La mia intervista a Anna Sam (mercoledì, 28 gennaio 2009)…anche se un pò datata…

foto anna samLE TRIBOLAZIONI DI UNA CASSIERA
di Sam Anna.

Andrete a fare la spesa con un atteggiamento diverso. Vi sentirete diverse. E avrete un occhio di riguardo per la vostra cassiera, pardon per la vostra “hostess di cassa”. Avrete l’accortezza, maggiore di altre volte, di rivolgervi a lei con cortesia, pronte a contraccambiare i suoi saluti con solerzia. E magari chiudendo il cellulare. Se il primo, scintillante libro di Anna Sam vuole essere un monito in questo senso, ci è riuscita. Se poi “Le tribolazioni di una cassiera” vuole anche essere il mezzo con il quale scappare dalle casse, dal supermercato e dalle corsie, beh, ce l’ha indubbiamente fatta! E a noi regala momenti di pura ilarità. Ma anche di riflessioni. Noi clienti, finiamo tutti in un unico calderone? Ci comportiamo davvero in maniera così pessima, come descritto da Anna?

Ce l’ha finalmente fatta a non essere più una cassiera, pardon una “hostess di cassa”?

Direi che oggi ho uno statuto completamente diverso, al 100% diverso da quello che avevo in precedenza. Le mie dimissioni da cassiera hanno coinciso con la mediatizzazione del blog ed è stato proprio grazie al blog che ho firmato poi il contratto con una casa editrice per questo libro. Confesso che nel momento in cui ho dato le dimissioni pensavo che avrei dovuto accontentarmi di una serie di lavoretti interinali in attesa di arrivare a fare quello che mi sarebbe piaciuto. Invece ecco che d’un tratto sono diventata la portavoce delle cassiere…

Come è nata l’idea del blog? Avrebbe scritto il libro senza passare dal blog?

Ci sono state due ragioni principali. Una è il fatto che come tutte le cassiere, o come moltissime cassiere, quando tornavo a casa raccontavo ai miei familiari piccoli aneddoti accaduti durante la giornata. E pensavo che sarebbe stato bello poterli raccogliere in un libro. La seconda ragione è che mi sarebbe piaciuto dare più valore a questo mestiere: ero infatti giunta al punto in cui non sopportavo più un certo tipo di sguardo, perché un sacco di gente ti considera con disprezzo, con sufficienza. Se avessi, invece, potuto scrivere una serie di aneddoti rappresentanti la realtà così com’è, avrei potuto dare anche un taglio didattico all’argomento e forse così la gente si sarebbe resa conto che questo è un lavoro poi non così facile. Ovviamente all’inizio non sapevo se avrei avuto abbastanza da raccontare, soprattutto se poi questi aneddoti potessero davvero interessare la gente. Ma quando il blog ha avuto successo mi sono resa conto che sì, era possibile raccontarle, e tutto ciò andava oltre le mie più rosee aspettative.

Come ha fatto a far conoscere il suo blog?

La voce è corsa semplicemente grazie al passaparola, io non ho fatto nessun tipo di pubblicità né mi sono iscritta a forum per diffonderne la notizia. C’erano però un paio di blogger con i quali ero in contatto per altri motivi e uno di questi, ad un certo punto, mi ha linkato ed è stata l’unica pubblicità fatta al mio blog, tra l’altro nemmeno richiesta.

“Quando vi dico che lavorare nella grande distribuzione significa scoprire come è fatta la società nel suo complesso, intendo dire scoprirne anche i lati negativi”. Davvero le mollavano i carrelli in cassa, per esempio solo per non mostrare un documento quando la forma di pagamento era l’assegno?

