MILANO: AL VIA DA MARTEDI’ IL PIANO ANTI FREDDO

16 11 2011

Entra in azione da martedì 15 novembre il ”Piano antifreddo” del Comune di Milano. Fino al 31 marzo 2012, una serie di strutture e servizi saranno attivati per creare una rete di solidarietà e di protezione verso chi, vivendo in strada, rischia di trovarsi in condizioni critiche a causa delle temperature rigide e della mancanza di un posto letto.

Sette unità mobili – gestite da Croce Rossa Italiana, Fondazione Fratelli di San Francesco, City Angels e Ronda della Carità – saranno impegnate sulle strade a diretto contatto con le necessità dei senzatetto, mentre aumentano del 10% rispetto allo scorso anno i posti letto disponibili per le persone senza fissa dimora.

Anche, e soprattutto, per attrezzare i centri che accoglieranno quest’inverno le persone senza fissa dimora, durante la giornata di sabato 19 novembre saranno raccolti sacchi a pelo, coperte, piumoni, giacche a vento, libri, materiale di cancelleria, dvd, cd, e tutto quanto può essere utile per proteggere dal freddo e, nello stesso tempo, rendere più accogliente l’ospitalità presso i centri.

Il prossimo sabato, dalle 9.30 alle 17.30, i milanesi potranno regalare un po’ di calore ai senzatetto della città, portando presso i sette gazebo allestiti in giro per Milano coperte, piumoni e tutto quanto riterranno utile per dare loro conforto – ha detto l’assessore alle Politiche sociali e Servizi per la Salute Pierfrancesco Majorino -. E’ un appello che rivolgo a tutti i cittadini, per aiutarci a rendere sempre più concreta una solidarietà che fa parte di questa città, che appartiene a quella Milano accogliente e disponibile, inclusiva e generosa, che vogliamo sempre più presente. Per questo, a cominciare da venerdì 18 – ha concluso – passerò una notte al mese con il mio staff insieme agli operatori delle unità mobili e alle persone senza fissa dimora nei centri d’accoglienza”.

Il materiale potrà essere consegnato presso i gazebo presenti in:

piazzale Argentina,

piazzale Baiamonti,

viale Papiniano,

piazzale Selinunte,

piazzale Baracca,

Colonne di San Lorenzo,

piazza Bottini.





Colazione da Tiffany – Breakfast at Tiffany: 50 anni dopo Audrey Hepburn resta la mia icona preferita…

8 11 2011

Sto scrivendo il pezzo che andrà online domani su Panorama.it relativo alla riedizione di Colazione da Tiffany. Lo leggerete domani.

Prendo questo spazio per pubblicare altre foto di questa donna meravigliosa e unica che è Audrey Hepburn.

Sipario…





Save the Date! Io, Stefania Nascimbeni e Micol Arianna Beltramini. Siamo tra gli eventi del Fuori Salone!!! Sabato 16 aprile, Milano

14 04 2011

Vi ricordiamo l’evento di sabato 16 aprile, dalle 18.00 alle 20.00,
presso lo Spazio Eventi di Carré Milano
Viale Papiniano, 38 (MM Sant’Agostino)

in occasione del Fuori Salone
LIVING SINGLE… in the City

Stefania Nascimbeni presenta
101 Motivi per cui le donne preferiscono gli stronzi” – Newton Compton Editori,
con la partecipazione straordinaria dell’autrice Micol Arianna Beltramini (101 Cose da fare a Milano almeno una volta nella vita, Newton Compton, e Vieniminelcuore, Mondadori) e la blogger Violablanca che ci insegnerà come preparare il tajin… in meno di 15 minuti…
Seguirà qualche assaggio di cucina marocchina!

(un ringraziamento speciale alla linea di abbigliamento”Anna Rita N” per i bellissimi abiti che Stefania, Micol e Violablanca indosseranno sabato!)





