Milano. Come Lapo. Peggio di Lapo. Ma un comune mortale paga sempre!

28 09 2011

Ieri sera, ore 22,30. Passeggiando sul MIO Naviglio io e il mio compagno di merende arriviamo all’Osteria del Pallone. E inizio a notare uno strano traffico: tram fermi, macchine in fila. Una lunga fila che con il passare dei minuti aumenta a vista d’occhio.

Che succede?

Ci avviamo verso l’origine del “tappo”. Siamo alla Darsena, di fronte alla Rinomata Gelateria (capito quale?)

Ricordate poche settimane fa il caso del Suv di Lapo mollato selvaggiamente sulle rotaie del tram in San Gottardo?

Ecco, è accaduta la stessa cosa. Con la differenza che l’auto in questione, una Classe A, apparteneva ad un comune mortale. Un poveraccio che magari alla fine guadagna mille euro al mese, uno che dopo un bel po’ di tempo si è palesato entrando in macchina di soppiatto. Ha consegnato i documenti al vigile (l’ultimo vero ghisa milanese, capito il genere “Benvenuto al Nord”?), è uscito dal parcheggio selvaggio che si è creato ed è andato a fermarsi più vanti in modo da poter proseguire con le mazzate da parte dei ghisa.

Il tram bloccato dal parcheggio selvaggio/1 - Instagram by ViolaBlanca

E i passanti? Flash di fotografie, risate, improperi buttati lì (che l’ho capito pure io che è un deficiente, maddai…), una signora addirittura ha domandato quanto sarebbe costato il giochetto al ghisa imbarazzato che le ha risposto “eh signò, mica sono io a decidere, bisogna considerare un sacco di fattori e se ne occuperà la persona competente”, insomma quelle belle balle lì…).

Per fortuna, nessun applauso o fischi di sorta all’arrivo del disgraziato…

Il tram bloccato dal parcheggio selvaggio/2 - Instagram by ViolaBlanca

E in soldoni? Prima multa appioppata: 80,00€, a seguire le altre per i minuti di blocco del traffico moltiplicato per i tram che si sono fermati.

Ne ho contati 4…





Letto per voi: “Sete” di Alberto Riva

28 09 2011

“Non solo gli uomini sono crudeli con i loro simili, ma anche questa natura, questa terra arida”

Come può l’acqua, elemento che compone per il 70% del nostro corpo, procurare terribili mutilazioni nei corpi dei bambini di questi villaggi e portare alla morte la maggior parte dei loro abitanti, così come gli animali da loro allevati?

Matheus, brillante e affascinante biochimico, e Sarah Clarice Young  coraggiosa e bella attivista che lavora per una ONG di Salvador, uniranno le loro forze per cercare di capire cosa si nasconde dietro il dramma umano che sta falcidiando interi villaggi affacciati sul fiume Sao Francisco, in Brasile.

Inoltre il violento assassinio di Nelson, medico condotto di questi luoghi bruciati dal sole e abbandonati da Dio, e fratello di Matheus, porterà il giovane biochimico a confrontarsi con i fantasmi del passato e saziare sempre più la  sua sete di verità.

“La cattiva qualità dell’acqua è la prima causa di mortalità infantile nel mondo, credo tu lo sappia.”

“Si, lo so. Però di solito non accade dove il governo ha speso 70 milioni di dollari per una bonifica delle acque.”

Cosa nasconde l’acqua del fiume che semina morte, nella sua complessità molecolare? E se non fosse semplicemente acqua depurata dopo la bonifica effettuata dal Governo? Davvero la sete di potere e di ricchezza possono portare gli “squali” senza scrupoli che gestiscono le multinazionali a scendere così in basso, senza provare nessun rimorso di coscienza?

Alberto Riva, profondo conoscitore del Brasile, descrive sapientemente in Sete, il suo primo romanzo per Mondadori, avidità, corruzione e collusione tra uomini d’affari, politici e paramilitari.

(pubblicato su Bol.it) Grazie Smart






I Vigili di Milano. Predicano bene, ma razzolano male…

26 09 2011

Venerdì sera. Rientriamo dalla nostra cena (al Santo Bevitore, acquisto Groupon), e facendo una romantica – si fa per dire – passeggiata, eccoci quasi a casa.

