Stamattina. Suona il citofono, rispondo: “Buongiorno, ufficiale giudiziario, c’è il signor LUI?”
Panico. Cosa cacchio ha combinato questa volta?
Risposta: “No”. E basta.
La donna incalza: “Lei è la moglie?”
Risposta: “No”. E basta. Meglio dire il meno possibile, in questi casi.
Lei deve restare un po’ perplessa, ed esitante mi domanda: “Ma, ho citofonato la casa giusta, mi sembra?”
Risposta: “Sì”. Meglio essere omertose.
Incoraggiata quindi l’ufficiale prosegue: “Allora è la convivente?”
Ma perché non mi ha chiesto se ero la donna delle pulizie?
Risposta: “Sì”. Questa volta non posso tirarmi indietro.
Allora, tutta pimpante per il suo successo personale, mi chiede di poter entrare o di andarle io incontro. Che venga lei.
Le apro la porta, la accolgo sulla soglia e subito attacco: “Ma com’è che quando serve noi conviventi non contiamo nulla, ma quando serve a voi allora va bene tutto?”. Glissa la domanda e mi chiede di poter entrare: “Sa, per non parlare dei fatti suoi all’aperto…”. La scusa.
Mi scosto, la faccio entrare e attacco di nuovo, con la bava. “Allora, come mai posso ritirare un documento – che si rivelerà solo una scocciatura per il Signor LUI – ma quando si tratta di cose più serie il convivente non esiste?”.
“Ma guardi, io devo solo consegnare questa convocazione, quindi a me bastava che in casa ci fosse qualcuno, altrimenti avrei lasciato in portineria”. Quindi andava bene anche il Ben?
Morale: per le cose brutte la convivente va sempre bene, anche l’amante, nel caso; per cose belle o importanti, lo Stato riconosce ancora solo l’ufficializzazione della coppia. Che tristezza. Infinita tristezza. Basata su quella che è una farsa. Voluta, pensata e organizzata. Quando non imposta. Ah, se non ci foste arrivati, la farsa in questione si chiama “matrimonio”. Italia retrograda!
Cara, concordo pienamente con te e con la tua amarezza. Non è solo retrograda l’Italia, è anche falsa e bigotta.
Ecco, mancavano questi due termini, vero: falsa e bigotta!
baci Carla
VB