Io, Stefania Nascimbeni e Micol Arianna Beltramini. Siamo tra gli eventi del Fuori Salone!!! Sabato 16 aprile, Milano

8 04 2011

“LIVING SINGLE… in the City”

SABATO 16 APRILE, DALLE 18.00 ALLE 20.00, CARRE’ MILANO, VIALE PAPINIANO 38, (MM SANT.AGOSTINO)

Il titolo dell’evento è LIVING SINGLE… in the City. Dove la City, qui, sarebbe Milano.

Ma il “luogo”, nel nostro specifico, va ben oltre la collocazione geografica. Non a caso stiamo parlando di una location, il prestigioso negozio di arredamento Carré Milano, che si può definire cosmopolita in ogni sua sfaccettatura, dal raffinato gusto internazionale all’attenzione dei singoli particolari provenienti da tutto il mondo che lo rendono unico e contemporaneo.

Ed è proprio entrando in questo mood universale e anticonformista che nasce l’idea di proporre al pubblico del prossimo Fuori Salone una serata social-letteraria fra giovani autrici, giornaliste, blogger, insomma trend setter, e in particolare l’occasione per presentare per la prima volta al pubblico il tanto discusso “101 Motivi per cui le donne preferiscono gli stronzi” (che da qui in poi chiameremo Mr S!) di Stefania Nascimbeni per Newton Compton Editori; discusso perché dal tema infuocato che è, e che si evince già dal titolo, non è potuto che venirne fuori un totem anti Mr S per le single più accanite, o disperate, e probabilmente il Caso dell’anno. Tutti ne parlano, tutti lo vogliono… se non altro sfogliare, e qualcuno l’ha anche letto!

Ma sono in pochi quelli che ammettono la realtà dei fatti, lì nel titolo (poche donne più che altro): le donne (appunto) si torturano, feriscono, arrovellano, devastano sempre per gli amori più sbagliati.

Ecco quanto.

E chi meglio di Micol Arianna Beltramini di “101 Cose da fare a Milano almeno una volta nella vita“, Newton Compton Ed., e “Vienimi nel cuore“, il suo nuovo romanzo di Mondadori Ed., potrebbe aprire la serata e stuzzicarla con il suo vivacissimo punto di vista sulle relazioni dei trentenni contemporanei, figli degli anni ’80, in continua regressione general-senti-mentale?

Saranno proprio le due autrici che ne dibatteranno, di questo e altro. E, perché no, anche con il pubblico in sala, dando vita a un incontro (o scontro?) di nuova generazione!

Naturalmente si partirà dal tema dei famigerati Mr S (e sì, proprio loro) raccontati nel libro della Nascimbeni.

E dato che uno dei capitoli è intitolato “Mr S cucina da dio” e fa riferimento a quello che ti conquista prendendoti per la gola, in chiusura di programma ci sarà una dimostrazione di cucina live nella sezione dedicata di Carré.

Sezione che metterà gentilmente a disposizione di una nostra famosa blogger di viaggi e society & cooking, Violablanca, al secolo Valeria Merlini, non solo lo spazio “cucina” ma anche tutta l’utensileria di Mastrad e Magimix necessaria alla preparazione di piatti (per single?) (per tutti!): Violablanca (che scrive anche per bol.it, panorama.it, mondorosashokking.com) ci racconterà “Come si prepara la tajine in meno di quindici minuti”.

Naturalmente le sue prelibatezze marocchine diventeranno il pezzo forte del catering offerto agli ospiti!

Vi aspettiamo,

Qui tutto quello che ci riguarda:

Guida del FuoriSalone

IloveGaia

 

 

 





Italia retrograda!

3 03 2011

Stamattina. Suona il citofono, rispondo: “Buongiorno, ufficiale giudiziario, c’è il signor LUI?”

Panico. Cosa cacchio ha combinato questa volta?

Risposta: “No”. E basta.

La donna incalza: “Lei è la moglie?

