La mia intervista a Ben Pastor per “Le Vergini di Pietra”

Torna Elio Spaziano, il soldato, storico e agente speciale per conto di Roma, creato dalla penna geniale di Ben Pastor, in un giallo intrigante, “Le Vergini di Pietra”. In questa nuova avventura, Elio deve scoprire chi sia veramente la figura che minaccia la stabilità dei confini dell’Impero: Ter Vishap, il Signore dei Draghi, oppure il generale romano Curzio, scomparso in battaglia e creduto morto? Per farlo Elio dovrà lasciarsi alle spalle la civiltà e valicare le terribili Vergini di Pietra, i picchi che vegliano sul passo, per inoltrarsi in una landa favolosa, culla di miti come le Amazzoni, il Vello d’Oro, Re Mida; teatro di imponenti fenomeni naturali e infestata da esseri fin troppo concreti, fra i quali la passionale donna-ragno. Abbiamo incontrato l’autrice per toglierci delle piccole curiosità.

Perché ha scelto di dedicarsi al giallo storico?
Per una questione di affinità. La storia antica, specialmente studiata attraverso l’archeologia, richiede tecniche di indagine non molto diverse dalla detection di tipo poliziesco. Durante campagne di scavo, più di una volta mi sono imbattuta in resti umani, tracce di antiche violenze e indizi misteriosi, di cui è stato necessario cercare di ricostruire il contesto. Quanto ai miei gialli storici più contemporanei, apprezzo la possibilità di innestare narrativamente i crimini individuali sulle grandi vicende umane spesso segnate da crimini collettivi: guerre, invasioni, dittature, la fine degli imperi…

Chi è il suo lettore, secondo lei: l’amante del romanzo storico o del giallo?
Mah, spero che chi ha la bontà di leggermi lo faccia sia perché si riconosce nel continuum travolgente della storia, di cui siamo tutti partecipi se non protagonisti, sia perché trova intrigante il gioco di pazienza dell’intreccio giallo, un puzzle che – unico fra i generi letterari – è dato ai lettori di risolvere. In questo senso, il giallo è un genere fortemente interattivo! Naturalmente, c’è anche chi cerca stile, voce, tecnica in ciò che legge: mi auguro di non deludere neanche questo tipo di lettore.

Quanto risulta difficile delineare un personaggio che non appartiene alla nostra quotidianità?
In un modo o nell’altro, arretrando dalla Seconda Guerra Mondiale di Martin Bora fino al IV secolo dopo Cristo di Elio Sparziano, i miei personaggi si muovono tutti in tempi precedenti al nostro. Costruire un personaggio antico richiede particolare cura: chi visse prima della psicologia spicciola, dell’individualismo, della tecnologia dilagante, vedeva se stesso e gli altri in modo diverso dal presente. Tuttavia, fatta salva la precisione storica, si scopre anche che la quotidianità degli affetti, dei timori, delle speranze, è rimasta singolarmente invariata.

Chi è Ben Pastor?
Definirsi presenta tutti i rischi del dipingere un autoritratto: si rischia di idealizzarsi o di scadere dal realismo al grottesco. Diciamo che sono una persona che vive da molto tempo in una situazione di confine culturale, linguistico, geografico, e che perciò partecipa alla vita in modo diverso da chi è ancorato ad una specifica realtà. D’altra parte sono Pesci con ascendente Gemelli, segni irrequieti e ambivalenti, perfetti per chi ha la doppia cittadinanza (nel mio caso italiana e statunitense), e può esprimere il proprio pensiero politico per ben due volte: un grande privilegio.

I suoi romanzi hanno ricevuto premi letterari ed elogi dalla stampa internazionale. Come si spiega il forte interesse che la storia di Roma suscita nei lettori, anche stranieri?
Per decenni i romanzi ambientati nell’antica Roma sono stati appannaggio quasi esclusivo della letteratura anglofona, come del resto molta eccellente ricerca storica, specie riguardo al Tardo Antico. Fortunatamente da qualche tempo a questa parte, grazie a film come Il gladiatore, a serie televisive come Roma, e anche all’attento contributo di seri gruppi di rievocazione storica, il pubblico italiano ha cominciato ad interessarsi di questo suo complesso e affascinante passato. Ho sempre sostenuto che l’impero romano ha molti punti in comune, nel bene e nel male, con il sistema politico americano, e che il suo fascino resta vivo anche per questa sottile analogia: dopotutto, tanto per fare un esempio, Barack Obama, come Elio Sparziano, è un outsider la cui ascesa deve molto ad una società multietnica, mobile, meritocratica ed esposta di frequente a mille pericoli, sia interni che esterni, talvolta cercati, talvolta subìti, quale è, indubbiamente, la società statunitense del giorno d’oggi.

L’autrice
Ben Pastor (all’anagrafe italiana Maria Verbena Volpi, all’anagrafe statunitense Verbena Volpi Pastor) è nata a Roma, ed è laureata in Lettere con indirizzo archeologico. Ventenne, si è trasferita negli USA, dove ha intrapreso la carriera universitaria. È autrice di numerosi romanzi, pubblicati con successo in USA e in Europa. Le Vergini di Pietra è il terzo volume della serie con protagonista Elio Sparziano, dopo Il ladro d’acqua e La voce del fuoco. Vive e lavora in Italia.
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Un pensiero su “La mia intervista a Ben Pastor per “Le Vergini di Pietra”

  1. Tra la trama di Apocalypse Now del regista Coppola e The stone Virgins vi è molto di più di una somglianza. Credo che con onestà intellettuale la scrittrice abbia battezzato il generale Curzio per assonanza a Kurtz.

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