Il mio Speciale sul Giorno della Memoria. 27 gennaio 2010.

…iniziò da Varsavia…
centinaia di migliaia di ebrei, furono rinchiusi in un enorme
recinto di muri e filo spinato, condannati a una morte lenta per fame, malattie e disperazione

Uno scorcio sui numeri della vergogna.
Il calcolo del numero delle sue vittime dipende, tra i vari fattori, dal modo in cui la definizione di “Olocausto” stessa è utilizzata. Il termine è comunemente inteso come “l’assassinio di massa e il tentativo di cancellare l’ebraismo europeo”, il che porterebbe il numero totale delle vittime sotto i 6 milioni ovvero a circa il 78% dei 7,3 milioni di ebrei nell’Europa occupata dell’epoca. La più ampia definizione, che include le categorie risultate “fastidiose” per i nazisti, porta il totale di morti ben oltre i 17 milioni.

Il numero esatto di persone uccise dal regime nazista è ancora soggetto a ulteriori ricerche. Recenti documenti di provenienza britannica e sovietica hanno indicato che il totale potrebbe essere ancora superiore a quanto ritenuto in precedenza. In particolare, si stimano fra i 13 e i 19 milioni di persone uccise e cremate nell’arco di quattro anni.

Chi? Quanti?
Ebrei 5,9 milioni
Prigionieri di guerra sovietici 2–3 milioni
Polacchi non Ebrei 1,8–2 milioni
Dissidenti politici 1-1,5 milioni
Slavi 1-2,5 milioni
Rom e Sinti 220.000-500.000
Disabili e Pentecostali 200.000–250.000
Massoni 80.000–200.000
Omosessuali 5.000–15.000
Testimoni di Geova 2.500–5.000
Totale 12,25 – 17,37 milioni

(fonte Wikipedia)

Tra le nuove pubblicazioni, ti segnaliamo:

 La strada di Levi La strada di Levi
Marco Belpoliti, Davide Ferrario
Chiarelettere
La strada di Levi” è il film-documentario, (accompagnato dal libro “La tregua”, racconto del lungo viaggio che riportò a casa Primo Levi dopo l’esperienza tragica del Lager e nel 1982 lo spinse ad affrontare il ritorno ad Auschwitz), firmato dal regista Davide Ferrario e dallo scrittore Marco Belpoliti, che hanno ripercorso i luoghi del viaggio dell’autore di “Se questo è un uomo”. Il risultato è un road-movie che racconta l’Europa attuale e le sue contraddizioni, tra passato ex-comunista, nuovi nazionalismi, emigrazione, antiche povertà, speranze di un continente alla ricerca della propria difficile identità.
Ci vediamo a casa, subito dopo la guerra Ci vediamo a casa, subito dopo la guerra
Tami Shem-Tov
Piemme

Olanda, 1943. Lieneke è costretta a lasciare la famiglia, ebrea, e cambiare identità per salvarsi dalla persecuzione nazista. Grazie alle lettere del padre, recapitate da membri della resistenza, la bambina sopporterà la tristezza e il distacco. Basato su una storia vera, quella della protagonista, sopravvissuta all’Olocausto e ora settantaseienne.
L’ultima intervista a Giorgio PerlascaL’ultima intervista a Giorgio Perlasca
Dalbert Hallenstein, Carlotta Zavattiero
Chiarelettere

“…perché non potevo sopportare la vista di persone marchiate come degli animali. Perché non potevo sopportare di vedere uccidere dei bambini…non credo di essere stato un eroe…io ho avuto un’occasione o l’ho usata: improvvisamente mi sono ritrovato ad essere un diplomatico, con tante persone che dipendevano da me”. Questa è la straordinaria vicenda di un uomo che, pressoché da solo, nell’inverno del 1944-1945 a Budapest riuscì a salvare dallo sterminio nazista migliaia di ungheresi di religione ebraica, inventandosi un ruolo, quello di Console spagnolo, lui che non era né diplomatico né spagnolo. Lo Schindler italiano che salvò da solo più di 50.000 ebrei.
Il farmacista di AuschwitzIl farmacista di Auschwitz
Dieter Schlesak
Garzanti Libri

Un romanzo storico basato su documenti autentici che ripercorre la Storia del campo di concentramento di Auschwitz attraverso la figura del farmacista del Lager che prima della guerra faceva la stessa professione civile in una città della Transilvania. Nel libro si racconta anche la storia delle vittime, dei sopravvissuti e dei membri dei Sonderkommando. Ne nasce un indimenticabile affresco del male.
La pianista bambinaLa pianista bambina
Greg Dawson
Piemme

Richiamando alla mente tutti i colori di un preludio di Chopin, l’autore ha dipinto un quadro vivido e struggente di sua madre e del suo genio musicale. Una notevole ricreazione degli anni della Seconda Guerra Mondiale, quando i nazisti raggrupparono le famiglie ebree per deportarle in Germania e solo pochi fortunati riuscirono a farla franca.
La storia di una sopravvissuta all’Olocausto, Zhanna Arkashyna, raccontata dal figlio, l’autore Greg Dawson. “Mio padre allora mi diede la sua giacca e mi disse: ‘Non m’importa come, ma vivi’”.
 Perché l'olocausto non fu fermato. Europa a America di fronte all'orrore nazista Perché l’olocausto non fu fermato. Europa a America di fronte all’orrore nazista
Theodore S. Hamerow
Feltrinelli

Il libro documenta per la prima volta in modo sistematico perché l’Occidente lasciò mano libera alla follia omicida nazista. Con una conclusione amara: pur sconfitto, Hitler in un certo senso ha vinto perché è riuscito a spazzare via gli ebrei dall’Europa. Questo libro propone una serie di perché e offre delle risposte documentate dagli atti dell’epoca reperiti dall’autore nel suo sistematico lavoro di ricerca, un libro a futura memoria, per impedire al mondo di dimenticare. E di ripetere.
 Cercando Schindler  Cercando Schindler
Thomas Keneally
Sperling & Kupfer

“Se avessi letto questo libro prima di girare il mio film, l’avrei fatto più lungo di un’ora. Gli devo molto. Il mondo gli deve ancora di più”.
Steven Spielberg
Fuori c'è l'aurora borealeFuori c’è l’aurora boreale
Jan Erik Vold
Salani

Nel 1998, Jan Erik Vold, uno dei più importanti intellettuali norvegesi, raccoglie materiale per una biografia della famosa poetessa Gunvor Hofmo, scomparsa nel 1995. Tra le carte della Hofmo trova un voluminoso plico contenente alcuni diari, lettere, fotografie e disegni. La loro autrice si chiama Ruth Maier, giovane ebrea viennese fuggita in Norvegia dopo l’annessione dell’Austria alla Germania. Leggendoli, Volt si è accorto della loro eccezionalità. “Sulla copertina dell’ultimo quaderno del suo diario, Ruth aveva scritto: non bruciare!”. Fortunatamente questo patrimonio è giunto a noi.
Valeria Merlini – Gennaio 2010
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