Letto per voi: “Accabadora” di Michela Murgia, vincitrice del Campiello 2010.

Acabar‘, in spagnolo, significa finire. E in sardo ‘accabadora‘ è colei che finisce. Accabadora, con il quale la sarda Michela Murgia, è stata designata vincitrice della XLVIII edizione del premio Campiello, racconta la vita di Maria, bambina, che abita in casa dell’anziana sarta Bonaria Urrai, Tzia Bonaria. Vivono come madre e figlia, ma la loro intesa ha il valore speciale delle cose che si sono scelte. La vecchia sarta ha visto Maria rubacchiare in un negozio, e siccome nessuno la guardava ha pensato di prenderla con sé, perché “le colpe, come le persone, iniziano a esistere se qualcuno se ne accorge“. E adesso avrà molto da insegnare a quella bambina cocciuta e sola: come cucire le asole, come armarsi per le guerre che l’aspettano, come imparare l’umiltà di accogliere sia la vita sia a morte. D’altra parte “non c’è nessun vivo che arrivi al suo giorno senza aver avuto padri e madri a ogni angolo di strada“.
Se dapprima Maria è spaventata dalle uscite notturne della vecchia vestita di nero, capirà infine che la sua è una pazienza quasi millenaria delle cose della vita e della morte. Fino al giorno in cui la frattura che si apre fra di loro sarà così grande da costringere Maria ad abbandonare la sua terra e la sua vita. Ma il forte legame materno fra loro guiderà Maria al suo naturale destino.
Accabadora di Michela Murgia, diventerà un film. La conferma dell’inizio riprese in primavera è stata data dalla stessa Murgia e dal produttore Francesco Tagliabue.

La curiosità. La accabadora nella storia e nella tradizione della Sardegna. La Accabadora è una figura chiave della tradizione sarda: era la donna che accompagnava gli ultimi istanti dei moribondi, dando loro il colpo finale ed evitandogli una lunga sofferenza. Una vera e propria eutanasia ante litteram. Si è molto discusso sull’effettiva esistenza della Accabadora e sulla presunta mitologia riguardante la sua stessa figura, ma è oggi possibile affermare che la Accabadora esistette davvero e fu una figura centrale della società sarda.

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Un pensiero su “Letto per voi: “Accabadora” di Michela Murgia, vincitrice del Campiello 2010.

  1. Gran bel libro!

    A Maggio, al salone del Libro di Torino, tra i tanti incontri con gli autori ho scelto di andare ad ascoltare il Prof. Beccaria che anni addietro amavo tanto seguire in televisione per il suo Italiano forbito.
    Con lui c’erano altri autori importanti e poi Michela Murgia, a me purtroppo sconosciuta. Quando toccò a lei commentare il libro “ospite” (non il suo) fu di un’ironia disarmante e molto diverte. Mi piacque subito, a pelle.
    Un motivo in più per essere felice del premio poi raggiunto con Accabadora.
    Scrittura profonda.
    Una storia lontana ma allo stesso tempo piena di verità.

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