Uazzamericanbois. New year’s day. Nostalgia, nostalgia canaglia… (day 8)

Oggi mi sveglio sversa. Ma sversa vera.

Dopo che mi sono docciata, mi vesto, ma mi rimetto a letto.

E ci sto fino alle 13,30, tra un dormiveglia e l’altro.

Mi manca la mia bambina. Mi manca casa…

Ma non posso farci nulla. Mancano solo due giorni alla partenza. L’averla sentita l’ultima volta un po’ triste (solo perché, forse per la prima volta in vita sua la nonna l’aveva sgridata) mi ha fatto male. La mia bambina…

Forse un caffé è quel che ci vuole.

Mentre LUI e Sergio sono fuori (al gelo vero oggi!) a sparare (sì, il tiro al bersaglio sull’albero), io scendo e mi bevo la prima tazza. Strana questa giornata. Il primo dell’anno iniziato così non va affatto bene. Ecchepalle!

Them… – Photo by ViolaBlanca

Dopo gli spari è la volta del giro sul quad. Dinky e Thomas ne hanno due nel box e LUI non resiste. Inforcati gli occhialini a maschera e il caschetto eccoli partire, con un casino infernale, in direzione del cimitero che sta nella strada qui vicino. Nel frattempo, anche io e la Dinky ci avviamo a piedi.

Sì, mi piacciono i cimiteri. A maggior ragione ne voglio vedere uno americano. Non avranno storia, ma sono comunque curiosa. E resterò colpita.

Oggi fa davvero freddo. C’è il sole, ma l’aria è gelida. Sulla strada verso il cimitero vediamo venirci incontro i due quad. Man mano che si avvicinano mi rendo conto che Sergio ha la sua abituale tenuta: felpa e calzoncini al ginocchio. Sono sconvolta, ma come diavolo fa? Il suo poi non è un caso isolato: sono in molti ad usare i calzoncini, ad andare in giro in ciabatte (sì, proprio in ciabatte, senza calze e al gelo!), senza giacca. Noi siamo anche in questo l’eccezione: bardati fin nelle mutande, impensabile non mettersi la giacca. Figuriamoci il resto. Siamo proprio due mondi diversi.

Ah, ve l’ho già detto che quelli (che sono poi più donne, ne ho viste ben 2 in momenti diversi) che vanno al market in pigiama ci sono davvero? La Dinky ha ammesso che una volta ci è andata pure lei (era mattina presto, stava cucinando e le mancava un ingrediente…). Vestirsi? Giammai, infilarsi le scarpe e via andare! Molto più sbrigativo. Ecchissenefrega se i pantaloni indossati sono a fiorellini e farfalline…

Santiam Central Cemetery – Photo by ViolaBlanca
Cemetery hours – Photo by ViolaBlanca

Arrivate al cimitero osservo subito due cose.

La prima è che attaccato al cancelletto di ingresso c’è una grossa fattoria. Abitata, naturalmente. Signori e signore, ecco a voi il custode del cimitero.

La seconda sono le dimensioni e la tipologia di questo cimitero. Piccolo, molto piccolo e avevo temporaneamente rimosso che non esistono, in molti di questi, vialetti di accesso, insomma dei camminamenti veri e propri. Solo lapidi, niente di trascendentale, erba e erba. Mi fa un certo effetto non sapere bene dove camminare. E non sono di sicuro la persona più devota e professante di questo mondo, ma non posso fare a meno di provare rispetto per i cimiteri e per coloro che qui riposano. Almeno ci provano.

Tombstone – Photo by ViolaBlanca
Tombstone – Photo by ViolaBlanca

E poi ecco le lapidi… Del secolo scorso. E sono affascinata. La Dinky mi dice che una tra le tante cose che fanno lei e la Diana c’è quella di usare il carboncino per ricopiare con il ricalco le lapidi. E in questo non lo hanno ancora mai fatto. Forse non si rendeva conto nemmeno lei che ci fosse “un po’ di storia” qui dentro.

Coastal – Photo by ViolaBlanca

Rientrate a casa prendiamo la macchina e mi porta, finalmente, da Coastal. Null’altro che la casa del vero cowboy! Ci dovevamo venire sin dal primo giorno, ma poi, tra una cosa e l’altra… Un luogo che davvero non capita spesso di vedere. Figuriamoci di comprarci!

Devo assolutamente avere un paio di jeans da rodeo e un paio di stivali da cowboy/cowgirl che dir si voglia. Sembro impazzita.

