La scuola di danza.

83214037E proviamo anche questa.

Trascinata dalla mamma di un’amichetta del nido, decidiamo di fare questa benedetta prova. Tanto so come andrà a finire. Lei è disarticolata, come suo padre.

Ieri, lunedì 14 settembre, alle 15.55 realizzo che dobbiamo andare da lì a poco. La prova è alle 16.45. La sveglio. Si incazza. Ovviamente lei sapeva già ciò che io ignoravo. La vesto, la merendizzo in fretta e furia e di corsa andiamo alla scuola di danza, quella famosa che c’è in zona (La scuola di Danza di Mara Terzi).

Arrivate mi trovo spiazzata. Non credevo che una scuola famosa potesse essere ricavata in un buggigattolo di appartamento. Ma fa così radical chic… Alcune mamme sono già sedute sulle quattro sedie a disposizione. La proprietaria deve ancora arrivare. Al suo posto, la mamma di lei. Una signora che la sa lunga.  La prova è iniziata, preparo la nana: tolgo le scarpe, la lascio munita di calzine e viene fagocitata dalla sua insegnante di prova giù dalle scale.

Poi resto lì. Con le altre. E mi domando come mai non si vedono nè l’amichetta, nè la madre. Mando un sms: “dove siete?“. Nessuna risposta.

L’illuminazione. Ho sbagliato. Ho sbagliato orario! Cazzarola! Non era alle 16.45, ma alle 17.45. E lo sapevo benissimo. Ma non so perchè, mi sono incartata.

Quindi lei fa la sua prova. Io penso: “tanto con o senza l’amichetta, sarà un fallimento“. Cuore di mamma. Non sapevo che la danza fosse una bestia così, che te la fa sotto il naso. Tu pensi che non ce la farà, pensi che almeno questa bega te la sei levata dalle palle, ti resta sempre il nuoto (sempre se ce la fa ad essere ammessa alla piscina, quella che pare diventata un club esclusivissimo da quando hanno chiuso l’altra della zona).

Poi la pipì. Alle 17.30 sale: “mi scappa la pipì“. una furia con le fattezze della mia nana si precipita in bagno. Ma come faceva a sapere dov’era? La fa e io penso “beh, dai, adesso ci prepariamo e attendiamo l’esito negativo“. E invece lei, l’invasata di prima, si precipita ancora di sotto, insieme alla nana di un’altra mamma, anche lei scioccata quanto me. “Manca un quarto d’ora, mica vorremo sprecarlo“, avranno pensato queste nane in tutù.

Fine della prova. Che coincide con l’inizio della prova successiva, quella che avrebbe dovuto essere la nostra ora giusta. E che coincide con l’incontro delle 2. Come se non si vedessero da secoli (era solo mercoledì scorso ai giardini…ma del resto, siamo abituate a simili scene con l’ammmiccca del mare), scavalcano orde di bambine, in tutù o meno, e come nei migliori film d’amore si ode un tonfo. Il loro abbraccio. Accompagnato da vocine stridule “amiccca!“. Non ce la posso fare. Già ritrovarmi in mezzo a queste mamme che credono di tenere per mano la prossima grande etoile è una grande prova…

Morale: quella che io avevo erroneamente scambiato per una bambina senza il minimo senso della musica, senza coordinazione, si è rivelata una vera invasata. E’ scesa con l’altra per fare anche la seconda ora di prova. E di ora vera e propria si è trattato. 2 ore di danza.

Morale della morale: è stata accettata. Mi toccherà fornirla di tutù rosa e scarpette da danza.

Ma, soprattutto, mi toccherà portarla A danza.

Sono nane/nani dalle mille risorse…anche quando non lo si direbbe mai.

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2 pensieri su “La scuola di danza.

  1. CITO LA MIA INSEGNATE ELENA:
    Come la composizione dei fiori nell′Arte giapponese dell’IKEBANA è com-prensione della natura, così conoscere la natura del “fiore” è fondamentale per conoscere la nostra natura-fiore, la nostra natura-bambino, noi stessi.

    L′energia vitale che spinge il bambino ad esprimersi, a conoscere, a comunicare diventa, attraverso una danza senza stereotipi o formalismi, espressione completa di un sé profondo.
    Come si può impedire ad una margherita di aprirsi al mattino?
    Sarebbe sforzo sprecato, inutile; più veloce schiacciarla… Ma un bambino?…
    Attraverso la danza anche il bambino più “chiuso” può “aprirsi”, a se stesso così come agli altri ed acquistare un maggior senso di fiducia. In questo modo può conoscersi ed attraverso questa consapevolezza può conoscere, apprendere con entusiasmo.
    Educazione al suono, all′immagine, al movimento: il corpo “interpreta” e, mediante questa interpretazione approfondisce una conoscenza che altrimenti potrebbe essere solo nozione.

    BRAVA MAMMA VALE, PORTALA A DANZARE….MA ANCHE A NUOTARE E A CORRERE SU UN PRATO VERDE!

    baci

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