La gomma americana, altrimenti detta “cicca”.

Ieri pomeriggio io e la nana dal dottore. Meglio, io a fare una visita specialistica (in realtà un vezzo, con l’ennesima conferma che ogni medico ha da dire la sua), lei che volente o nolente deve venire con me.

Sala d’aspetto gremita. Dispenser d’acqua di quelli con il boccione capovolto. Dopo essersi trangugiata per la strada la sua bottiglietta di tè deteinato, eccola attaccata a servirsi l’acqua: “Smettila di bere come un’oca padovana” le dico io.

Lei che mimando, a gesti e suoni, un poveraccio assetato nel deserto sotto un sole cocente: “Ma mamma, io ho seteeeeee“.

Vogliamo evitare di passare per una madre che le impedisce di bere, di fronte a dei perfetti estranei, no? E bevi. Bicchierini su bicchierini. Io che devo finire ogni goccia per evitare che si spanteghi acqua dappertutto. Lei felice.

Entriamo, dopo un tempo che mi è parso un’eternità (in realtà una manciata di minuti) nello studio dello specialista. Dove eviterò di raccontare nel dettaglio tutto il casino che ha fatto questa nana.

Ma questo non posso evitare di annotarlo. Per i posteri. Per far capire quanto siano furbi (o subdoli) questi mostri nanettosi.

Dal momento che la poverina si annoiava (con tutto quello che aveva a disposizione da fare, ma è sempre così, no?), frugando nella mia borsa si era tranquillamente presa anche una cicca.

Quella stessa cicca che prima di uscire dallo studio ho trovato spiaccicata sul preziosissimo parquet del dottorone. E che, facendo di tutto per non farmi vedere da lui, ho grattato via con l’unghia, in ginocchio.

E quando ho chiesto alla nana perchè, perchè l’aveva messa lì, lei, tranquilla e serafica, mi ha risposto: “Ma io ho cercato il cestino, ma non l’ho trovato!“. Con tanto di mani spalancate e alzata di spalle. Senza dimenticare gli occhioni da cerbiatta. Innocente lei…

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2 pensieri su “La gomma americana, altrimenti detta “cicca”.

  1. Me l’immagino!!!
    Beh qualcuno in famiglia (non io, tengo a sottolineare) mentre studiava appiccicava le cicche sotto la scrivania (con sommo gaudio dell SuperTata che si è accorta di ciò dopo mesi che accadeva)…
    baci

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