SeTuttoFosseViola 3 anni dopo…

1 04 2012

ViolaBlanca in Ibiza, april 2011

Le nostre prime 3 candeline…

Poco c’è mancato che non ci fossero, mannaggia a me, al poco tempo a disposizione, alle distrazioni. Meno male che un commento mi è venuto in soccorso (sì, quel commento) e sono quindi di nuovo qui a spegnere una candelina in più su una torta sicuramente più grande.

Un anno dopo. O un anno in più. Un anno comunque in cui sono diventata grande, in cui le persone importanti della mia vita ci sono sempre (quelle significative) e altre ne sono entrate, in questa fase della nostra vita da genitori. Un nuovo lavoro in cui poter mettere a frutto la mia passione culinaria, grazie a me sola e alla mia intraprendenza, ovvio. E poi due libri: un’antologia e un libro per non sbagliare, scegliendo bene tra i Sì e i No.

Ma su tutto, una certezza, anzi due: l’amore della mia vita (loro due) e un’isola nel cuore. Per sempre.

Tanti auguri passione mia. Tanti auguri a te, a me e a chi mi segue indefessamente da 3 anni.





Incontro con Jo Squillo…

29 03 2012
Sabrina Salerno e Jo Squillo, Sanremo 1991

Sabrina Salerno e Jo Squillo, Sanremo 1991

Metti che un giorno devi andare dal parrucchiere (notare il devi e non il vuoi, prego) per rifare il trattamento alla cheratina. Metti che appena arrivata ti fanno accomodare in una postazione di fronte alla quale siede una bella ragazza: mora, nasino all’insù, labbra ben definite non si sa se dal rossetto scuro a dal tattoo, capelli in rifacimento, mani in rifacimento. Accento romano, dimenticavo questo dettaglio che avrebbe potuto o dovuto aiutarmi. Invece nisba. Zero. So che è qualcuna, ma chi? Intercetto spudoratamente le chiacchiere che si scambia con l’estetista che le sta ripassando lo smalto, ma niente. Aspetto e ripenso. Il vuoto. Sono sicura che l’ho già vista, diamine, questo è o non è il parrucchiere dove tutte le belle vanno a farsi belle? Quindi…

Whatsappo alle amiche, chiedo aiuto, ma ovvio che non possono fare nulla. Occorre un’istantanea. Certo, non mi vedrà nessuno, il salone è deserto, sono solo le 16,30 di un giovedì pomeriggio. Ecco, è per forza una Vip, chi vuoi che venga a quest’ora? (io non sono una Vip, okkei, per poter essere qui oggi ho fatto i salti mortali). Sono invece sicura che lei ha tutto il tempo che vuole, perché lei è una Vip vera. Insomma, mission fotografica fallita, nome sconosciuto e troppo tempo trascorso senza che poi mi ricordassi di chiedere chi fosse la fanciulla in questione.

Meno male che dalla postazione seguente in cui vengo sistemata per le successive 3 ore (!!!) la vita mi si semplifica. Prima sento un cinguettio, insistente, poi diventa una specie di ronzio, non fastidioso, ma inquietante. Non smette un secondo di parlare: al cellulare, con le due ragazze che le stanno evidentemente rifacendo il capello (solo in seguito si svelerà il mistero delle quattro mani necessarie ad assolvere al compito del colpo di sole sulla folta criniera), e chiedendo ad alta voce: “Ma la canzone Sandy in Grease è cantata solo da Olivia Newton John, vero, vero?”.

Il mio ragazzo-cheratina interviene (mica ne pretenderete il nome, eh?) spuntando da dietro le specchio che ci divide e le dice: “C’è bisogno di me?”.

La voce misteriosa risponde: “Ooooooh, ecco chi mi ci voleva!”.

Certo che no, Sandy è cantata solo da John Travolta!”, le risponde quindi lui.

