Letto per voi: “Interno argentino” di Alberto Ongaro

Nell’Interno argentino di Alberto Ongaro, il protagonista, Nico, ha lasciato Buenos Aires anni prima, con l’alibi delle persecuzioni politiche. Nella realtà fuggiva da Sidney, la donna che aveva smesso di amare. Tornato nell’appartamento di calle Eduardo Costa dopo che vi è morto l’ultimo inquilino, Nico ricostruisce ciò che è accaduto dal giorno della sua partenza: ha però solo indizi, qualche intuizione, un collage di supposizioni che non possono che essere la vera storia dei fatti susseguitisi dal momento in cui lui ha lasciato l’Argentina per l’Italia.
Per esempio Sidney che si rifugia nelle stanze del loro amore dove viene trovata dal primo inquilino, un pittore che ha affittato l’appartamento senza sapere delle incursioni abusive di lei, e che resta affascinato da quel sentimento assoluto per un uomo che se n’è andato. Ne resta affascinato anche lo psichiatra che incontra Sidney e che per inseguire l’ombra di quel grande amore (non suo) affitta proprio quello stesso appartamento. Lo psichiatra non riuscirà tuttavia a salvare questa donna che si strugge: certi amori sono vitali e se li perdi puoi solo morire. Ma Nico davvero aveva smesso di amarla? Si può semplicemente smettere di amare qualcuno? In fondo, dall’Italia, Nico continuava a scriverle. Ma lei aveva visto il sentimento sbiadirsi negli occhi di lui. Ma perché è tornato in quell’appartamento, e perché – in un finale che sorprende e rende il libro ancor più indimenticabile – Nico sceglie di pagare la colpa di averla abbandonata? A 85 anni, Alberto Ongaro è lucido detective nel mistero dei sentimenti.

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