In via Govone passiamo davanti al ristorante Al Borgo, e curiosiamo osservando la desolazione che regna all’interno: pochi, pochissimi tavoli occupati. Ma facciamo che è ancora presto (sono quasi le 22,00)??? Sì, dai!

Uno dei tavoli è occupato però da 2 vigili. Fin qui nulla di strano. Chiaro. Peccato che fatti i pochi passi che ci separano dall’angolo con la via Gran San Bernardo vediamo la volante simpaticamente parcheggiata dove non si potrebbe. Anzi, dove proprio non si può.

Ecco la volante incriminata, parcheggiata tra la via Govone e la via Gran San Bernardo - Photo by ViolaBlanca

Mi fermo e inizio a scattare qualche foto. Appena in tempo, perché i due vigili in questione stanno uscendo dal ristorante e risalgono in macchina.

Perché a loro è concesso? Non ditemi per esempio che non avete mai assistito ai parcheggi selvaggi della Polizia Locale o di vedere il conducente di una di queste macchine al cellulare…

Volevo complimentarmi personalmente per questo gesto che scusanti non ha. Complimenti all’esempio dato da nostri vigili.





Deutsche Schule Mailand. Puffiamo?

21 09 2011

No, non sono – completamente – fuori di testa.

E’ la mania del momento, i nani impazziscono…

Quindi lunedì pomeriggio, la Nana, Nitro & Glicerina, con altri della scuola e relative mamme, li portiamo al cinema.

Spettacolo delle 17,10: I Puffi (no 3D please). A parte la strada per trovare il cinema (UCI Cinema Certosa, mica così semplice…), a parte che abbiamo sbagliato sala ed eravamo tranquillamente sedute nella 7 o nella 8 anzichè nella 6, a parte che era la prima volta che la portavo io al cinema (è compito paterno la domenica mattina, in genere), eccoci nella sala buia, con questi robi blu.

La Nana in mezzo ai suoi due nuovi eroi: Nitro & Glicerina, fighi veri. Già penso a quando saranno grandi, a chi sceglierà lei… Mentre la madre decide che dobbiamo fare sacchi di euro con loro tre che sembrano una banda…rock! Uno alla chitarra elettrica, lei che canta, l’altro alla batteria. Non ci siamo, le rispondo. La Nana è appena stata iscritta alla scuola di musica, non è previsto che canti.

Allora stamattina lo chiedo alla diretta interessata: “Ti piacerebbe cantare?“.

Lei secca risponde: “No, io voglio recitare!

Vediamo cosa ne pensano alla Scuola Civica di Musica della Villa Simonetta… Dove non si recita…

E il film?

La dirò tutta: a me è piaciuto. Solo che avrei prolungato l’argomento Puffetta e il look. Scena: Puffetta da Fao Schwarz che scopre che al mondo puoi possedere (anzi, DEVI possedere!) più di un solo vestito (eccheDiamine!). Anzichè confezionargliene uno, e dico uno solo, avrei prolungato e ampliato questo momento magico di scoperta… Che so io, uno Yoox.com in versione PuffoShopping, ecco…





SeTuttoFosseViola on FaceBook

17 09 2011

Ho pensato che poteva starci…

Io vado avanti alla mia maniera. Ma intanto esiste anche una Pagina dedicata al Mio Mondo In Viola anche su Facebook. (cliccateci sopra).

Se avete voglia, cliccate sul Mi Piace e seguitemi comunque.

Grazie. VB

ViolaBlanca on Too Kool, summer 2011





Deutsche Schule Mailand. La Nipotastra.

15 09 2011

Sembra che quest'immagine non c'entri nulla con la Nipotastra, ma c'entra... Eccome se c'entra...

Entra in scena una nuova figura: la Nipotastra.

Nipote di… Figlia di…

La Nipotastra ha 4 anni, un viso angelico, due occhioni azzurri giganti da cerbiatta che pare un angioletto. Fa parte dei “piccoli“, una new entry, quindi. E fa parte della banda, anche.

L’asilo è iniziato da poco più di una settimana, ma già dai primi giorni la Nipotastra diceva alla madre che doveva venire a pranzo dalla Nana. La prescelta quindi.