E la voce a me ancora sconosciuta lancia un acuto: “Cosa? Come?”. Evidentemente si attacca al cellulare e sbraita a qualcuno che ha fatto proprio male a non controllare di persona, perché Sandy non è interpretata dalla sola Olivia Newton John, nossignori, quindi devono sceglierne un’altra. Per fare chissà cosa…

Mentre la voce è a sistemare la faccenda io con il labiale chiedo al mio fido chi ci sia dall’altra parte e gli leggo sulla bocca Jo Squillo. All’istante la mia mente vaga al 1991 quando a Sanremo cantava in coppia con Sabrina Salerno “Siamo donne”, lei in tuta di lycra nera con giacchino di pelle nera e ciondolone con simbolo della pace, l’altra in completino bianco… Tempi d’oro, in cui portare i capelli al massimo del volume era un retaggio degli anni ’80 appena trascorsi. Non come oggi.

Finalmente la vedo, si alza e il suo capello è appena ondulato, con colpi di sole pronti ad essere ravvivati. La tutina nera non la indossa più, ha però sempre un black look: maglioncino, pantalone stretto e anfibio molto elegante. E ha anche una buona parola per tutti, un sorriso e un “Ciao mi ricordo di te, Piazza di Spagna, vero?” anche alla modella bionda che è pronta per andare via e che la guarda timidamente. Insomma, questa Jo Squillo, volto ormai celebre di TV Moda non se la tira affatto. Plauso!





Mannaggia a quel commento…

20 03 2012

Tale Paolo mi scrive un commento che mi spiazza: “Che tristezza vedere morire un sito”.

Incasso.

Mi accascio.

Poi sprofondo.

Perché non potersene andare in sordina? Perché non riuscire a trovare il tempo di, il tempo per? E lasciatemi in pace, santissimiddio! Ma poi, chi l’ha detto che voglio farlo morire il mio SeTuttoFosseViola? Eh? Eh? Eh?

Invece no, il commento fa il suo dovere: come gli ho risposto, ricevo una scossa. Sistemo le pagine (aggiunta quella relativa al mio terzo lavoro, collaborazione con Marieclaire.it, di cui sono fiera fierissima) e creo una volta per tutte la pagina dedicata a Bol.it, alle mie letture, le mie recensioni (con Panorama.it sono sempre stata ligia). Oggi ho finito, tutto aggiornato. Non mi resta che pubblicare anche queste parole. Soprattutto di ringraziamento a chi, evidentemente, continuava a cercarmi, a leggermi. A voler curiosare.

Grazie Paolo C.





MILANO: AL VIA DA MARTEDI’ IL PIANO ANTI FREDDO

16 11 2011

Entra in azione da martedì 15 novembre il ”Piano antifreddo” del Comune di Milano. Fino al 31 marzo 2012, una serie di strutture e servizi saranno attivati per creare una rete di solidarietà e di protezione verso chi, vivendo in strada, rischia di trovarsi in condizioni critiche a causa delle temperature rigide e della mancanza di un posto letto.

Sette unità mobili – gestite da Croce Rossa Italiana, Fondazione Fratelli di San Francesco, City Angels e Ronda della Carità – saranno impegnate sulle strade a diretto contatto con le necessità dei senzatetto, mentre aumentano del 10% rispetto allo scorso anno i posti letto disponibili per le persone senza fissa dimora.

Anche, e soprattutto, per attrezzare i centri che accoglieranno quest’inverno le persone senza fissa dimora, durante la giornata di sabato 19 novembre saranno raccolti sacchi a pelo, coperte, piumoni, giacche a vento, libri, materiale di cancelleria, dvd, cd, e tutto quanto può essere utile per proteggere dal freddo e, nello stesso tempo, rendere più accogliente l’ospitalità presso i centri.

Il prossimo sabato, dalle 9.30 alle 17.30, i milanesi potranno regalare un po’ di calore ai senzatetto della città, portando presso i sette gazebo allestiti in giro per Milano coperte, piumoni e tutto quanto riterranno utile per dare loro conforto – ha detto l’assessore alle Politiche sociali e Servizi per la Salute Pierfrancesco Majorino -. E’ un appello che rivolgo a tutti i cittadini, per aiutarci a rendere sempre più concreta una solidarietà che fa parte di questa città, che appartiene a quella Milano accogliente e disponibile, inclusiva e generosa, che vogliamo sempre più presente. Per questo, a cominciare da venerdì 18 – ha concluso – passerò una notte al mese con il mio staff insieme agli operatori delle unità mobili e alle persone senza fissa dimora nei centri d’accoglienza”.

