Uazzamericanbois. On the road. Sulla route 20 verso l’Oceano… Pacifico of course! Newport, Devils punchbowl, Depoe Bay (whale watching), Lincoln city. (day 6)

Oggi è giorno di gita. Ben due giorni di gita. LUI si è ripreso, ha pietà di me e quindi mi porta a pascolare. Sull’Oceano Pacifico per giunta!

La partenza da Albany avviene con uno splendido sole. Quindi si prospettano ottime fotografie.

Baci e abbracci con la Dinky, see you tomorrow, se non viene prima lei oggi al mare con la Diana e Phoebe (il retriever).

albany-newport

La strada verso Newport è bellissima. Si passa da Corvallis e poi si prende la route 20, immersa nel bosco, con attraversamenti anche su tratti nevosi. Splendido, conifere altissime, cassette della posta che sbucano all’improvviso dal nulla a bordo strada e che fanno intuire che da qualche parte nel bosco ci sia una casa. Questo è il bosco più bosco che abbia mai visto. Nemmeno la mia amica che vive nel bosco in Italia se lo sogna un posto così. Ma sempre mi domando come si possa vivere qui, se devi comprare il latte che fai? Dove vai? Non oso pensarci… È un eremitaggio, in parole povere…

Alla fine della route il bosco si apre su una strada in discesa che lascia intravedere laggiù in fondo dell’acqua. Il mare. L’Oceano.

Amazing Pacific Ocean – Photo by ViolaBlanca

L’esperienza più meravigliosa, vabbé che pignoli, una delle più meravigliose della mia vita. Una sola parola: infinito! Da togliere il fiato. Da non volersene più andare. Da pensare all’estate qui su questa che è una vera beach. Perché il Mediterraneo è calmo e talvolta ristretto (vedi il mar ligure), così ristretto che limita persino la mente (ahimé di molti ormai…) e le vedute. Qui non puoi non vedere il tutto di questo mondo, di queste onde, della sua spiaggia lunghissima e larghissima. Ma poi, da italiana, ti fermi un attimo e ti dici, che in fondo, qui il bagno non lo faresti di certo: sporca (poche storie, è sporca, non inquinata, ma sporca), ondosa (a meno che non si sia amanti del surf, windsurf e tutti i surf del mondo) e fredda. Vuoi mettere le placide acque di Formentera? Comunque sia, è da togliere il fiato.

Newport è una cittadina sull’Oceano con le classiche casette che si affacciano sulla beach, con la sua marina raccolta e il suo ponte incredibile. Newport è molto americana. Da non confondersi con la Newport che sta in California. Quella è la Newport Beach di O.C.

Già perché, se non lo avevate notato, negli USA moltissime città hanno gli stessi nomi. Perché? Perché quando sono state colonizzate le terre, chi se ne impossessava dava spesso il nome da cui proveniva e capitava quindi che gente proveniente dallo medesimo stato, città o regione europea appioppasse lo stesso nome alla sua nuova terra (per esempio Albany, dall’Albania). Ecco.

Detto questo prima di fermarci a Newport LUI mi dice: “Ora posso dirti il vero motivo per cui siamo qui!”. Oh mamma! Che paura, che spavento! “In questa zona, ma in particolare dove stiamo andando ora, ci sono gli avvistamenti delle balene, il whale watching”. Oh mamma! Quindi seguiamo la strada che da Newport conduce sulla costa verso Depoe Bay.

newport-devils punchbowl
Devils punchbowl – Photo by ViolaBlanca

Non prima però di aver fatto una sosta a Devils punchbowl, consigliatoci dalla Dinky. Qui il mare entra in un’enorme roccia scavata e quando è estremamente mosso gli spruzzi arrivano fino alla strada. Non oggi. Per me è agitato, ma evidentemente non dev’essere nulla in confronto alla sua reale potenza.

newport-depoe bay

Proseguiamo quindi verso Depoe Bay, zona in cui l’avvistamento delle balene è maggiore. E, guarda caso, la settimana dal 26 dicembre è quella in cui il passaggio è maggiore: si parla di una migrazione di 80.000 balene che dall’Alaska scendono in Baja Califonia per figliare. Secondo voi quante ne abbiamo viste? Zero! Ovvio, sebbene la gente sia posizionata sulla costa con tanto di binocolo, ci viene spiegato dal centro specializzato (il whale watching center) che le balene passano all’orizzonte.

http://www.whalespoken.org (logo)