Detto la prima volta, mi sono messa a sorridere. “Che carina“, ho pensato, “già sbava dietro alla sua Musa…“. Ma alla seconda volta in cui la madre mi ha detto che qui la cosa si faceva seria, ho fatto l’invito.

Oggi dunque la Nipotastra è qui da noi.

Prelevata a scuola, portata qui a pranzo.

Sul più bello del pranzo, tra un inseguimento e l’altro al povero gatto di casa, metto nel piatto un cordon bleu. Che, vabbé, l’ho capito pure io che non è cucina da guida Michelin, ma Dio santissimo, stiamo parlando di un pranzo veloce dopo scuola in cui le due mostravano i denti dalla fame. E stiamo parlando di un pranzo a due nane!!!

Mi prodigo quindi in chicche di patate – veloci – e nel mentre butto in forno il suddetto secondo! Dopo l’estenuante “mangia Nipotastra, mangia“, per farle finire il primo, eccole alle prese con il secondo. Metto nel piatto, taglio ad entrambe (così nessuna litiga sul “taglio da sola io che tagli da sola tu“), la Nipotastra guarda il contenuto ed esclama: “Questo piatto mi fa vomitare!“.

Sono basita, ieri l’Angelo da noi ha divorato tutto – Piccolini della Barilla verdi e fesa di tacchino grigliata – aggiungendo pure: “Tutto buono!“.

In quel mentre squilla il telefono. La madre, che esordisce con un: “…ha già iniziato a ruttare?“.

Cosa devo pensare?

Scusate, non posso dilungarmi, la Nipotastra è andata a fare la cacca e ora esige il bidet!





Deutsche Schule Mailand. La banda

13 09 2011

Come accennavo nel post di ieri, oltre ai fab4 qui c’è di mezzo anche un marito. Sì, colui che a maggio scorso è venuto qui a dormire per la prima volta e dal quale la nana, è andata a dormire per la prima volta. Non dalla migliore amica, VeryVic, no, dal marito!

Prima fidanzato, ora marito appunto (a parte non sapere quando si siano celebrate le nozze…). D’ora in poi detto l’Angelo, non certo per le sue caratteristiche fisiche, né tanto meno per le sue doti caratteriali.

Dunque la nana e l’Angelo.

Pare che in giardino avvenga puntualmente l’incontro della coppia (non essendo più nella stessa classe, ma l’amore prosegue…).

In questi giorni i racconti della nana sono sempre sul tema: “Oggi l’ho visto, oggi ha dato un pugno in testa a VeryVic, com’era carino oggi con il camicino bianco, oggi si nascondeva…”.

Ieri all’uscita, come prima cosa, mi dice: “Sai mamma, oggi anche N. (parte della coppia Nitro & Glicerina, 2 fratelli imperdibili) si è aggiunto a noi ed eravamo così in 8 in giardino!

Ah, bene…

Sì, mentre l’Angelo era solo con D.

Non capisco, ma mi adeguo.

Fino a stamattina, quando ricevo dalla mia amica, mamma dell’Angelo, il seguente sms:

Questa mattina in auto l’Angelo ha detto: “mamma non voglio andare a scuola oggi”. Perché? “Perché la nana non mi lascia mai in pace in giardino”. Allora tutta la famiglia si è prodigata in consigli su come liberarsi della nana. Povera bimba! Comunque non credo molto a questa storia…

Povera illusa. La chiamo confermandole tutta la storia e mettendo insieme i pezzi.

Quindi la nana è a capo di una banda (mi stringe il cuore chiamarla “baby gang”)???

I consigli della famiglia sono stati pacati, una roba del tipo: “Fai così, tu la porti verso un altro amichetto o amichetta e poi la molli lì scappando come un forsennato”.

L’Angelo dubbioso ci ha pensato un po’ su. Poi ha trovato la sua soluzione: andarle direttamente incontro abbracciandola e riempiendola di baci, sicuro della fuga inorridita della nana.

Come sarà andata?





Deutsche Schule Mailand. La ripresa…

12 09 2011

Una settimana fa l’inizio. Siamo tutte mamme più felici, indubbiamente. I mostri anche, però.

E tra i trasferimenti di quelli che prima erano i grandi alla prima Grundschule, i nuovi arrivi dei piccoli, il fatto che ora i nostri fab4 siano “i grandi”, restano delle certezze.