Il materiale potrà essere consegnato presso i gazebo presenti in:

piazzale Argentina,

piazzale Baiamonti,

viale Papiniano,

piazzale Selinunte,

piazzale Baracca,

Colonne di San Lorenzo,

piazza Bottini.





Deutsche Schule Mailand. Puffiamo?

21 09 2011

No, non sono – completamente – fuori di testa.

E’ la mania del momento, i nani impazziscono…

Quindi lunedì pomeriggio, la Nana, Nitro & Glicerina, con altri della scuola e relative mamme, li portiamo al cinema.

Spettacolo delle 17,10: I Puffi (no 3D please). A parte la strada per trovare il cinema (UCI Cinema Certosa, mica così semplice…), a parte che abbiamo sbagliato sala ed eravamo tranquillamente sedute nella 7 o nella 8 anzichè nella 6, a parte che era la prima volta che la portavo io al cinema (è compito paterno la domenica mattina, in genere), eccoci nella sala buia, con questi robi blu.

La Nana in mezzo ai suoi due nuovi eroi: Nitro & Glicerina, fighi veri. Già penso a quando saranno grandi, a chi sceglierà lei… Mentre la madre decide che dobbiamo fare sacchi di euro con loro tre che sembrano una banda…rock! Uno alla chitarra elettrica, lei che canta, l’altro alla batteria. Non ci siamo, le rispondo. La Nana è appena stata iscritta alla scuola di musica, non è previsto che canti.

Allora stamattina lo chiedo alla diretta interessata: “Ti piacerebbe cantare?“.

Lei secca risponde: “No, io voglio recitare!

Vediamo cosa ne pensano alla Scuola Civica di Musica della Villa Simonetta… Dove non si recita…

E il film?

La dirò tutta: a me è piaciuto. Solo che avrei prolungato l’argomento Puffetta e il look. Scena: Puffetta da Fao Schwarz che scopre che al mondo puoi possedere (anzi, DEVI possedere!) più di un solo vestito (eccheDiamine!). Anzichè confezionargliene uno, e dico uno solo, avrei prolungato e ampliato questo momento magico di scoperta… Che so io, uno Yoox.com in versione PuffoShopping, ecco…





Deutsche Schule Mailand. La Nipotastra.

15 09 2011

Sembra che quest'immagine non c'entri nulla con la Nipotastra, ma c'entra... Eccome se c'entra...

Entra in scena una nuova figura: la Nipotastra.

Nipote di… Figlia di…

La Nipotastra ha 4 anni, un viso angelico, due occhioni azzurri giganti da cerbiatta che pare un angioletto. Fa parte dei “piccoli“, una new entry, quindi. E fa parte della banda, anche.

L’asilo è iniziato da poco più di una settimana, ma già dai primi giorni la Nipotastra diceva alla madre che doveva venire a pranzo dalla Nana. La prescelta quindi.

Detto la prima volta, mi sono messa a sorridere. “Che carina“, ho pensato, “già sbava dietro alla sua Musa…“. Ma alla seconda volta in cui la madre mi ha detto che qui la cosa si faceva seria, ho fatto l’invito.

Oggi dunque la Nipotastra è qui da noi.

Prelevata a scuola, portata qui a pranzo.

Sul più bello del pranzo, tra un inseguimento e l’altro al povero gatto di casa, metto nel piatto un cordon bleu. Che, vabbé, l’ho capito pure io che non è cucina da guida Michelin, ma Dio santissimo, stiamo parlando di un pranzo veloce dopo scuola in cui le due mostravano i denti dalla fame. E stiamo parlando di un pranzo a due nane!!!

Mi prodigo quindi in chicche di patate – veloci – e nel mentre butto in forno il suddetto secondo! Dopo l’estenuante “mangia Nipotastra, mangia“, per farle finire il primo, eccole alle prese con il secondo. Metto nel piatto, taglio ad entrambe (così nessuna litiga sul “taglio da sola io che tagli da sola tu“), la Nipotastra guarda il contenuto ed esclama: “Questo piatto mi fa vomitare!“.

Sono basita, ieri l’Angelo da noi ha divorato tutto – Piccolini della Barilla verdi e fesa di tacchino grigliata – aggiungendo pure: “Tutto buono!“.