Sapete a che distanza è l’orizzonte da riva? Molto, molto lontano. Nemmeno una balena è visibile ad occhio nudo. Il centro di avvistamento mette a disposizione binocoli e schermi che ingrandiscono l’orizzonte, ma in mezz’ora non c’è stato nulla da fare. Il giorno prima gli avvistamenti sono stati 27, quella mattina, fino al nostro arrivo, 15. L’allegato qui sotto aiuterà ad avere un’idea dei numeri di avvistamenti…

avvistamenti balene dal 26 dicembre 2010 al 1° gennaio 2011
http://www.whalespoken.org (page 1)
http://www.whalespoken.org (page 2)

Peccato. L’unica soluzione per poterle davvero vedere bene è l’uscita in barca, ma le condizioni meteo invernali non so se consentano le uscite. Al contrario, in primavera quando avviene il passaggio inverso, cioè il ritorno verso l’Alaska, tutto risulterebbe più facile. Il problema è che mentre in inverno la migrazione è concentrata in un periodo breve, in primavera-estate tutto è più dilatato. Quindi anche la possibilità di vederle con una certa frequenza.

Mi rifarò con i sea-lions, dai.

http://www.newportchowderbowl.com

Ora si va a pranzo e torniamo a Newport. Ci fermiamo al Chowder Bowl at Nye beach. Ci scofaniamo, io in verità, il Seafood Platter: Fried Fish, Shrimp, Oysters, Calamari, Clam Strips, Tiny Pacific Shrimp. served with golden fries, garlic bread and a cup of chowder. “You’ve never seen a platter so full“. Ecco, questa la descrizione del piatto. Ma nella sostanza nulla di che. La chowder (zuppa fatta con la carne contenuta nelle chele del granchio) è ottima, ma le ostriche fritte per una cultrice come me sono abominevoli. Non si può!!! E mai nessuno, dico mai nessuno, riuscirà a convincermi del contrario. Vorrei solo far notare che al tavolo vicino c’era una simpatica famigliola, il cui figliolo (eufemismo), mentre mangiava il suo bell’hamburger non perdeva occasione di pulirsi la bocca. Oh gioia, che personcina pulita… Peccato che lo facesse sulla manica della camicia a scacchi! Inguardabile! Solo dopo mie insistenti occhiatacce il padre si è alzato per prendergli dei tovaglioli…

http://www.oregonoyster.com

Mentre LUI spiluccava a causa di uno scarso appetito dilagante, leggiucchiava il da farsi e il da vedersi. E non mi trova mica la Oregon Oyster Farm, il paradiso per me? Si trova sulla Yaquina Bay, quindi dopo la marina di Newport.

yaquina bay jetties – Credits: alex1derr on flickr.com

Il paesaggio è molto bello. L’Oceano entra in Newport attraverso due jetties (moli) che convogliano le acque in una grande, enorme baia, la Yaquina Bay appunto. Grandi ville con molo privato si affacciano sulla baia, case disseminate qua e là, poche costruzioni. Fino ad arrivare alla farm. All’esterno cumuli, ma davvero cumuli di gusci d ostriche accolgono sognatori come me. L’interno è microscopico. Un negozio per la vendita e una vetrata che separa la zona di pulizia, lavaggio e apertura delle ostriche. Perché qui le vendono sia in guscio, che sgusciate (per quei folli che le mangiano fritte!). Oggi i lavoratori che potrebbero mostrarci come fanno il loro lavoro hanno la giornata libera. Decidiamo quindi di tornare domani mattina.

Oregon Oyster Farm – Photo by ViolaBlanca

Però che posto…

Yaquina Bay Bridge – Photo by ViolaBlanca
Yaquina Bay Bridge – Credits: http://www.allposters.it

Da qui facciamo un giro sul ponte che unisce la baia da un punto all’altro: lo Yaquina Bay Bridge, costruito nel 1936. Molto scenografico anche questo. Soprattutto con il sole al tramonto.

newport-lincoln city

Ora via verso Lincoln city, al nostro albergo.

The Starfish Manor Oceanfront Hotel (room 3) – Photo by ViolaBlanca

Quello scelto da LUI (sempre su tripadvisor) scopriamo essere al completo, ma la fortuna tanto per cambiare è dalla nostra: finiamo allo Starfish Manor Oceanfront Hotel, al primo posto tra quelli votati. Un sogno! Ci accoglie un tepore fantastico e una jacuzzi posizionata di fronte alle vetrate con vista sull’oceano. Per il dolce riposo un king size bed degno di tale nome.

Sogni d’oro, kisskiss…

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