Risposta: “No”. E basta. Meglio dire il meno possibile, in questi casi.

Lei deve restare un po’ perplessa, ed esitante mi domanda: “Ma, ho citofonato la casa giusta, mi sembra?

Risposta: “”. Meglio essere omertose.

Incoraggiata quindi l’ufficiale prosegue: “Allora è la convivente?

Ma perché non mi ha chiesto se ero la donna delle pulizie?

Risposta: “”. Questa volta non posso tirarmi indietro.

Allora, tutta pimpante per il suo successo personale, mi chiede di poter entrare o di andarle io incontro. Che venga lei.

Le apro la porta, la accolgo sulla soglia e subito attacco: “Ma com’è che quando serve noi conviventi non contiamo nulla, ma quando serve a voi allora va bene tutto?”. Glissa la domanda e mi chiede di poter entrare: “Sa, per non parlare dei fatti suoi all’aperto…”. La scusa.

Mi scosto, la faccio entrare e attacco di nuovo, con la bava. “Allora, come mai posso ritirare un documento – che si rivelerà solo una scocciatura per il Signor LUI – ma quando si tratta di cose più serie il convivente non esiste?”.

Ma guardi, io devo solo consegnare questa convocazione, quindi a me bastava che in casa ci fosse qualcuno, altrimenti avrei lasciato in portineria”. Quindi andava bene anche il Ben?

Morale: per le cose brutte la convivente va sempre bene, anche l’amante, nel caso; per cose belle o importanti, lo Stato riconosce ancora solo l’ufficializzazione della coppia. Che tristezza. Infinita tristezza. Basata su quella che è una farsa. Voluta, pensata e organizzata. Quando non imposta. Ah, se non ci foste arrivati, la farsa in questione si chiama “matrimonio”. Italia retrograda!





La mia intervista a Shilpi Somaya Gowda per “La figlia segreta”. Bellissimo libro!

8 02 2011

India e Stati Uniti. Due continenti diversi per spazi, abitudini, cultura. Kavita e Somer. Due donne diverse per cultura e status sociale, potremmo dire. Una fertile, l’altra sterile.
Asha. La figlia che sta in mezzo. La figlia segreta di Kavita. La figlia adottiva di Somer. Asha che unisce un marito e la moglie che è stata obbligata a separarsi dalla sua bambina, in un’India in cui a poco a poco si sta uscendo dalla selezione naturale “forzata” del maschio a discapito della femmina. Asha che separa un’unione a cui sembrava mancare solo il collante dato da una figlio.
La figlia segreta è un romanzo in cui si intrecciano le vite e le storie di donne alla ricerca di se stesse.
In capitoli brevi ed incisivi Shilpi Somaya Gowda esplora i temi della cultura e dell’appartenenza, intrecciando le vicende di due famiglie: una in lotta per la sopravvivenza nei sobborghi più poveri di Mumbai, l’altra alla disperata ricerca di un’unità familiare, nonostante le differenze culturali nella ricca California.

Il suo romanzo è avvolto dal senso di paura e dal senso di perdita che le due donne provano. Paura per Somer, perdita per Kavita?
Penso che Kavita sia una donna che ha veramente pochissimo potere, sia nella sua vita che all’interno della sua famiglia. L’unico potere che riesce ad esercitare è quello che la spinge a rinunciare alla sua bambina. Decisione ed esercizio del potere che poi la porterà ad una grossa perdita: quella della figlia di cui risponderà attraverso la sofferenza, sopportata da sola.
Somer invece è una donna con molto potere. Potere che le è arrivato dall’istruzione, dalla carriera, dal fatto di avere una relazione consolidata. Eppure anche lei sta perdendo l’unica cosa che non aveva pianificato: la sua capacità di dare alla luce un bambino. Questo origina la sua paura. Era stata cieca, non aveva mai preso in considerazione che una questo potesse colpirla direttamente.
Paura e perdita sono effettivamente i sentimenti che spingono la vita di queste due donne.

