Quelli del mercoledì sera…

Il nostro calcio in faccia alle partite! Rispondiamo con una “tranquilla” serata messicana. Dove accontentare tutti i palati.

Decisa da tempo, i partecipanti superstiti sono 9.

Da subito l’euforia ci contagia, l’entusiasmo è alle stelle. Anche quando quella sciura impertinente ed impicciona obbliga una futura mamma a ri-parcheggiare il suo discretissimo veicolo: “Già non ne ha diritto, almeno che la parcheggi come si deve!“. Ma dico io… Io che fomentavo suggerendo un parcheggio selvaggio sulle strisce…

Il delirio avanza. Il culmine lo raggiunge colei che viene chiamata ormai solo per cognome quando dice: “Io ho deciso che il mio compleanno d’ora in poi non sarà più il 28, bensì il 29 settembre!“. Il matematico cerca di sgomitare dandole ragioni su basi scientifiche del perchè la sua sia, fondamentalmente, una cazzata. Proprio lui! Lui a cui la cagliaritana di passaggio domanda: “Ma come hai fatto a fare il secondo figlio?“, quasi inorridita! Secondo figlio? Ma dove l’ha trovato il tempo, lui che sembra lavorare in banca, ma poi si scopre che fa pure il docente universitario (mai chiedergli la tesi se avete un nome e un cognome che non gli vanno a genio!). Lui che ogni tanto si prende una vacanza dalla campagna e dorme in città. Lui che viene riconosciuto non per le sue qualità, ma per il suo ruolo in famiglia: “Ah, ma lei è il papà di…“. Lui che ogni tanto fugge pure nella City. Lui che descrive minuziosamente, nel puro delirio di questa vita frenetica, i compagni di banco che vorrebbe avere…che forse, in fondo in fondo, davvero ha. Lui che emana un proclama degno di un re: “Molti di noi hanno nella classe del corso il proprio clone!“. Meglio lasciare nella beata ignoranza quello che dovrebbe essere il suo di clone!

Colei che viene chiamata ormai solo per cognome incalza la dose descrivendoci minuziosamente la sua mise notturna, i suoi gesti quotidiani e l’amore sfrenato per il Fuma. Si scoprirà solo alla fine che è dotata di un fidanzato (a part-time-verticale). L’amore non guarda in faccia niente e nessuno. La passione men che meno.

Ma è impossibile seguire i discorsi, che si intrecciano… La surfista mi appella come “il dito più veloce dell web“: mando mail precedendo le sue già belle e confezionate. Ma quando c’è feeling, c’è feeling! Il regista-attore, terminato di carburare con la sua scodella di texas-chili (a base di fagioli!), si rianima ed eccolo infervorato a spintonare la sua vicina (io), quasi in piedi sul tavolo per il diritto alla pubblicazione, il diritto alla musica, il diritto alla parola (beh, più o meno…). La nostra scrittrice dispensa consigli e buone parole, ma poi si scopre che quasi non osa farsi promuovere da chi la pubblica. Masantiddio, dico io, ribellati, agisci, fatti sentire!!! Intanto noi aderiamo al tuo gruppo. L’Autrice, invece, deve tenere a bada la creatura che scalcia in grembo per farsi sentire: ma cos’avrà mai da dire quest’ennesimo maschio?

Purtroppo le parole si perdono, le voci si accavallano.

Poi, sul finire della serata, il domandone: “Tu che segui il corso di scrittura creativa di Raul lo fai perchè vuoi scrivere un libro o per?“. Varie le risposte, alcune esilaranti.

a) “mah, io vorrei imparare a scrivere meglio, poi quello che viene viene…

b) “NO!” (e qui abbiamo apprezzato la semplicità, la stringatezza e la totale incomprensione della risposta)

c) “io ho già il mio libro, sono o non sono un’Autrice in cerca di editore? un’amica comune mi aveva parlato deil corso di Raul e ho deciso di frequentarlo, perchè non si smette mai di imparare. Poi lui è un grande

d) “io ho sempre scritto in maniera diversa, per un “settore” diverso. Il corso di Raul vorrei che mi insegnasse quello che non so. Poi avevo una promessa da mantenere

e) “io volevo avere una scusa per uscire la sera!”

f) “io ho pubblicato poesie e sono nella stessa situazione di altri: vorrei imparare uno stile che conosco poco” (rimane però impressa nella mia memoria la risposta che diede all’inizio del corso A, durante la sua presentazione: “cerco un modo per lavorare il meno possibile!“, grande!)

g) “ecco, io non mi sono iscritta con l’intenzione un giorno di scrivere un libro, non ritengo nemmeno di esserne capace o di averne la costanza. Mi sono iscritta perchè ho scoperto, da poco, molto poco, che amo scrivere” (mai dirò il vero motivo! Che non è comunque davvero quello di voler scrivere un libro!)

h) “io mi annoio terribilmente…

Come dicevo, un delirio.

Grandi assenti: tutti gli altri. Visibilmente a malincuore il Fuma…

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