Welcome to Dublin. St. Stephen’s Green, Trinity College: The Book of Kells and The Long Room; Starbucks. (day 2)

Oggi si fa sul serio.

Il programma della giornata più fitto. Ma nessuno si immaginava certo che sarebbe stato “così” fitto.

Iniziamo soli, io e LUI. Il nostro Virgilio ci raggiungerà più tardi.

Attraversando la strada entriamo nel parco di St. Stephen\’s Green. Che colpa ne abbiamo noi se una delle attrattive di Dublino è casualmente di fronte al nostro fighissimo hotel? Nessuna! Che dire del parco… Già si sa, sono una ragazza di città, ma per quel poco che ne posso capire e apprezzare, mi pare ordinato, pulito, carino, da godere sicuramente con il bel tempo, visti i gazebo per la lettura e quelli per la musica.

Avevo portato poi dall’Italia un pacco da spedire ad un’amica (quella che vive lontano)… Sì, lo so, la domanda sorge spontanea: “ma che ti porti a fare il pacco, in Italia non esistono le poste?”. Chiaro che esistono, ma primo siamo ormai avezzi a portare pacchi in giro per il mondo (vedi quello volato con noi fino a NY che doveva andare in Oregon); e poi, spedire da qui a molto, molto meglio. In termini economici e in quelli di soddisfazione personale. Vuoi mettere l’organizzazione, la disponibilità e la gentilezza di chi lavora qui? Anni luce dall’Italia…

Photo by ViolaBlanca

La tappa successiva ci porta al Trinity College, in particolare a vedere “The Book of Kells”, realizzato nei primi anni del nono secolo, contiene una copia dei quattro Vangeli, riccamente decorata con la tecnica miniata – 2 a rotazione presenti al Trinity, per ovvi motivi di sicurezza –. Sicuramente un’esperienza di cui non si può godere tutti i giorni: le precise spiegazioni della tecnica sorprendono e stupiscono. Lascia a bocca aperta per il tempo impiegato a “creare” un libro (mai verbo fu più adeguato).

Da qui si accede ad una scala che porta alla “Long Room”. La Sala Lunga della Vecchia Biblioteca. Senza parole. O forse qualcosa che si avvicina molto alla “Sindrome di Stendhal”. Libri, antichissimi libri, qualcosa come duecentomila libri, disposti ordinatamente e con estrema cautela in una sala meravigliosa, anzi un vero e proprio corridoio. Soffitto a botte, odore di libri antichi, legno ovunque, libri fino al soffitto suddivisi per lettera in gallerie, enormi e altissime. Qui è contenuta anche la più antica arpa rimasta in Irlanda, risalente probabilmente al XV secolo. Fatta in legno di salice, con corde in ottone.

Insomma, siamo capitati in una delle più antiche sale contenenti i più antichi volumi qui al Trinity. E io che mi emoziono. Davvero. Come non mai. Un senso di vertigine incredibile. L’emozione per i libri… LUI che mi viene incontro e mi sorregge, un pò basito, un po’ divertito, e mi tira fuori questa cosa della Sindrome di Stendhal…

Usciti dal Trinity, mando sms a Virgilio e le dico che siamo pronti per andare avanti con il programma della giornata.

Ma occorre ricaricarsi dopo tanta emozione. E ovviamente ci tuffiamo nel nostro adorato Starbucks di fronte al Trinity e alla Banca di Dublino, ubicata in un imponente palazzo circolare.

E Virgilio arriva…

Photo by ViolaBlanca

Annunci

2 pensieri su “Welcome to Dublin. St. Stephen’s Green, Trinity College: The Book of Kells and The Long Room; Starbucks. (day 2)

  1. Ooooooh Starbucks: dimmi che ti sei fatta un Gingerbread Latte …..sogno ad occhi aperti…(o meglio a papille gustative molti ricettive).

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...