Kavita dopo il ritorno dall’orfanotrofio, dimostra nei confronti del marito una notevole prova di forza. Ma nulla possono le donne nel momento in cui viene sbattuta loro in faccia la frase “Spendi 200 rupie ora e risparmierai 20.000 rupie in seguito” quando sono sedute nello studio medico per fare un’ecografia. Da una parte la forza di una donna come Kavita, dall’altra la crudeltà di un paese…
L’India è un continente incredibilmente vasto, dunque non esiste un solo modo di relazionarsi con il mondo femminile. Da un lato è vero che ci sono ancora tantissime regioni, soprattutto quelle rurali, in cui ancora si pratica l’infanticidio e dove, sì, le donne si sottopongono ad un’ecografia per determinare il sesso del nascituro e poter così decidere su un aborto. Tuttavia queste situazioni sono in diminuzione.
Dall’altro lato ci sono invece donne che rivestono posizioni di potere, a livello politico, ma anche all’interno delle famiglie. La famiglia indiana continua ad essere molto matriarcale, sono le donne a prendere le decisioni più importanti per la famiglia.
Ecco la forte contraddizione all’interno della società.

“Essere una donna in India è un’esperienza completamente diversa che in Occidente”. Ce lo può spiegare?
La risposta la troviamo nella vita stessa di Asha. Se fosse rimasta in India, probabilmente sarebbe stata uccisa o comunque il suo destino sarebbe stato molto diverso. Invece il fatto di essere stata adottata da una famiglia occidentale ha cambiato radicalmente la sua vita. Asha attraverso la sua famiglia americana ha ricevuto tutta una serie di opportunità e anche di aspettative comuni a tutte le ragazze occidentali. In India, anche se il tuo destino non è quello di essere eliminata, ma comunque resti nella tua famiglia, ci si aspetta che studi fino ad un certo punto, poi ti sposi, poi hai dei figli, ecc.
Quindi le differenze tra l’essere una ragazza del mondo occidentale e una ragazza indiana sta nella quantità di opportunità e di aspettative.

Quindi lei cosa intende quando parla dell’India come il paese delle contraddizioni a cinque stelle?
L’India è il paese degli estremi dal punto di vista socio-economico. Perché puoi avere persone che vivono nell’assoluto benessere e ricchezza, ma che appena superano il marmo dei loro palazzi, trovano un mendicante che tende loro la mano. Quindi, incredibili estremi: i ricchi e i poveri. Dove è difficile cambiare classe di appartenenza, molto difficile riuscire a scalare le classi sociali. Fino a 10 anni fa esisteva il discorso delle caste, delle differenze religiose: era difficile riuscire ad uscire dalla tua fettina di vita e di società. Oggi le cose stanno iniziando a cambiare, ma siamo solo agli inizi di questa trasformazione.
Poi un altro esempio è la condizione delle donne che ho appena descritto. Non dimentichiamoci che Indira Gandhi è diventata Primo Ministro in India molto prima che una donna salisse al potere negli Stati Uniti o in Gran Bretagna. In un momento, per giunta, in cui continuava l’infanticidio. Tutto questo avveniva simultaneamente.
Ecco le enormi contraddizioni cui è diffinicile districarsi.

Sono tutte queste contraddizioni a spingere l’India ad essere così spirituale?
La spiritualità è una pratica molto antica in India e risale a secoli e secoli fa. La cultura è fortemente impregnata di spiritualità. Non so se sia tutto questo veramente collegato alle contraddizioni di cui parlavo prima. È vero comunque che la spiritualità è il collante che unisce persone che appartengono a ceti sociali molto diversi. Se si va in un tempio si trovano ricchi tra poveri. Nello stesso tempo trovi uomini e donne, magari seduti in zone separate, ma comunque insieme all’interno del tempio. Nel libro ho voluto descrivere alcuni elementi di spiritualità, per spiegare come questa rappresenti un terreno comune su cui si confrontano tutti.
La ragione forse per cui la gente va in India “per ritrovare se stessa” forse è che tutte queste forti contraddizioni scuotono, risvegliano.

