….niente accordi, niente assensi, niente pace, questa volta si fa sul serio. (Adolf Hitler – dal primo discorso al Reichstag)

Così è la vita. Quando meno te lo aspetti….sbam! Uno schiaffo. Che brucia, ma che riporta alla realtà. E finalmente vedi. E finalmente realizzi.

Gli eventi sconclusionati, allucinati, di questi giorni hanno portato a galla tante cose. Un pò come la cacca…

E poichè sono egocentrica, ne ho fatto i miei dieci comandamenti. Oh cavolo, se devo essere egocentrica, lo sarò fino in fondo!

Primo. Credevo di poter tenere nella mia vita tutti, ma ciò rappresenta uno sbaglio, in primo luogo; ma anche un’impossibilità dall’altra. In parole povere: non c’è alcuna necessità di doversi circondare di rami secchi, quando questi sono gramigna da cui non potrà mai nascere nulla di buono o di proficuo. Se ne fa a meno e basta. Zac….Meglio clic!

Secondo. Non meravigliarsi se basta un clic per cancellare le persone. Ebbene sì, basta un clic se non è un’amicizia! Diamine! Abbiamo voluto la tecnologia, ci siamo affidati a questo demonio moderno? Allora facciamone l’uso che si deve, che ci ha imposto il demonio, che ci obbliga a seguire come pecoroni. Un clic e via. Non è poi così doloroso.

Terzo. Dalle brutte storie escono perle di saggezze oltre a perle di umanità. Grazie a chi si è fatto gli affari suoi. Grazie a chi ha dimostrato che il pettegolezzo è solo ed unicamente donna. Grazie a chi scrive che “i panni sporchi si lavano in casa propria“, ma poi non lesina nei commenti in tal senso. Sterili e inutili. Mi ripeto: il pettegolezzo è donna, e le donne vivono male. Ma dalle donne si imparano un sacco di cose. Per esempio che l’ottusaggine non ha confini. E che per far prendere una buona piega alla giornata, basta un’illuminazione: non solo che non c’è mai fine al peggio, ma che peggio delle donne viscide esiste solo una cosa, ops, una persona.

Quarto. In momenti di crisi, le amiche vere ci sono, ma senza immolarsi a paladine delle “poverine“. Ci sono in mille maniere, anche tacendo. Ma tu sai che ci sono, ti seguono e aspettano. Oltre alla fatica, in amicizia, premia la pazienza.

Quinto. Non bisogna aver timore delle minacce con cui la cosiddetta “gente” potrebbe giudicare. Io non devo dimostrare nulla a nessuno. Già mille parole sono state spese su questo blog da chi mi conosce. Mi ripeto: mai nessuno farà crollare la certezza, la sicurezza, la determinazione con cui ho fatto e affrontato una bruttura, una scivolata della vita. Volevo salvare l’insalvabile. La “gente“, di cui tanto si preoccupano taluni, sa con chi ha che fare. Sempre.

Sesto. Le persone “adulte” (faccio un complimento, evitando di usare il termine “anziane“) hanno sempre maledettamente ragione. Anche in tempi insospettabili. Hanno un fiuto speciale. O un dono. O sono semplicemente lungimiranti.

Settimo. Ancora sulle donne. Che oltre ad essere pettegole, sono astiose. Sempre. E se non lo sono per motivi loro, si attaccano a quelli altrui per tirare fuori un lato peggiore…ma che dico, il loro lato vero. Quello rancoroso. Che era solo sopito.

Ottavo. Più si spiega, meno la gente capisce. Questa è una legge matematica, o di natura. Ma semplice e lineare. Ed è sempre così. E questa è una lotta contro i mulini a vento…

Nono (in merito all’ottavo). Se fingi di non capire, è tutto più facile. Ed è facile quindi attaccare. Nessuna comprensione, nessun rimedio da porre in atto. Corrisponde quindi alla codardia? Temo di sì, come non ammettere che quando si è detto o fatto o scritto una cosa, l’intento era esattamente quello. Sarebbe stato così semplice… Ma le occasioni, si sa, si sprecano. Solo che poi non ricapitano più.

Decimo. Tra le tante, un’altra cosa positiva c’è. Il mio nuovo look. Perchè una donna affronta le difficoltà o con le spese folli (già dato, grazie), o con un nuovo taglio di capelli. Io non taglierei mai, mi limito a cambiare colore, come se cambiassi pelle. Perchè sono nuova. E se proprio vengo disegnata come una cattiva, poichè cattiva io non sono, almeno che l’aspetto ne dia un’idea.

E con questo, davvero BASTA!!!

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