Ma poi rinsavisco. Perché il modello di jeans da rodeo che avevo in mente io era un po’ diverso. Già, da grande frequentatrice di rodei (???) avevo in mente una roba più o meno simile ai pantaloni a zampa con magari dei luccichini (ecco, magari come quelli del musical Mamma Mia!). Invece mi ritrovo davanti dei normalissimi pantaloni, per giunta della Wrangler. Ci manca solo che compro un altro paio di jeans, poi della Wrangler! Io che già mi vedevo con qualcosa di assolutamente particolare ed eccentrico. Resto abbacchiata.

Allora mi butto sugli stivali. Ah, qui me ne frego. La Dinky che mi monta: “non li avrà nessuno a Milano!”. Poi li vedo. Tutti. E capisco. Ettecredo che non li avrà nessuno: sono terribili! Abbandonate ogni velleità stivalesca e pensate invece ad un paio di scarpe antinfortunistiche. Fatto? Bene, ci siete. Qui il cowboy, che poi non è altro che un red-neck (ricordate?) non ha mica tempo da perdere in smancierie e fashionerie. No, qui si lavora. Quindi ci si deve proteggere. E voi che pensavate alla punta “a punta”, al tacchetto quello lì, al cuoio e alla suola di cuoio. Non ci siamo, qui la suola è di gomma, un carrarmato (insomma, se piove sempre…), la punta è arrotondata e “rinforzata”, capito? Rinforzata! Non ci siamo.

Vediamo gli stivaletti per la nana? Ci proviamo? Dai.

E qui, folgorazione, sublime visione. Come resistere di fronte ad un paio di adorabili Durango rosa??? Non posso.

Durango Kid’s Pink Rhinestone Western Boot

Ma poiché il magazzino offre tanto cerco di scovare qualcosa. Il cappello da cowgirl? Altro giro. Una cintura? Molto cowgirl, ma niente misura. Mi accontento di una maglietta con due pistole incrociate, una robetta così…

Coastal – Photo by ViolaBlanca
Coastal – Photo by ViolaBlanca
Lazi (Coastal) – Photo by ViolaBlanca

E poi posso gustarmi la parte riservata e dedicata ai cavalli: selle (e che selle…), ferri, guanti, lacci, sottopancia, redini, morsi, frustini, staffe, e lazi. Io che avevo sempre pensato al lazo come ad una corda normale, molle diciamo, mi sono dovuta ricredere. Il lazo è un’insieme di fibre rigide (ecco perché entra nella testa del cavallo con tanta facilità…tzé!).

Poi, andando verso le casse, un “sano” quanto “strano” oltre che “schifoso” alimento per cani: pig ears. Sì, letto bene: orecchie di maiale. No comment.

Pig ears (Coastal) – Photo by ViolaBlanca
Pig ears (Coastal) – Photo by ViolaBlanca

Via a casa, stasera Thomas ci cucina la t-bone al BBQ. E, sebbene lui continui a chiamare la mia “shoe sole”, è stata la carne più buona della mia vita. Forse. Molto probabilmente. Quasi sicuramente. Thanks Thomas, my shoe sole was perfect!

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5 pensieri su “Uazzamericanbois. New year’s day. Nostalgia, nostalgia canaglia… (day 8)

  1. Tessoro, un po’ di storia…la Wrangler nasce proprio come jeans per “cowboy” a metà degli anni 40.
    E’ stata la prima a produrre jeans senza rivetto nelle tasche , quindi molto pratici e comodi per andare a cavallo.
    (non ti si impiantano i rivetti nelle chiappe insomma…)
    E’ un brand da rispettare insomma perchè ha una sua storia.
    MMMh che pessante io essere ja. ti bacio tutta.

      • Ieri lo stand della Wrangler al Bread and Butter di Berlino afefa sua dignità ja.
        macari non comprarli …ma cuartali con altri occhi …
        Ti bacio nuovamente mia unica VB.
        Adoro i tuoi “racconti”.

  2. Ho appena finito di leggere un libro di racconti di Stephen King e il tuo post mi ha fatto entrare nel FAVOLOSO MONDO DEI PAZZI AMERICANI. Io sono freddoloso da morire e non credo che potrei mai, con le temperature che descrivi, uscire a piedi nudi e con i pantaloncini al ginocchio…ma siamo matti? Comprare al market in pigiama? Un pò troppo. Semmai con un abbigliamanto casalingo e informale nel piccolo negozio sotto casa…ma proprio in pigiama…no, grazie. I cimiteri americani sono molto diversi dai nostri. Vero. Ma poi hai comprato gli stivali rosa? Semmai vai al market con quelli…sai le occhiate di invidia! Grazie per il pezzo d’America che c’hai regalato. Ti ho perdonato…tranquilla…ma più scherzi del genere (Minchia Award!) ok? 🙂

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