J’accuse…

Zola lo fece per altri scopi. Non i miei. E poi io non voglio accusare. Bensì chiarire a chi non ha capito.

Questa è la modalità con cui lo so fare, quindi scusate se occupo uno spazio che è pubblico, ma che diventa per quest’occasione privato.

Vi permetto quindi di sbiriciare. E anche se non capirete, non rammaricatevene.

Non pensare che siamo alle solite. No, non è questo il caso. Io non ci ho pensato, tu forse sì.

Però ho pensato una cosa al riguardo. Non mi assumo responsabilità per quanto succederà. E mi tolgo anche le colpe per il passato. Perchè ci ho pensato e non intendo attribuirmi colpe che derivano da comportamenti inaccettabili, da una parte (e già sono stati chiariti) e da evidenti incompatibilità dall’altra (vale a dire “una volta raggiunto il livello di saturazione mi defilo”). Verificato che siamo ad un livello superiore, certi atteggiamenti che sono insiti nel carattere non se vanno. Ma mentre io ho cercato aiuto, tu hai pensato bene che di aiuto non ne avevi più bisogno perchè avevi già dato, diciamo così. E qui ti sbagli. Ovviamente io sto parlando, quindi il giudizio è il mio. Scrivo perchè è il mio mezzo, e perchè da parte tua mi sembra che si sia eretto un muro. Di intolleranza e non comprensione. Risolvi la faccenda definendola “tristezza”. Che grosso errore. L’errore di non sapere come stanno le cose, perchè non ti sei mai preoccupata di domadare e interessarti a quella parte della mia vita. Io che, invece, mi sono sorbita dei pipponi pazzeschi su questa e su quella e MAI, dico MAI (e non puoi assolutamente dire il contrario) mi sono permessa di criticare. Giudicare ovvero esprimere un parere è un conto. Ma sputare veleno gratuitamente su aspetti fisici, di personalità o altro, IO non l’ho mai fatto. Perchè mi piace ascoltare e cercare di capire le persone. Anche capire se la persona che mi sta davanti in tutti questi anni è cambiata in qualcosa. E ahimè devo ammettere che ben poco è cambiato. Io invece posso con fierezza ammettere il contrario: il dolore trasforma dentro le persone, radicalmente, le aiuta a capire anche che chi hai davanti può restare al tuo fianco, anche se c’è questo o quello che non ti va poi così bene. Non sta scritto da nessuna parte che debba esistere una compatibilità al 100%. Accade veramente poco nella vita, e in quei casi il dono è davvero prezioso. Non è il nostro caso, perchè ora hai tirato fuori una cattiveria e incomprensione inaudite. Scrivi che riaccettare un’amica è una tristezza, “soprattutto dopo essere state demolite”. Non conosci il rapporto, perchè ti sei sempre creduta al di sopra delle parti in questione. Riaccettare vuol dire cambiare idea, quindi essere in grado di discernere il bene dal male, quindi ragionare. Ti ricordo che l’ho sempre fatto anche con te…forse avevi rimosso. E mi sento, anche oggi, anche dopo le cattiverie gratuite di questi giorni, in dovere, per amicizia in primo luogo e per rispetto in secondo luogo, di essere qui, stasera a scriverti questi miei pensieri. Che non vogliono essere, mi ripeto, una saracinesca sbattuta sul muso, ma una porta accostata. Se entri, entraci per sempre in maniera dignitosa. Smettendo di essere la persona egoista che sei. Perchè in primo luogo fai male solo a te stessa. E vivi male. Lo sai anche tu che vivi male, e non pavoneggiarti dietro false persone che ti vogliono far sentire come in realtà non sei. E che tu, in fondo, non sembri stimare particolarmente. Non capisco davvero cosa te ne fai di certe persone sterili nella tua vita. Ma forse sono io che sbaglio e penso che nella vita ci si debba circondare sempre e solo di persone speciali…

Perchè io l’amicizia la vedo così. Anche con urla, sfoghi e pianti, ma la sincerità al primo posto. La generosità, che sappiamo mancarti. E il sacrificio. Perchè mantenere un’amicizia è faticoso. Si fa una fatica bestia. Forse è una delle cose più faticose da conquistare. Tu sai che non l’ho sempre fatto. Sai a chi mi riferisco (o dovresti ricordartene, se sei stata attenta), ma anche in questo caso non ti sei mai preoccupata di approfondirne le motivazioni. Ora, invece, lo sto facendo. Sto facendo fatica anche a scrivere questo. Perchè non so come altro comportarmi. Se mi fossi comportata come la “vecchia io”, avrei cementato quella porta per sempre, questa volta. Ma ho aspettato e ci ho pensato. Nonostante le sferzate che arrivavano.

Se non ti servirà per noi, che ti serva per altri momenti…

E poi penso: “Com’è difficile essere donne…”

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2 pensieri su “J’accuse…

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