La mamma di Somer: “Cara farai qualcosa di altrettanto importante: salverai una vita”. È sempre il bisogno primario di essere madre, genitori, che spinge però all’adozione, piuttosto che al “salvare” vite…
Mentre mi preparavo alla stesura del romanzo ho intervistato molti genitori adottivi per cercare di capire quali fossero le decisioni che portavano all’adozione. Ho incontrato persone che hanno sempre pensato che se un giorno non fossero riusciti ad avere figli biologici avrebbero adottato; altri che invece non ci avevano mai pensato fino al verdetto finale sulla loro sterilità; poi moltissime donne non sposate che sono certe di adottare un po’ per salvare una vita, un po’ per il pensiero che esistono già troppi bambini al mondo per farne nascere altri.
Quindi le ragioni sono tantissime e varie. Penso però che la maggioranza dei genitori lo faccia soprattutto per diventare genitore.

Somer: “La sua professione non è più il suo tratto distintivo, ma non lo è nemmeno il suo essere madre. (…). Somer non immaginava che avere tutto, come aveva sempre creduto di volere, l’avrebbe fatta sentire carente sotto entrambi gli aspetti”. Sento questa frase spesso, troppo spesso, soprattutto nei confronti dei figli. C’è il segreto per non sentirsi perennemente in colpa?
Anch’io la sento dire tutti i giorni. Essere madre nella nostra società moderna porta con sé tantissime aspettative. Tutti noi abbiamo grandi aspettative da noi stessi. Soprattutto chi è diventato genitore dopo aver ottenuto una bella carriera, deve fare un passo indietro. E ovviamente ha qualcosa con cui confrontarsi: il prima, quando si lavorava tante ore alla settimana, si ottenevano promozioni e successi. Il dopo, cioè il cambiamento che diventa immediatamente visibile con la maternità. Le donne non sono quindi soddisfatte della loro carriera perché si confortano con quanto avevano prima e non c’è più corrispondenza, ma non sono nemmeno soddisfatte del loro modo di essere mamme perché si sentono di mancare sotto tanti aspetti della loro maternità. Tuttavia questa è comunque una cosa che accade anche per le madri che non lavorano, e che spesso non si sentono adeguate al 100%.

Era inevitabile che con il volontariato in un orfanotrofio in India, finisse per raccontare la sua esperienza attraverso un romanzo?
Io sono stata in India a fare volontariato in un orfanotrofio quando avevo 19 anni. Il libro l’ho scritto vent’anni dopo. Quindi a quel tempo non era affatto mia intenzione farne un romanzo, non ci pensavo.
Da allora sono poi tornata in India ogni due anni perché la mia numerosa famiglia vive lì. Ma solo quando sono diventata madre a mia volta ho iniziato a pensare a quei bambini, a quei visi che avevo conosciuto, a che cosa ne era di loro. Tuttavia ero ancora nella fase di non volerne scrivere, tanto meno avrei mai pensato di scriver e un qualunque libro.
Invece poi le cose sono accadute da sé, le parole mi pulsavano intesta e ho iniziato a scriverne.

Shilpi Somaya Gowda
è nata e cresciuta a Toronto da genitori indiani emigrati da Mumbai. Laureata alla Stanford University, ha trascorso dei periodi in India a lavorare come volontaria in un orfanotrofio. Ha vissuto a New York, nel North Carolina e in Texas, e ora vive in California con il marito e i figli.

(pubblicato su Bol.it)





Letto in ANTEPRIMA per voi: “Kerbala” di Jacques Charmelot. Diventato uno dei miei libri preferiti.

