubblico.
Da ora potete votare e commentare il vostro preferito in assoluto (non più legato alla categoria) che vincerà il Premio del Pubblico Grana Padano sulla base dei voti indicati sul sito internet e dei voti raccolti il giorno delle esibizioni al Teatro dal Verme.
Congratulazioni a tutti i partecipanti per aver condiviso la loro arte, il loro talento e la loro inventiva.
E soprattutto per averci dato ulteriori spunti di riflessione sul tema “Cibo e Migrazione”.
Aspettiamo le vostre opere anche nella prossima edizione!

Ecco la selezione ufficiale dei finalisti IMAFestival – Milano 2011 nelle quattro categorie:
FEED THE PEACE (finalista pubblico) regia di Silvia Giulietti e Tiziano Novelli; 

IL MIO ULTIMO GIORNO DI GUERRA di Matteo Tondini;
XIE ZI di Giuseppe Marco Albano;
ETHNICUS regia di Silvia Giulietti;
INSALATA RUSSA di Raya Visual Art;
IL GALLO DI RAMPERTO regia di Vittorio Bedogna e Silvia Cascio;
INTERCAMBIO regia di Antonello Novellino;
L’AUTORITRATTO regia di Andrea Marchetti, Elisa Rossini e Chiara Spagnoli;
CUOCO A DOMICILIO regia di Simone Cannata
ANATOMIA DI UNA PIZZA IN BRASILE regia di Jason Butterfield
IL VILLAGGIO INVISIBILE (finalista pubblico), fotorafia di Luca Ligursio
INQUINAMENTO GENETICO DI ANIMALI, fotografia di Tom
SCOPPIERA’, carboncino su tavola di Clarissa
NEW YORK, fotografia di Massimiliano Lettieri
NON TOCCARE LA FARINA, fotografia di Irma Vepa
VOLETE FAVORIRE?, scultura di Campasul
FREE, dipinto di Chiara Spagnoli
SWEETEMPIO, installazione di Betti Oneto
LA MIGRAZIONE DEL CIBO, quadro di Monica lo Muzio Lezza
COAT SOTTO SALE, installazione di Insectica
UNDICESIMO FINALISTA della categoria Arte Visiva: TRASMIGRAZIONI, video arte di Alfredo Bini
OSTERSTAßE 140 (finalista pubblico) di Bianco Domenico
KEBAB FOR LUNCH (finalista pubblico) di Cattaneo Giada
IL MIO PIATTO PREFERITO di Campironi Noemi
COM’E’ LA NEVE? di Coratelli Fernardo
JASMINE: HO FAME VOGLIO PARLARE di Dhouib Meriem
UNA DONNA FELICE di Sy
LA CONSEGNA di Minetti Sabrina
TORNARE di Piccari Giulia
MY NAME IS BEN di ViolaBlanca
IL DILEMMA DEL POLLO di Tony80_9
ANGRI – IMMIGRAZIONE E FAME NELL’ALTRO MONDO, IL NUOVO di Verducci Luca 

E’ stato inoltre deciso di far rientrare anche due poesie:

VITA AL CIBO, IL CIBO E’ VITA! di Consonni Sara

BRICIOLE DI FARINA di Danna Enrico
PIZZA 4 NAZIONI (finalista pubblico) di Banda della Scuola Popolare di Musica di Testaccio
HULA di Giorgia Bassano e Jacopo Solari
CAMMINANDO TRA LE STRADE DELLA MIA CITTA’ di LHRE+
CARGO di Tiziano Novelli-Arabeski Rock
HERE AND GONE di Davide Marchini
SAPORES OF TRAVEL di Gringo
VORREI VIVERE AI TROPICI di Don Diego
CAFFE’ CORTO IN TAZZA GRANDE di Kur
FOOD YOUR MUSIC di Travel Trip
FINCHE’ AVRAI FAME di Scalamusic
Potrete incontrate tutti i finalisti e vedere dal vivo le loro opere il 20 marzo 2011 dalle ore 10 alle ore 19.30 al Teatro dal Verme di Milano!!




Partecipo al mio primo concorso letterario… IMAF International Migration Art Festival. E sono in finale!

7 03 2011

Come iniziare bene la giornata. Ma che dico: la settimana!

Con una mail, delle 09,06.

Oggetto: Elenco ufficiale FINALISTI IMAFestival e info importanti.

Buongiorno,
sono CP, organizzatrice della sezione letteraria di IMAFestival.

Ho il piacere di comunicarvi di seguito l’elenco dei finalisti al concorco, 9 dei quali scelti dalla nostra giuria di esperti, e 1 dal pubblico, che ha potuto votare fino a ieri sera a mezzanotte le propria opera preferita e ha decretato un ex aequo:

- dino
- gino
- lino
- mino
- nino
- pino
- rino
- tino
- ME MEDESIMA
- ciro
- simo

Abbiamo inoltre deciso di far rientrare anche le due poesie scritte da:

- laSara
- la gina

Bla, bla, bla…

In occasione della giornata conclusiva al Teatro dal Verme, il 20 marzo (durante la quale è ovviamente richiesta la vostra presenza, anche perchè in serata verrà decretato il vincitore assoluto per ciascuna sezione), proietteremo un video dei finalisti della letteratura sia nel foyer del teatro che in una sala dedicata. Il video durerà circa un’ora con una breve intro dei giudici, Piergiorgio Nicolazzini e Stefano Biolchini, e di Rossella Canevari (organizzatrice de IMAF) insieme al montaggio delle vostre video-interviste.

E poi, bla, bla, bla…


Il succo?

Primo: SONO IN FINALE. (post collegato: qui)

Secondo: Video-intervista???

Da domani, 8 marzo, si vota di nuovo. Vi aggiorno.

Grazie

VB








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