Marrakech Express. Nulla di meglio del Riad “Le Clos des Arts”.

Credits: ViolaBlanca

Le aspettative non sono state deluse. Le recensioni di TripAdvisor non smentiscono. Mai. Ormai il nostro guru nella scelta degli alloggi.

Ma prima una piccola postilla sull’aeroporto di Marrakech – Menara. Se pensate di arrivare e trovare una struttura sgarruppata, beh, abbandonate questo pensiero o voi che vi atterrate. La struttura è imponente, ampia e luminosa, pulita e ordinata. Dove nulla sembra lasciato al caso.

Peccato solo che al nostro arrivo siano atterrati 6, dico 6, voli in contemporanea. Ciò ha significato più di un’ora di coda al controllo passaporti (e ho ancora il mio sassolino nella scarpa a proposito della foto di nana sul passaporto… Ancora da verificare).

All’uscita il nostro autista mandato dal Riad ad attenderci. Finalmente siamo arrivati! Il fido Aziz non si fa mancare nulla: la cosa meravigliosa che ci ha colpito è il suo bicchierino di caffé preso nel parcheggio e messo in macchina per soddisfare il desiderio di caffeina, in qualunque momento…

In poco più di un quarto d’ora, solo ed esclusivamente per motivi di traffico, dalla città nuova in cui è situato l’aeroporto eccoci attraversare le mura della Medina ed entrare nella storia della Città Rossa. Banchetti di frutti colorati, carretti trainati da ciuchini, carrozze per turisti, biciclette, donne velate dalla testa ai piedi e non, uomini in giacche a vento e uomini in camicia…ognuno ha il suo personale indice di calore…

Aziz ci lascia nell’ultima piazza raggiungibile in macchina, a pochissimi passi dal Riad Le Clos des Arts. Dove ci viene incontro Massimo, il proprietario. Il Riad è a cinque minuti a piedi da tutto, nel cuore della Medina.

E qui, la magia. La sensazione di entrare in un altro mondo. Fuori il vociare delle persone, dei mercanti, delle moto e delle biciclette a cui Allah indica la via (cioè se tu ti trovi sulla loro rotta non è un problema che li tocca). Entrando al Riad ti lasci tutto alle spalle.

Musica bassissima in sottofondo. Mosaici, colori, fontana, petali di rose, alcove, cuscini, tendaggi e luce. Tutto insieme ad abbagliarci.

Credits: ViolaBlanca

Massimo ci accompagna nella nostra suite, la Nacre, chiusa da una tenda. Per la prima volta nel nostro girovagare non esistono chiavi. La cosa ci stupisce, ci affascina, ci predispone molto bene. Un letto a baldacchino per noi e un letto a baldacchino da principessa per nana. Tappeti, scrigni come tavolini, sedie in pelle, manichini come opere d’arte, soffitti affrescati nella stanza grande. Una porta a doppia anta conduce al guardaroba: mai ripiani degli armadi mi hanno fatta sentire così sicura su dove sistemare i vestiti. Tutto nuovo e pulito. Un mobile aperto di fronte al doppio armadio e un piccolo frigoriferino messomi a disposizione per le solite medicine. Da qui si accede al bagno. Che poi chiamarlo bagno è riduttivo. Lavandino dorato incastrato in un piano a mosaico e specchio marocchino d’ordinanza. Tutti gli accessori e le rubinetterie in metallo dorato martellato. Da lasciarci gli occhi e il cuore. In questa prima sala il lavandino e il gabinetto. Nella seconda una doccia che ti ci perdi. Mosaici anche qui. Insomma, un sogno.

Credits: ViolaBlanca
Credits; ViolaBlanca
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Nel Riad ci sono 4 suites e 3 camere, ma guai a chiamarle standard. La nostra è al piano terreno, nel cortile interno. Una scala laterale porta al primo piano dove ci sono il resto degli alloggi, tutti affacciati sul cortile interno. Ancora un piccolo sforzo e con le scale si arriva al tetto. Questo Riad è uno dei pochi con piscina superiore (così sempre al caldo), 6 lettini e, meraviglia delle meraviglie, su ogni lettino oltre al telo, un pareo e un cappello di paglia per proteggersi dal sole. Ma che posto è mai questo? Anche tavoli e ombrelloni per la colazione, quando la temperatura mattutina lo consente (ricordo che l’escursione termica tra quando c’è il sole e quando tramonta è importante).

Credits: ViolaBlanca
Credits: ViolaBlanca

Ciò che rende a nostro avviso unico il Riad sono senz’altro i proprietari. Massimo e sua moglie Giorgina. L’amore li ha fatti incontrare in Tanzania, la dichiarazione è stata meglio che da manuale: in mezzo alle dune del deserto. Lei ha detto sì. E la continua voglia di scoperta e di movimento, di comunicazione e di sperimentazione di Massimo e di Giorgina li hanno portati qui a Marrakech. A realizzare uno dei tanti sogni che ormai come re Mida dove Massimo tocca riesce a creare: acquistare il Riad da un’artista francese, rimetterlo a nuovo grazie all’aiuto di volenterosi amici che hanno trascorso l’estate a Marrakech e aprirlo al pubblico. Che con pareri unanimi lo hanno decretato uno dei migliori di Marrakech.

Giorgina e Massimo non si negano mai agli ospiti. Non sono albergatori. Sono un uomo e una donna che hanno aperto la loro casa per farne una dimora d’accoglienza. Ti dedicano del tempo. Perchè qui la fretta non esiste. I particolari sono importanti. Le descrizioni su dove andare, cosa fare e cosa vedere sono minuziose. E non si limitano a farlo all’arrivo: appena ne hanno la possibilità ti accolgono alla porta chiedendoti come è andata la tua giornata. E lo fanno con vero interesse. Perchè nelle loro intenzioni capisci che vogliono sì farti stare bene, ma anche conoscere davvero le persone che hanno di fronte. Mai trattamento fu più eccellente.

E se sei fortunato e riesci a prenotare per tempo puoi anche cenare nel Riad. I piatti sono quelli della tradizione marocchina, ma rivisitati e arricchiti di particolari. Per esempio, la prima sera abbiamo potuto gustare, come cena di Pasqua:

insalate marocchine e risotto al salmone e porri; tajine di rana pescatrice (eccezionale) accompagnata da cous-cous; millefoglie con panna e fragole fresche. Ahimé il vino, come le birre, bisogna scordarsele: occorre una licenza apposita e il Riad che viene scoperto a servirne essendo sprovvisto di tale documento viene chiuso all’istante. Meglio quindi per un gioiellino del genere non correre rischi.

Credits: ViolaBlanca

Insomma, spero proprio di tornarci a gennaio 2011 con amici al seguito… Per far sì che anche gli altri portino questa magia nel cuore.

Seguite Giorgina e Massimo anche su Facebook: Riad le Clos des Arts, Marrakech Medina.

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