Uazzamericanbois. Prigioniera in Oregon… (day 4)

Great truth – Photo by ViolaBlanca

…per colpa del malato… Immaginario???

Oggi i miei sogni si infrangono (dopo un giorno mi passa tutto però). LUI si alza malato, tanto malato. In più il meteo verso San Francisco è pessimo: stato d’allerta per tempesta. E per arrivarci, da qui, ci sono solo 2 possibilità: o la high 5, che ci fa però attraversare 5 passi (difficoltosi, pericolosi, se non impossibili, visto il tempo), oppure seguire la costa sulla 101, con l’inconveniente di allungare di molto una strada già di per sé lunga.

Quindi, si resta qui. Mi arrendo. Anche se oggi ho un po’ di nervo.

La Dinky ha quindi pietà di me e mi porta fuori. Oggi si fa un’uscita solo donne, LUI resta in casa. Noi girls, io, Dinky e dirty Diana, usciamo.

Devo raccontare una cosa che mi ha molto colpita. La Diana ieri sera ha dormito qui da noi, sul divano. Ecco, a quarant’anni suonati (quasi eh?), il fatto che le amiche facciano ancora questa cosa mi piace un casino. Da noi è impossibile. Primo perché tutte abbiamo una famiglia con figli da accudire. Secondo perché è una cosa più da adolescenti che con l’età si perde. Quindi mi piace scendere la mattina e trovare la Diana che dorme appallottolata sul divano e averla poi con noi già a colazione. Tutto questo perché il suo Joe lavorava, lei non era di turno, quindi se la poteva godere.

Altra particolarità della Diana è che pesca. Sarebbe il mito per mio fratello (lo è infatti poi diventata quando gliel’ho scritto!). Mio fratello, quel fratello che è cacciatore e ora pure pescatore. Quindi sapendo che venivo in Oregon mi ha dato 2 fogli di excel colmi di marche, modelli, items, colori, descrizioni e note varie (tra cui il prezzo medio in Italia). Perché abitualmente ordina da internet negli States, ma il salasso arriva dalle spese di shipping. Ecco quindi che non si tiene ed ecco il motivo della lista kilometrica.

Chi meglio della Diana può aiutarmi?

Prima meta della giornata è Bi-Mart, un po’ il fai da te americano. Ad aiutarci l’amichetto-venditore-conoscente della Diana, David. E io sono a cavallo. Buttando l’occhio tra le canne da pesca (non certo per interesse, solo per noia) vedo che sono in vendita anche le canne da pesca per bambini, tra cui quella della Barbie, delle principesse e di Rapunzel. Ah l’America, un vero paradiso della cazzata!

Ora ho fame. E voglio proprio gustarmi un vero burger americano.

Il posto migliore secondo le americane che mi fanno da guida è, guarda caso, il GameTime, ma solo perché oggi in cucina c’è qualcuno di molto valido. Quindi eccomi ad ordinare il mio primo Bacon Burger uazzamericanbois!

E il pane con cui me lo portano non è certo quello che ti propongono in Italia. Buono, divino. Devo farcirlo a piacere con pomodoro, cipolla rossa, lattuga e cetriolo. Opto per il solo pomodoro e cipolla rossa.

E addento. E godo…

Sono nuovamente sotto le luci della ribalta. Questa volta, oltre a Dinky e Diana, si è aggregata anche Shit-Muffin (non chiedete perché, non chiedete il vero nome, lo ignoro). Mi fissano incredule perché il vero burger va goduto, ci si deve sporcare quando lo si mangia. E osservano che io me lo sto godendo. Ma resto linda. Quindi il fatto è solo uno: non sanno mangiare!

Dopo questa goduria estrema facciamo un salto da Fred Meyer giusto per vedere se ci sono altre esche. Niente.

Quindi si va a Lebanon alla libreria Borders, dove la Dinky deve ritirare un libro (The Art of Racing in the Rain) e dove c’è una fantastica caffetteria in cui ti siedi e mentre sorseggi coffee (what else?) sfogli libri e scegli gli acquisti. Io compro un bellissimo libro sugli skylines americani a 4,99$, super offerta.

This is pizza??? – Photo by ViolaBlanca
What’s this??? – Photo by ViolaBlanca

È ora di rientrare, per recuperare LUI e ritornare a Corvallis. Stasera mi portano a mangiare la pizza (oh my God!) e dobbiamo incontrarci con Anna per conoscere i suoi 3 figli. La meta è Woodstock Pizza. E la pizza è ugly che più ugly non si può!

Meno male che la compagnia è ottima.

Da qui ci trasferiamo a casa di Anna. E resto affascinata da questi 3 bambini: dolci, tenerissimi e bravissimi (almeno ora con noi). Affettuosi, così affettuosi che quando ce ne andiamo ci abbracciano tutti e ci danno il bacio della buonanotte.

Nessun bambino italiano che conosco si comporta così. Come mai? Solo cultura e abitudini differenti? Andiamo a casa con questo dilemma…

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