24 01 2011

Il libro che prenderete in mano e di cui aprirete le prime pagine sarà una scoperta farcita di rivelazione. A guidarvi l’autore, un reporter di prima linea, impegnato da anni sui fronti più caldi: Jacques Charmelot che con il suo Kerbala conduce dove i fatti sembrano così veri perché sono veri.
Nel Prologo vi troverete in una sera di tredici secoli fa, nel deserto di Kerbala, dopo una battaglia decisiva per il destino dell’Islam e la storia del mondo. Alla fine della pagina la vostra attenzione sarà attirata da un piccolo oggetto, a un primo sguardo insignificante, ma che contiene un segreto di importanza cruciale.
Poi nel primo giorno degli avvenimenti narrati nel libro vi troverete contemporaneamente in due luoghi: precipiterete nell’inferno dell’Iraq dei nostri giorni, nel cuore di una sparatoria, in una scena piena di adrenalina e di misteri che attendono solo di essere svelati. Nello stesso giorno, dopo avrete schivato le pallottole, volerete a Washington al piano terra della Casa Bianca, nella sala operativa del Secret Service.
Su ogni scena un personaggio. Quello che resta del figlio di Ali e Fatima, il nipote del Profeta il 10 ottobre 680 a Kerbala. Nel disastro del mercato di via di Kifah, a Baghdad, l’occhio indagatore di un drone scorge il viso di una donna nell’atto di rimettersi il velo. A Washington l’uomo chiamato “per porre la propria esperienza al servizio dell’enorme macchina allestita dall’amministrazione Bush per combattere un nemico senza forma e senza volto, ma che aveva un nome: terrorismo“.
Se siete stati e siete tuttora dei lettori indifferenti o quantomeno che prendono le distanze da una guerra che avviene lontano dalla quotidianità, se non avete mai approfondito cos’è l’Iraq e la sua popolazione, se avete avuto curiosità sull’operato effettivo del Presidente degli Stati Uniti, Kerbala scioglierà ogni dubbio. E vi intrigherà talmente che non potrete fare a meno di volerne sapere di più.

(pubblicato su bol.it)





A proposito di Barbie…

1 12 2010

…notizia di oggi: “Arriva il calendario delle Barbie lesbiche” (fonte TgCom e ItaliaNews)

Ha fatto infuriare i manager della Mattel il curioso calendario ideato da due artisti argentini, Breno Costa e Guilherme Souza: il luneario delle Barbie lesbiche. Le foto mostrano la più famosa bambola del mondo in pose sexy e rigorosamente nuda. In alcuni di questi scatti è insiema ad un’altra protagonista di sesso femminile. “E’ un grido su come il sesso viene usato per vendere tutto in questa società“, si difendono i due artisti. Di ben altro tenore il commento dei responsabili della Mattel che meditano anche una replica legale al caso.

Qui sotto le foto incriminate. A voi giudicare…





Speciale regali di Natale. Dimmi come cucini… E ti dirò chi sei!

28 11 2010

Il periodo è quello giusto, oserei dire cruciale. Le feste natalizie si avvicinano e portano con sé, in primo luogo, inviti a cene, sontuose o meno. Se già vivete nel terrore, non dei chili in eccesso, ma di quanto vi verrà proprinato, voi portatevi avanti. Regalate e regalatevi ricette indimenticabili. Da chi della cucina ne ha una vera e propria passione, da chi la cucina la vive abitualmente, da chi la cucina e il cucinare lo sa gestire come se fosse un maestro d’orchestra.

