Il rancore.

80293069Sabato sera, cena dai Colao. Racconto del raduno che ho organizzato con le ex del liceo, eravamo solo in 10 (quelle rintracciate su fb) e dico che il mio dubbio pre-cena era relativo al “chissà come si proporrà la serata, se sarà un rivangare i tempi che furono o una gara a cosa faccio io-dove sono io”. Fortunamatamente nulla di così catastrofico. Serata molto molto divertente, a sparare cavolate sul “come eravamo, vi ricordate questa e quella?”, grazie anche alla genialata di una compagna che pensa bene di portarsi dietro delle orride foto delle nostre gite. Una galleria sulle pettinature più oscene e abominevoli mai viste in circolazione. Ma, diciamo così, erano gli anni a ridurci così, non era colpa nostra. E non era nemmeno colpa mia se mi ritrovavo quella testa leonina grazie alla quale chi sedeva dietro di me nulla vedeva e, forse, nulla sentiva (ma va là, che eravate solo contenete di fare le imboscate!). E non accennerò affatto a quei ridicolissimi jeans con risvolto e paperotto sulla coscia oppure a quel fioccochepiùgandenonsipuò in testa. No.

Voglio solo dare ragione al Pedra. Che sabato sera mi raccontava che anche il loro primo raduno è stato un “come eravamo” (pardon la ripetizione). Io subito, al mio solito, lo interrompo dicendo che le femmine poi sono diverse, forse tra maschi c’è più competizione lavorativa. Ma il Pedra mi dice che nel corso del secondo incontro le cose sono cambiate. Finito il momento dei ricordi sono partiti all’attacco, con le recriminazioni personali e non, sui propri successi e fallimenti. Ma in occasione del primo raduno, proprio una loro compagna di classe ha vomitato subito addosso a tutti, a lui nello specifico, il rancore che serbava. Da allora. La donna in questione fa ora la psicologa, quindi si suppone una persona con un certo equilibrio, ma che nel momento in cui si è ritrovata di fronte le persone che allora la facevano sentire “diversa” non ha saputo controllarsi. Ed è esplosa.

Bene, a me è successa la stessa cosa. Ma solo nel momento in cui ho scritto il resoconto della splendida serata, con voti e giudizi alle presenti, mi sono vista rispondere con un delirante “Brava Valeria! Apprezzo la sincerità! Dopo 19 anni ancora la suddivisione tra zoccole e le altre (suore, secchione, sfigate, come meglio le vuoi definire). Che tristezza! Credo di non riuscire a trovare una cosa da salvare di quei 5 anni …“. Preciso che mi è stata attribuita tale suddivisione, ma era specificato che non era stata fatta da me. Semplicemente non ha letto bene, non ha saputo leggere, ha mal interpretato, non voleva capire. Sono io a dire che tristezza. E, fortuna mia, salvo moltissime cose di quei 5 anni: oltre alla mia giovinezza, le amiche che sono rimaste, quelle che ci sono sempre, quelle che c’erano e che spero ci siano di nuovo, una valanga di ricordi. Quelli che costruiscono la vita di una persona. Peccato non averne. Una vera tristezza. E che la scuola sia un mondo difficile non è certo una novità….

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7 pensieri su “Il rancore.

  1. La vera tristezza è non saper riconoscere l’ironia nelle cose…è riuscire a vedere solo il lato negativo…che magari in passato ci ha fatto soffrire…
    Crescere significa fare tesoro di tutto…anche di chi ci accusava di essere una sfigata…per diventare una persona migliore…
    Una persona che deve saper leggere tra le righe… e deve essere felice di esserci…perchè non per tutti è cosi… e di avere avuto la fortuna di abbracciare persone che, a distanza di 20 anni, si ricordano ancora di te…anche solo per una sera…
    Io ti ringrazio perchè io credo nell’amicizia che va oltre ogni cosa…
    Noi due ne siamo l’esempio…
    Ci siamo amate…e odiate…ma adesso siamo grandi…forse…e siamo consapevoli che un legame profondo ci legherà per sempre!!

  2. a distanza di 20 ricordarsi ancora delle divisioni mi fa un po tristi…..io nn me le ricordavo…davvero….

    azni chi se ne frega se all’epoca io sarei potuta essere nel gruppo….che ne so dico a caso…delle sfigate…o brutte…o chissà che…..l’importante è quello che sono ora…..quello che sono diventata….anche grazie alla mia adolescenza..

    quindi vale chi nn sa leggere tra le righe….no potra mai capire il significato di quello che hai scritto…….quindi……. ricordati il mio motto: contenta di essere laRava…..non con cattiveria, ma davvero….sono felice di essere la persona semplice e solare che sono…almeno la gente se mi vede vede la vera anna…..e non una che rimugina sulle complicanze adolescenziali…….
    o no???????

    baci……..la tua amica gnocca AR

  3. Chi si celerà mai dietro questo nickname? Mah! Grande. Approvo tutto! E ribadisco che la scuola è una giungla, lo è sempre stata. Forza e coraggio allora per la Claudia, la Valentina e la mia Viola!
    bacio grande

  4. 🙂

    ti do un consiglio se lo accetti….

    goditi…goditi…goditi…….la scuola materna……partecipa…renditi partecipe,,,,,e fai partecipare……sono anni importanti, pesanti…..ma divertenti…

  5. Ma io mi sono già goduta il nido e sono sempre stata presa in giro perchè andavo alle riunioni… Quindi, come minimo, diventerò rappresentante di classe!

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