In quel mentre squilla il telefono. La madre, che esordisce con un: “…ha già iniziato a ruttare?“.

Cosa devo pensare?

Scusate, non posso dilungarmi, la Nipotastra è andata a fare la cacca e ora esige il bidet!





Deutsche Schule Mailand. La banda

13 09 2011

Come accennavo nel post di ieri, oltre ai fab4 qui c’è di mezzo anche un marito. Sì, colui che a maggio scorso è venuto qui a dormire per la prima volta e dal quale la nana, è andata a dormire per la prima volta. Non dalla migliore amica, VeryVic, no, dal marito!

Prima fidanzato, ora marito appunto (a parte non sapere quando si siano celebrate le nozze…). D’ora in poi detto l’Angelo, non certo per le sue caratteristiche fisiche, né tanto meno per le sue doti caratteriali.

Dunque la nana e l’Angelo.

Pare che in giardino avvenga puntualmente l’incontro della coppia (non essendo più nella stessa classe, ma l’amore prosegue…).

In questi giorni i racconti della nana sono sempre sul tema: “Oggi l’ho visto, oggi ha dato un pugno in testa a VeryVic, com’era carino oggi con il camicino bianco, oggi si nascondeva…”.

Ieri all’uscita, come prima cosa, mi dice: “Sai mamma, oggi anche N. (parte della coppia Nitro & Glicerina, 2 fratelli imperdibili) si è aggiunto a noi ed eravamo così in 8 in giardino!

Ah, bene…

Sì, mentre l’Angelo era solo con D.

Non capisco, ma mi adeguo.

Fino a stamattina, quando ricevo dalla mia amica, mamma dell’Angelo, il seguente sms:

Questa mattina in auto l’Angelo ha detto: “mamma non voglio andare a scuola oggi”. Perché? “Perché la nana non mi lascia mai in pace in giardino”. Allora tutta la famiglia si è prodigata in consigli su come liberarsi della nana. Povera bimba! Comunque non credo molto a questa storia…

Povera illusa. La chiamo confermandole tutta la storia e mettendo insieme i pezzi.

Quindi la nana è a capo di una banda (mi stringe il cuore chiamarla “baby gang”)???

I consigli della famiglia sono stati pacati, una roba del tipo: “Fai così, tu la porti verso un altro amichetto o amichetta e poi la molli lì scappando come un forsennato”.

L’Angelo dubbioso ci ha pensato un po’ su. Poi ha trovato la sua soluzione: andarle direttamente incontro abbracciandola e riempiendola di baci, sicuro della fuga inorridita della nana.

Come sarà andata?





Deutsche Schule Mailand. La ripresa…

12 09 2011

Una settimana fa l’inizio. Siamo tutte mamme più felici, indubbiamente. I mostri anche, però.

E tra i trasferimenti di quelli che prima erano i grandi alla prima Grundschule, i nuovi arrivi dei piccoli, il fatto che ora i nostri fab4 siano “i grandi”, restano delle certezze.

Prima di tutto, noi amiche! Circondate però da vecchie e nuove teste coronate, da parenti di vip e vipponi e star del cinema. Un bel daffare quest’anno.

I fab4, in secondo luogo!

Che si sono rivisti venerdì pomeriggio, al gran completo, alla prima festa dell’anno (quella del marito della mia nana). La nana appunto, VeryVic, il Principino e il BadBoy. Che non si è smentito, almeno dai racconti della mamma.

Vado ad illustrare l’episodio.

All’ennesimo cambio annuale, come da copione, la fresca au pair resiste solo 4 giorni. La povera amica, da poco alla sua terza prova materna, si ritrova arrabbiata e disperata alle prese con questa nuova, sconosciuta situazione da gestire: occuparsi di 3 figli, di un marito e di un cane, proprio nel mese di agosto!

Come se non bastasse il BadBoy le dice: “Mamma, ma non possiamo restare senza au pair. Non facciamola andare via, chiudiamola in camera!”.

Che abbia già capito che la povera madre non ce la farà? O, più semplicemente, che abbia già capito come gira il mondo?