La scelta non è ampia. Di più. Le proposte sono le più variegate e variopinte. I cuochi in azione i più (o meno) impensabili. E allora sotto, grembiule allacciato, pardon, libro incartato pronto per i vostri primi doni. (pubblicato su Bol.it)

Chef per un giorno
Kowalski | 2010

Da una trasmissione di sempre maggior successo, arrivano su carta le ricette ideali per diventare tutti Chef per un giorno. Lo hanno fatto Lella Costa, Costantino Della Gherardesca, Carlo Lucarelli, Fiona May, Morgan, Patrizio Roversi, Amanda Sandrelli, Enrico Silvestrin, Natasha Stefanenko, per citarne alcuni. Due antipasti, due primi piatti, due secondi e due dessert: questa è la sfida degli Chef per un giorno, personaggi del mondo dello spettacolo che, alcuni per la prima volta nella loro vita, affrontano i fornelli e sfidano il giudizio del pubblico, non ultimo il “tavolo dei critici”, dove colleghi chef e temibili critici gastronomici affilano – proprio come il cattivissimo Anton Ego del film Ratatouille – coltelli e forchette.

Pasta fresca e gnocchi. (con DVD)
Annalisa Barbagli, Stefania Barzini
Giunti Editore| 2010

Tra i più riusciti ricettari usciti negli ultimi tempi, ci sono quelli della collana Cucinare Insieme, curata da Stefano Bonilli per Giunti. Ultimo volume della serie è Pasta fresca e Gnocchi. I libri di questa collana sono definibili come degli ottimi prodotti editoriali. Merito soprattutto del loro curatore e delle autrici. Stefano Bonilli è una figura storica del giornalismo enogastronomico italiano, oggi autore del seguitissimo blog Papero Giallo, è stato il fondatore – e a lungo il direttore – del colosso Gambero Rosso (guide, mensile, televisione). Annalisa Barbagli e Stefania Barzini hanno fatto parte della scuderia del Gambero scrivendo, oltre che per la rivista, diversi bei libri di cucina. Insomma, il grande valore di Cucinare Insieme sono le persone che ci stanno dietro.

Le ricette di casa Clerici
Antonella Clerici
Rizzoli | 2010

Antonella, oltre a svelare trucchi per barcamenarsi ai fornelli, presenta anche le ricette a lei più care, legate a momenti speciali della sua vita (l’infanzia a Legnano), agli affetti più importanti (il risotto di mamma Franca e il tiramisù della sorella Cristina), a emozioni e ricordi che rivive assieme ai lettori attraverso le sue parole e le sue fotografie, in famiglia e “con le mani in pasta”.

La cucina del mare. In viaggio per l’Italia alla scoperta delle migliori ricette di pesce
Tessa Gelisio
Rizzoli | 2010

“Ho scritto il libro insieme agli autori del programma e con la supervisione dei più grandi chef  dei migliori ristoranti italiani. Il ibro raccoglie le ricette che abbiamo scoperto e raccolto in tre anni di programma. Ma non è il solito libro di cucina: ci sono tanti consigli pratici, così anche i meno portati potranno imparare l’arte culinaria”.

Il grande ricettario
Gualtiero Marchesi
De Agostini | 2010

Molti parlano di lui ma pochi hanno provato i suoi piatti. Gualtiero Marchesi ha cambiato la cucina italiana, è stato il cuoco che con i suoi piatti ha fatto da spartiacque tra un prima e un dopo di lui. E’ stato un grande caposcuola e dalle sue cucine sono usciti Cracco, Oldani, Lopriore, Crippa, Berton. Marchesi per spiegare la sua concezione della cucina cita sempre questa frase di Pablo Picasso: “Trascino tutto quanto con me e vado avanti. E’ il movimento della pittura che mi interessa“.

Crudo e mangiato. Più di 400 ricette facili, stuzzicanti e veloci
Sandro Masci
Newton Compon | 2010

Il libro è nato dall’esperienza diretta dell’autore che, impossibilitato per lungo tempo a servirsi della cucina della propria abitazione a causa di lavori di ristrutturazione, rifiutando categoricamente di ripiegare sul cibo spazzatura di tavole calde ed affini, ha dato fondo alla propria creatività dando vita a più di 400 ricette semplici e gustose, che non prevedono l’uso di fornelli nè il dispiegamento di abilità da grande chef, ma solo ed unicamente l’impiego di materie prime freschissime e di alta qualità, capaci di dare il meglio di sè crude, marinate e accompagnate da condimenti e salse originali e deliziose.

