Uazzamericanbois. La cena di Natale (day 1, part 4)

Per il nostro arrivo il pranzo di Natale è stato trasformato in cena. Quindi, dopo le chiacchiere in cucina, bicchieri di vino, birre a go-go, foto, risate, eccoci a tavola.

Dinky non si è certo limitata: prime rib roast (arrosto di beef) e spiral ham (ham al forno), accompagnati da purè di patate e crema di cavolfiore (stupenda!), con stuzzichini vari (fagottini di verdure, brie impanato e fritto accompagnato da marmellata di lingonberry, salumi vari con sottaceti).

Purtroppo siamo a pezzi, la stanchezza ormai ci si è aggrappata ovunque, LUI è anche febbricitante, quindi facciamo poco onore alla tavola. Anche quando arriva il dolce. Ben 3 torte tutte preparate con amore dalle sante manine della padrona di casa: sacher, figgy pudding, chocolate pecan pie. Padrona di casa che in tutto questo, non dimentichiamolo, ha metà sangue italiano che scorre nelle sue vene, come in quelle dei fratelli, poiché il padre era italiano. Quindi sa come mangiare, come cucinare e sa che mangiare a tavola insieme è un piacere, non solo per il palato.

Cosa che gli americani, gli altri, non conoscono. Infatti, una parte degli ospiti resta comodamente spetasciato sul divano di fronte alla tv, mentre noi ci accomodiamo a tavola. Anna mi spiega, di fronte al mio basimento, che per gli americani, per gli altri americani, è normale. Non per loro, considerato abbastanza inconcepibile. Il fatto è che in genere, mi dice, gli amici arrivano a casa tua verso le 4 del pomeriggio e iniziano a bere e a spiluccare, così all’ora di cena è normale saltare dopo aver gozzovigliato per tutto il pomeriggio. Sarà… Ma è una strana sensazione quella di cenare con gente che si fa gli affari suoi nella stessa stanza…

La nostra conversazione si sposta ovviamente sul come, sul perché, sul quando e sul dove. Il clima è davvero caloroso e accogliente.

Dinky oltre a non essersi risparmiata con la cucina, non lesina nemmeno sull’apparenza della tavola. Piatti meravigliosi, mi dice collezionati in anni e anni di giri tra i negozietti che svendevano vecchi servizi. Un ramo di pino tagliato dal loro albero di Natale addobba la tavola insieme a candele. La sala è poi corredata dall’albero e da una fondamentale stufa che scalda il piano terreno della casa.

Già il piano terreno…

Noi invece dormiamo di sopra, dove ci sono 3 stanze, di cui una da letto. Il gelo qui la fa da padrone. Una porta alla base delle scale resta sempre chiusa. Salendo i primi gradini il gelo ti si attacca addosso. Non esistono i caloriferi. Chi mi conosce sa che io odio il freddo, lo aborro, lo temo, ma ora non lo posso proprio evitare. Fa così freddo come io non ricordo di avere mai patito. Non oso nemmeno immaginare il momento in cui dovrò spogliarmi per entrare in quel letto.

Ma è giunto il momento. E opto per la soluzione migliore: calzamaglia e doppia maglietta. Sexy da morire, macchisenefrega!!! Crolliamo….

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