Prima di tutto, noi amiche! Circondate però da vecchie e nuove teste coronate, da parenti di vip e vipponi e star del cinema. Un bel daffare quest’anno.

I fab4, in secondo luogo!

Che si sono rivisti venerdì pomeriggio, al gran completo, alla prima festa dell’anno (quella del marito della mia nana). La nana appunto, VeryVic, il Principino e il BadBoy. Che non si è smentito, almeno dai racconti della mamma.

Vado ad illustrare l’episodio.

All’ennesimo cambio annuale, come da copione, la fresca au pair resiste solo 4 giorni. La povera amica, da poco alla sua terza prova materna, si ritrova arrabbiata e disperata alle prese con questa nuova, sconosciuta situazione da gestire: occuparsi di 3 figli, di un marito e di un cane, proprio nel mese di agosto!

Come se non bastasse il BadBoy le dice: “Mamma, ma non possiamo restare senza au pair. Non facciamola andare via, chiudiamola in camera!”.

Che abbia già capito che la povera madre non ce la farà? O, più semplicemente, che abbia già capito come gira il mondo?





La mia Parmigiana di Melanzane

11 09 2011

La mia Parmigiana di Melanzane - Photo by ViolaBlanca

Sarà che in Puglia ne ho fatto una pelle, sarà che non ne ho mai abbastanza, sarà che nella cesta di BioExpress mi sono trovata queste fantastiche melanzane, sarà quel che sarà… Mi sono cimentata nella mia prima Parmigiana di Melanzane (o Melanzane alla Parmigiana???).

Un tripudio!

Un successo!

Ecco come le ho fatte.

Ingredienti:

1 Scalogno

1 bottiglia di Passata di Pomodoro

2 belle Melanzane tonde viola

300g Mozzarella per pizza

Parmigiano Reggiano (ma io uso il Grana)

Basilico (qualche foglia)

2 Uova

2 cucchiai di Farina 00

goccio di Latte

Olio di Oliva

Olio di Girasole

Sale fino

Sale grosso

Ho spuntato le melanzane, le ho lavate e tagliate a fette di circa 1 centimetro di spessore (ma anche meno) per il verso della lunghezza. Le ho poi messe nello scolapasta, disponendole a strati e cospargendo ogni strato con sale grosso. Per non saper nè leggere nè scrivere alla fine di tutto ho versato sopra un po’ d’acqua fredda, messo un piattino e un peso per schiacciare tutto. E ho lasciato risposare per almeno 1 ora, in modo da far espellere una buona parte del liquido amarognolo che le caratterizza.

Nel frattempo ho preparato il sugo di pomodoro: in un tegame ho messo lo scalogno tritato, aggiunto l’olio di oliva, ho fatto soffriggere per qualche minuto, poi ho aggiunto la passata di pomodoro e ho lasciato bollire fino all’addensamento del sugo.

Trascorso il tempo necessario, ho sciacquato le melanzane sotto l’acqua corrente e le ho asciugate per bene. A questo punto ho seguito il suggerimento della mia portinaia, Angela, di origini pugliesi, che mi ha detto che non si possono fare le melanzane senza la pastella (“allora falle grigliate che fai prima e sono più leggere, ma vuoi mettere?“). Detto fatto, io seguo il suo verbo!

In una ciotola ho sbattuto 2 uova con la farina, aggiustato di sale e messo un goccio di latte per rendere fluida la pastella. Ho passato in questa pastella le fette di melanzane. Ho messo quindi in una padella bassa e larga (pensavo di usare la wok, poi ho lasciato stare) l’olio di girasole e ho fritto le melanzane fino alla completa doratura su entrambi i lati, mettendole poi ad asciugare su carta assorbente.

E siamo all’assemblaggio degli ingredienti. In una pirofila ho cosparso il fondo con un po’ di sugo. Ho iniziate quindi a disporre un primo strato di melanzane una di fianco all’altra senza sovrapporle. Poi ho messo una manciata di mozzarella per la pizza (che ho praticamente grattuggiato con il robot) e ho cosparso con un po’ di Grana, ultimando lo strato con la salsa, stendendola uniformemente.

Via con il secondo e terzo strato, fino all’esaurimento degli ingredienti. Ricordatevi che l’ultimo strato deve essere di solo pomodoro e Grana. Decorazione con foglie di basilico fresco intere.