Un anno in cucina. 365 ricette
Enrico Mayer
Cairo Publishing | 2010

Dall’esperto di cucina del settimanale Dipiù, 365 ricette illustrate per una tavola sempre piena di idee. 365 proposte, una al giorno, scandite secondo le stagioni, per portare in tavola un piatto sempre diverso. Tante ricette facili, con soli ingredienti di stagione.

Le dolci tentazioni. Viaggio goloso nella pasticceria sana e buona
Luca Montersino
Rizzoli | 2010

La tecnica e le ricette di un maestro riconosciuto dell’arte dolciaria. Finalmente una pasticceria d’alta qualità che mette d’accordo golosi e nutrizionisti. I biscotti, le torte, le sfoglie e le creme: un trionfo di dolci da gustare senza pensieri.

Benvenuti nella mia cucina
Benedetta Parodi
Vallardi A. | 2010

“Cucinare non vuol dire solo eseguire dei buoni piatti, ma significa anche saper offrire sempre il menu appropriato all’occasione e al portafogli! Ecco perché ho voluto suddividere il mio ricettario proprio in base all’utilizzo che ne faccio io, indicando piatti pratici e golosi per la famiglia, suggerendo soluzioni d’effetto, ma non troppo impegnative anche economicamente, per le cene numerose e riservando i piatti più elaborati e costosi per i tête a tête. Le mie però sono solo indicazioni di massima: nulla vi vieta di destinare un piatto inserito nella sezione romantica a una cena da 20 persone. Non avrete sorprese: le ricette contenute in questo libro sono state tutte provate da me e ‘promosse’ dalla mia famiglia e dai miei amici!”

Spaghetti. 130 ricette
Carla Bardi
Mondadori Electa | 2010

130 modi per condire la pasta lunga e tanti preziosi consigli in un libro divertente anche nel formato: ha le dimensioni di una vera confezione di spaghetti, da mimetizzare nel ripiano della pasta.





Letto per voi (ma soprattutto per me!): “I love mini shopping” della Sophie Kinsella. Non serve aggiungere nulla…alla perfezione!

18 11 2010

Okay. Niente panico. Ho la situazione sotto controllo. Sono io, Rebecca Brandon (nata Bloomwood), l’adulta. Non la mia bambina di due anni“. L’inizio è già tutto un programma. Perché in questo nuovo libro, Sophie Kinsella, depositaria dei segreti della nobile chick-lit, ci racconta come vive Becky la sua maternità. Ovviamente non solo. Anche in questa ennesima avventura (Becky non ha una vita, vive una favola che trasforma sempre in avventura) la protagonista ci diletta con la sua impareggiabile capacità di venirsi a trovare nelle situazioni più assurde. Essere cacciata dalla grotta di Babbo Natale, per esempio, o rivangare quel passato in cui aveva promesso alle amichette di scuola di portare alla sua festa di compleanno George Michael. Oppure ancora decidere di organizzare da sola una festa di compleanno a sorpresa per il marito Luke! In I love mini shopping conosceremo la piccola Minnie, piccola peste adorabile che ha preso tutto, ma proprio tutto dalla mamma. Ma non solo da lei… Le sue parole preferite? “Miiiio!” oppure “VISA” oppure ancora “Sta-bucks!” o ancora “TAXIIII!”. Piccola, dolce Minnie. Cosa può pensare di questa forma educativa la mitica Tata Sue, altrimenti detta Nazi Sue, chiamata in soccorso da Luke per aiutarli a capire cosa non va nella loro piccola? Tata Sue riuscirà in un’impresa magistrale: diagnosticare a Becky una dipendenza! Mentre, sullo sfondo di tutto, la crisi finanziaria la fa da padrona. Limitando i nostri personaggi e mettendoli di fronte a delle vere e proprie prove di resistenza. Allo shopping, ovviamente!








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