Tutto quello che ho scritto è vero, non ho deformato nulla della realtà che abita la GDO: le cose sono esattamente come le descrivo. È vero che non succedono tutti i giorni, però è capitato che un cliente, alla richiesta di esibire un documento, si è infuriato così tanto da sbattere in faccia alla mia collega un cartone che aveva in mano e l’ha accusata di svolgere un ruolo di polizia. La gente fatica quindi a capire che noi dobbiamo lavorare in questa maniera, poiché esistono delle regole. Un altro aneddoto è quello di un signore che, fatta la spesa e giunto alla cassa, paga con assegno, ma mi presenta la carta di identità di una donna. Io gli spiego che ciò non è possibile, lui mi molla lì la spesa e se ne va imbufalito, salvo poi ritornare mezz’ora dopo per riprendersi il suo assegno…

Quando lei va a fare la spesa in un supermercato, come si comporta con le cassiere?

In verità sono una persona molto discreta e il comportamento che tengo è quello minimo, quello che ho sempre ritenuto segno di buona educazione, quindi un sorriso, un “buongiorno” e un “grazie”.

Cos’è un trampolino di lancio: il successo strepitoso del libro, il film in arrivo, l’adattamento teatrale, o il racconto per ragazzini?

Il libro è quello che oggi porta avanti tutto in maniera più durevole, ma il vero trampolino di lancio è stato il blog.

Cosa vuole fare da grande, i suoi progetti futuri?

In un mondo perfetto direi che mi piacerebbe fare la scrittrice a tempo pieno. Però ho imparato a non mettere mai tutte le uova nello stesso paniere, quindi, oltre al mio secondo libro che dovrebbe proprio uscire nei prossimi mesi (sempre sul mondo della GDO, ma da un altro punto di vista con una voce femminile a guidare il lettore), sto mettendo in piedi una piccola società per l’organizzazione di conferenze tematiche, relative al mondo della grande distribuzione, che si concentra proprio sulla professionalizzazione della figura del venditore e della cassiera.

Cosa scrive oggi sul suo blog, non facendo più parte di quel mondo?

Essendo stata cassiera per più di otto anni ho accumulato un numero piuttosto grande di ricordi su questo mondo e di storie. Il blog è quindi destinato a contenere questi aneddoti che mano a mano affiorano. Poi però ci sono anche le storie delle mie ex-colleghe cassiere, che desiderano condividere le loro esperienze. Quindi il blog diventa un punto di raccolta delle storie mie, loro, ma anche di tanti clienti che hanno voglia di parlare del mondo della grande distribuzione.

le tribolazioni di una cassiera
Biografia
Sam Anna vive in Francia, ha 29 anni ed è laureata in lettere. Per pagarsi gli studi e, dopo la laurea, non riuscendo a trovare lavoro nel suo campo, ha lavorato per otto anni nella grande distribuzione come cassiera, o come dice elegantemente lei, “hostess di cassa”. Questa professione si è rivelata una fonte inesauribile di storie che la giovane autrice ha cominciato a raccontare, prima sul blog www.caissierenofutur.over-blog.com e poi nel suo primo romanzo “Le tribolazioni di una cassiera”. Anche se non lavora più come cassiera Sam Anna può affermare che proprio dall’assurdo mondo del supermercato, alla mercè di clienti di ogni sorta e del bip assordante delle postazioni, è riuscita ad avverare il suo grande sogno: diventare un’autrice di successo.
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2 pensieri su “La mia intervista a Anna Sam (mercoledì, 28 gennaio 2009)…anche se un pò datata…

  1. Ho appena terminato di leggere Le tribulazioni di una cassiera e condivido tantissime cose. Anche io svolgo questo lavoro da ben 12 anni in un supermercato a Napoli e ancora oggi me ne capitano di tutte. Mi piacerebbe raccontare alla scrittrice qualche esperienza personale in modo da poter arricchire il suo nuovo libro.
    Un saluto a tutte coloro che svolgono questo lavoro.

    • Ciao, ma perchè raccontarlo alla scrittrice? Apri un tuo blog e raccontacele in prima persona. Io ti seguirei avidamente.

      Un caro saluto, a te e alle tue colleghe.
      VB

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