Cottura: in forno a 200° per 40 minuti finché il pomodoro non presenterà la caratteristica “crosticina”dorata.

Varianti e suggerimenti. Un suggerimento per la scelta delle melanzane: l’ideale è quella grande, ovale, di colore viola lucido che al tatto non deve risultare nè troppo dura nè tropo molle, ma deve avere la giusta consistenza.

Per rendere la parmigiana di melanzane più leggera potete grigliare le melanzane invece che friggerle: la parmigiana risulterà comunque buona ma sicuramente più “light”. Se invece volete renderla più ricca, potete aggiungere alla ricetta qualche zucchina (sempre fritta in pastella) e, se vi piace, qualche fettina di mortadella (sempre da suggerimenti della mia portinaia).
Se poi la mozzarella per la pizza non è di vostro gradimento, potete sostituirla con la mozzarella normale, obbligatoria nella parmigiana napoletana (meglio se di bufala).

(Fonti e Ringraziamenti per l’ispirazione: Angela, la mia portinaia e GialloZafferano)





Ai “2 Campanili Relais”, albergo diffuso delle Marche

11 09 2011

2 Campanili Relais - Photo by ViolaBlanca

Se nella vostra trasferta verso il Sud (magari verso la Puglia) avete deciso di fare una sosta perché proprio vi scappa di festeggiare il ferragosto con il vostro migliore amico, beh, allora consiglio vivamente questo albergo particolarissimo: “2 Campanili, relais, albergo diffuso delle Marche”, a Montemaggiore al Metauro (PU).

2 Campanili Relais, un campanile all'alba - Photo by ViolaBlanca

Ma cos’è “l’albergo diffuso”?

L’albergo diffuso ha la caratteristica di essere una struttura ricettiva distribuita in vari edifici all’interno di un piccolo borgo di case abitate, con la chiesa, la casa comunale, uffici, scuole… in poche parole vivere l’esperienza dell’Albergo Diffuso (AD) vuol dire partecipare ai ritmi di una comunità, condividere le giornate secondo dimensioni temporali e spaziali a misura d’uomo.

2 Campanili Relais - Photo by ViolaBlanca

Il piccolo paese di Montemaggiore ha circa 2500 abitanti, meno di 50 nel solo centro storico dove è collocato il 2 Campanili Relais. Tutto questo per confermare la quiete e il silenzio che qui regna sovrani! Regalarsi l’emozione mattutina di vedere gli scoiattoli che popolano gli alberi del parco e la civetta che sorvola nella prima sera i tetti delle case, mentre durante la stagione più mite le lucciole arricchiscono i prati e le falene gironzolano intorno ai lampioni, ha il suo motivo d’essere!

2 Campanili Relais, il borgo - Photo by ViolaBlanca

Senza nemmeno dimenticare la contemporaneità e la fuga dal lavoro esiste un Internet Point e una Sala Lettura con riviste e giornali. Per accontentare anche il corpo e rilassarsi maggiormente, il personale qualificato del Centro Benessere ha elaborato diversi pacchetti relax. Il relax continua anche con la Piscina Interna e la Sauna.

2 Campanili Relais, passeggiando per il borgo - Photo by ViolaBlanca

In Piazza Bramante 8 lo chef del Ristorante ha preparato un prelibato menu, caratterizzato dalla costante ricerca di materie prime del territorio (tartufi e bistecche di Acqualagna, vini della Valle del Metauro, pesce dell’Adriatico, miele di Calcinelli, marmellata di visciole di Cantiano) e tante altre prelibatezze che arricchiscono ricette semplici e saporite.

2 Campanili Relais, il dehor del Ristorante - Photo by ViolaBlanca

Come diceva il poeta e scrittore Mario Luzi, le cui radici affondano nella garbata Montemaggiore,

“le Marche sono una casa speciale, la casa dell’humanitas, del garbo della misura, della cortesia, dove i rapporti umani non sono contaminati dalla malizia e dall’ambiguità.”

2 Campanili Relais, l'appartamento 12 (su 2 liivelli) - Photo by ViolaBlanca

Ci tornerei? Sinceramente, per una sosta come quella fatta, quindi di una notte, assolutamente sì. Per più giorni? Anche no, troppa calma, troppa quiete…








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