Il mio speciale su Lourdes.

« Beato chi trova in te la sua forza
e decide nel suo cuore il santo viaggio
».

(Salmo 84)

L’occasione per parlarne è la recentissima uscita di un film: Lourdes, presentato in Concorso alla 66ma Mostra del Cinema di Venezia (2009). Da qui si sono susseguite trasmissioni, articoli dei media e un’attenzione particolare alla letteratura. Senza tralasciare il settore turistico. Già perché il turismo religioso, non è solo preghiera, ma un moderno trend alla ricerca di se stessi, della fede e di tanto relax. Una tendenza in aumento. Certo, la fede resta lo scopo principale e i pellegrinaggi a Lourdes e Loreto ne sono testimonianza. Ma è un mix di spiritualità e piacere. E in più a costi contenuti. Un elemento da non sottovalutare.

I luoghi di culto
Attualmente ogni Stato cattolico è legato ad un particolare pellegrinaggio: per l’Italia, Roma, Assisi, Loreto, San Giovanni Rotondo; per la Spagna,  Santiago de Compostela; per la Polonia, Częstochowa; per il Portogallo, Fatima; per la Francia, Lourdes; per il Messico, Guadalupe.Al di fuori dei paesi cattolici i pellegrinaggi principali sono quelli di Gerusalemme in Terra Santa e  Medjugorie in Bosnia-Herzegovina.

Il pellegrino moderno
Il turismo religioso e il pellegrinaggio rappresentano due fenomeni distinti. Per tracciare il profilo del viaggiatore che sceglie un luogo sacro come meta, bisogna prima di tutto considerare questa differenza.
Il turista religioso è, per esempio, l’islamico che va a Fatima o il cattolico che fa un viaggio a La Mecca. Il pellegrino, invece, sceglie solo itinerari che appartengono alla propria confessione religiosa e si affida prevalentemente a circuiti, come per esempio le parrocchie, che esulano da quelli classici. Devoto o laico che sia, comunque, oggi il turista in visita ai luoghi di culto è una persona che si muove per motivi culturali o semplice curiosità, desiderosa di conoscere altre culture e impegnata in una ricerca spirituale che va al di là del sacro e assume una dimensione più intimistica.
E sbaglia chi pensa che a partecipare a questi viaggi siano soltanto i soliti anziani che ogni giorno si danno appuntamento in chiesa per recitare il Rosario: le coppie giovani e le famiglie, infatti, rappresentano una fetta sempre più consistente di questo mercato.
Parole che trovano conferma nei risultati della ricerca Istur:
il 20,46% dei viaggiatori ha più di 40 anni ma meno di 50
il 18,24% riguarda la fascia d’età tra i 30 e i 40 anni
il 12,59% ha un’età compresa tra i 20 e i 30 anni
il 19,52% ha un’età compresa tra i 50 e i 60 anni
solo il 17,2% ha tra i 60 e i 70
l’esiguo 7,8% comprende gli ultrasettantenni.

È difficile crederci…ma anche non crederci. Un ateo illustre
Quando Émile Zola visita Lourdes, durante l’agosto del 1892, e riempie di appunti un quaderno di viaggio con l’intenzione di dedicare tutto un romanzo alla città dei miracoli cresciuta nei Pirenei, la “spiegazione filosofica” del libro a venire risulta già chiara nell’animo suo: “Non sono credente, non credo ai miracoli, ma credo al bisogno del miracolo per l’uomo. (…). Se le visioni di una ragazzina nervosa hanno fatto sbocciare una città dal suolo, hanno fatto piovere i milioni, hanno condotto qui popoli interi, è perché rispondevano all’immenso bisogno di meraviglioso che ci divora, alla necessità che abbiamo di essere ingannati e consolati“.

Il soggiorno dello scrittore a Lourdes corrisponde alla fase istruttoria del futuro giudizio di condanna. Esplorando il borgo pirenaico in lungo e in largo, raccogliendo dati statistici sull’afflusso dei pellegrini, discutendo con i sacerdoti e con i medici, assistendo alle processioni del Santissimo Sacramento, penetrando nella Grotta della Vergine, Zola produce il palinsesto documentario sul quale costruirà poi quel romanzo che a sua volta varrà a sostenere la polemica laica contro le guarigioni di Lourdes. Da qui l’interesse, e il fascino del testo, pubblicato ora per la prima volta in italiano, Viaggio a Lourdes. Ben più che uno sporadico carnet de voyage: un meticoloso dossier a carico della più fortunata tra le moderne industrie del miracolo. Perché Zola restava un ateo, deciso a scrutinare il miracolo attraverso le lenti della ragione.
Valeria Merlini
Marzo 2010
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