Tutta “colpa” di IMAFestival (part 2)… Io e la Ludmilla (Radchenko)

25 03 2011

Premessa: se volete leggere la part 1 di questo pezzo andate qui.

by Ludmilla Radchenko - www.ludmillapopart.it

Pensavate fosse finita? Il Festival è finito, teatro (dal Verme) chiuso, vincitori (e vinti, me compresa) a casa, premi in saccoccia. E stop.

Invece no. Non posso essere egoista e lasciarvi così, con quell’amaro in bocca, quel senso di inadeguatezza dovuto al “io non so, perché non c’ero, tu invece sai, perché c’eri”. Ecco, una roba così.

Dunque, conclusasi la storia del video, con trucco e parrucco annesso e connesso, resta da fare “solo” il passo finale. Andare alla finale, appunto. Oltre a prepararmi psicologicamente (mai, mai pronta, perchè quello che m’ammazza è il non sapere cosa m’aspetta), mi devo preparare anche esteticamente.

Quindi procedo come segue.

Giovedì, festa nazionale, la mia carta di credito festa non ne ha fatta. Missione odierna, lo shopping. 10CorsoComo, (per non farsi mancare nulla), Zara, poi Rinascente. E visto che ci sono vado anche a prenotare il trucco, ma quello vero, per domenica mattina da Sephora (così scopro che si pagano 10€ per un “trucco giorno” e 15€ per un “trucco sera”). Ma alla Rinascente, io che, lo sapete, sono lontana anni luce da rimmel o mascara che dir si voglia, ombretti, matite varie e rossetti, mi innamoro. E la mia prossima mission sarà farmi applicare le ciglia finte di Shu Uemura.

Venerdì è la volta del parrucco. Ed eccoci al dunque. Ultimamente quando vado dal mio Extro (meritevole citarlo!) succede sempre qualcosa. A parte che, andandoci in taxi (già sapete no, che è il mio mezzo di trasporto preferito) l’autista che mi ci porta è spessissimo una donna. E la cosa ha già dell’incredibile. L’ultima volta poi, per esempio, parla di qua che ti parlo di là, viene fuori che una collega della mia taxista di turno ha scritto un libro. Come resistere. Ne faccio poco dopo un pezzo per l’altra testata su cui scrivo. Ovvio!

Ma questa volta, beh, il caso, la coincidenza, il destino, si sono messi insieme e hanno fatto un lavoro meticoloso. Mentre sono all’operazione “stai ferma che con la spazzola ti tiro tutti i capelli”, fase contemporanea al “non ti muovere altrimenti non riesco a stendere bene lo smalto rosso”, lei entra. La noto, ma non la riconosco.

Pantalone stretto, strettissimo, su gamba kilometrica e tacco pazzesco. Alzo lo sguardo: giacchetta di pelle fucsia, occhiale da sole a lenti tonde e cappello borsalino grigio. Baci e abbracci con tutti i ragazzi del salone, il mio Roby compreso. E poi sento il nome: “ciao Ludmilla”.

Cosa? Ludmilla? Quella stessa Ludmilla Radchenko che sarà all’evento per cui mi sto preparando? No, non è possibile. Tra tutte le persone che entrano qui, oggi lei? È una coincidenza pazzesca.

Quindi, che faccio, sto zitta? Me la lascio scappare? Giammai! E mentre lei parla con Roby sul trattamento alla cheratina per i suoi biondissimi e perfettissimi capelli, io le dico: “Ciao, sai che tu presenterai l’evento di domenica in cui sono finalista?”. Anche simpatica io, carina…

E come risposta ottengo un secco: “Io non presento, io espongo! A presentare ci sarà il mio fidanzato, quello bello delle Iene”. E risponde al cellulare che giusto in quel momento stava squillando.

Simpatica. Come una stalattite che ti cade in testa!

Salvo poi ritrovarla domenica sera, alla premiazione finale. Secondo voi cosa stava facendo? Aveva un microfono in mano e una cartellina… Quasi fosse una valletta, ecco.





