Letto per voi. Dalla passerella alla macchina da scrivere: Sophie Dahl e il suo “Quando ti vedo andare via”

wwwbolitCome dovrebbe essere l’amore di una madre? Non esiste un manuale. Non un dogma universale. Ma parole d’amore: “quando ti guardai, capii che non avevo mai visto una tale perfezione, né avevo mai provato un amore così totale. Bruciavo d’amore per te“. A recitarle, Marina, la mamma di Kitty, protagonista di “Quando ti vedo andare via“. A scriverle per lei, Sophie Dahl. Ve la ricordate senz’altro.
Londinese, Sophie prima di essere una modella famosa è nipote e figlia d’arte. I nonni sono l’attrice Patricia Neal e gli scrittori Stanley Holloway, e il famoso autore di libri per bambini Roald Dahl, creatore di Willy Wonka. Scrittrice è anche la mamma, la bellissima Tessa Dahl. Dopo essere stata notata dalla direttrice di Vogue Isabella Blow, parte la sua carriera nel 1996. Iniziano i servizi fotografici e il trasferimento a New York.. La ragazza giusta nel posto giusto. Con una collezione di copertine assolutamente impensabile per una fanciulla bellissima, ma troppo in carne per il ristretto mondo della moda. E invece ecco Sophie viso e corpo sulle copertine di “Vogue”, “Visionnaire“, “ID“, “Vanity Fair“, “Elle“, “Interview“, “Tatler“, “Citizen K“, “Marie Claire“, per citarne alcune, Passeggia leggiadra sulle passerelle e si fa ritrarre in campagne pubblicitarie da sogno. Non disdegna il cinema, né il mondo della musica. Fa capolino dai video di Elton John, U2 e Duran Duran e, si vocifera, persino da un camera d’albergo con Mick Jagger.
E si spoglia scandalizzando per la campagna pubblicitaria di “Opium” di Yves Saint Laurent. E Sophie diventa un mito, la Marilyn del nuovo millennio. “Una diva d’altri tempi, un’icona anni ’50 ” per David LaChapelle. Un simbolo di riscatto per le donne di tutto il mondo. Il sogno realizzato delle donne abbondanti di tutto il mondo: il volto per eccellenza delle plus size top.
Dalle passerelle alla macchina da scrivere. Dopo la sua prima fatica letteraria, “The man with dancing eyes”, favola per bambini “cresciuti”, in cui l’autrice nega categoricamente che narri la sua storia d’amore con Mick Jagger, ancora pagine e inchiostro per Sophie Dahl. Forse autobiografico: “Quando ti vedo andare via“.
Quando l’irrequietezza di una donna, il sentirsi “leone in gabbia” di una madre, ricade sui figli. Quando l’insofferente Marina, mamma bellissima di Kitty, Sam e Violet, “dedita alla pittura e al pianto”, si fa travolgere dal bisogno di felicità. Sembra placare la sua sete a New York. Un Dio trovato a Londra sembra calmarla: “prima del guru avevamo la droga, il sesso e altri comportamenti negativi. Poi abbiamo trovato Dio e adesso siamo liberi”. Fino a quando durerà? A pagarne le conseguenze sempre loro. Fino a quando Kitty, la maggiore, decide di prendere in mano la sua vita. E andare avanti.

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