Uazzamericanbois. Prove generali di shopping (day 2, part 2)

30 12 2010

Dinky e Thomas se la dormono alla grande, quindi LUI mi prepara il caffé. Ehi, attenzione, qui la macchina del caffé è in funzione 24 ore su 24. Avete capito di quale caffé sto parlando, vero? Ed un continuo bere e bere tazze su tazze. Una caricata di caffé (comprato in grani e macinato qui in casa) basta per 12 tazze. Credete gli sia sufficiente? Naaaaaaaaaaaaa, la macchina viene caricata almeno 3 volte al giorno. È incredibile. Usciamo in macchina e la Dinky si porta dietro il suo thermos con la sua droga. In giro, come nel resto degli States, tutti in mano con la cup of coffee. E io che in Italia mi limito ad un paio di tazze di tè…

La mattinata è spesa in chiacchiere e chiacchiere. La tv viene accesa come prima cosa al risveglio e non viene guardata. Quindi, a che pro dico io? Solo io e LUI siamo abbastanza ipnotizzati dalle pubblicità, più che altro. Anche perché il canale su cui è sintonizzata questa mattina trasmette sempre CSI di qua e CSI di là. Insomma, due palle stratosferiche, almeno per me che non lo seguo mai.

All’alba delle 14,30 Thomas si alza. Riemerge dalla camera da letto con felpa e cappuccio calzato e come prima cosa si versa il caffé e si fuma una bella sigaretta. Bella lì, giusto per iniziare bene la giornata. Anzi, il pomeriggio.

Eggs for breakfast - Photo by ViolaBlanca

La Dinky, memore del fatto che in Italia non si ha l’abitudine di stare sempre in casa, è misericordiosa e ci porta a pascolare fuori. Solo dopo aver preparato uova e prosciutto a suo marito e AVERGLIELO SERVITO AL TAVOLINO IN SALA DAVANTI ALLA TELEVISIONE!!! Sono scioccata, inorridita, e mi dice che il Thomas non ha l’abitudine di mangiare al tavolo. Che schifo…

Usciamo.

Giro in macchina di Albany (di rigore in macchina, qui nessuno va a piedi, le distanze non lo permettono) e poi un primo assaggio di paradiso. Lo shopping. Ma giusto per gradire. Insomma quei $$$$ spesi così…

La meta è la Metro americana (qualcuno che ci consoce sa già che rappresenta un pericolo per LUI, in genere non si tiene mai…).

Costco - Photo by ViolaBlanca

Barbie's Mustang in Costco (249,99$) - Photo by ViolaBlanca

Dinky triyng to freezing herself in Costco - Photo by ViolaBlanca

Costco. Gigante, enorme, immenso. Scaffali altissimi, bancali di merce in superofferta, di tutti i tipi: elettronica (che LUI afferra al volo!), elettrodomestici, tutto per la casa, tutto per il fai da te, reparto cartoleria infinito, libri, e abbigliamento che viene ritirato dai negozi e svenduto qui. Per esempio: Timberland, sportivo come Nike, Adidas, insomma d’ordinanza, poi DKNY, Calvin Klein, abbigliamento per bambini (per la nostra nana cose assolutamente cool a prezzi incredibili). Fino al reparto food: corridoi e corridoi di vetrine per surgelati, banchi refrigerati per carne e pesce, vini dal mondo, e schifezze varie.

Fino all’ultimo reparto: il pharmacy. Poiché l’America è gigante, anche le semplici confezioni di Listerine non possono essere da meno. Ma ciò vale per qualunque altra confezione voi abbiate in mente: tutto over-size. E qui facciamo incetta di ogni vitamina possibile e immaginabile. Non resisto nemmeno io. Il fatto è che le medesime prese in Italia (e io le prendo tutti i mesi) sono un terzo e costano il doppio. Quindi le provo.

Alla cassa niente sacchetti, ma scatoloni: meno inquinanti e almeno il cartone delle confezioni viene riutilizzato. Good idea!

Dal Costco andiamo in un posto davvero tipico per questa zona: il GameTime, un bar (metà proprietà è di Thomas) in cui la fa da padrone il gioco delle freccette, i darts. Tutti ne vanno matti, molti lo praticano, pochi i professionisti. Resisto alla tentazione di mangiare un classico hamburger. Ma spilucchiamo giusto qualcosina. A cena ci aspettano gli avanzi della cena di Natale, che finalmente oggi posso gustare in pieno.

E l’italiano acchiappa. Qui praticamente non è che se ne vedano molti, quindi come mi aveva preannunciato LUI siamo davvero un’attrazione. Godiamoci le luci della ribalta.








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