Uazzamericanbois. A Portland. Le sorprese non finiscono mai… Nemmeno all’ultimo giorno. (day 9)

Oggi è il giorno in cui ci trasferiamo a Portland da Sergio. Per stare con lui, per far sì che ci mostri la sua adorata Portland, per avvicinarci all’idea della partenza (e all’aeroporto).

Poiché, come potete ben sospettare, la quantità di shopping fatta è fuori da ogni umana possibilità, abbiamo assolutamente bisogno di un’altra valigia. Eccoci quindi accompagnati dalla Dinky di nuovo alla Metro americana, quindi Costco. Ed ecco un altro vero affare: un borsone dalle mille zip, dalle mille tasche e dalle mille aperture, con tanto di rotelle, a 36,00$. Borsa grande, prezzo piccolo!

Via a casa a fare quindi i bagagli. Mettiamo a posto la nostra camera, ex-ghiacciaia, via le lenzuola, via gli asciugamani, e arriva il momento dei saluti. Che con la Dinky si risolveranno domani quando verrà a Portland (lei nella città che detesta, solo per noi…), quindi baci e abbracci al Thomas, che si alza giusto per aiutarci a caricare la jeep. E poi il momento dei saluti con il mio Zeus… lui che capisce che a breve ci sarà il distacco, io che gli accarezzo le zampone e gli bacio la testa, lui che mi guarda con lo sguardo che solo i cani sanno avere, io che è meglio che levi le tende. Ecco!

albany-beaverton

Via, verso Portland.

Il navigatore che ci ha lasciato la Dinky ci porta tranquillamente da Sergio, a Beaverton. Che abita in un condominio chiamato Willow Grove, in un appartamento molto carino. Con giardino di fronte ai suoi finestroni e vista sulla piscina (quindi sulle ragazze in bikini durante l’estate!).

http://www.apartmentsearch.com

Mollati i bagagli usciamo subito per non perdere tempo. E poiché LUI non ne ha abbastanza dello shopping da A&F, scendiamo in downtown.

Them… – Photo by ViolaBlanca

La strada che percorriamo è bellissima, perché sale su una montagna da Beavorton e scende direttamente a Portland. Oggi il cielo è di un blu incredibile e fa freddissimo. E Sergio come è vestito? Al solito, con la sua tenuta da fuori-ufficio: felpa, calzoncini e sneakers. Mi sorprendo ogni volta.

Mount Hood…far, far away – Photo by ViolaBlanca

Lungo la strada attraversiamo un prato immenso che scopro essere un cimitero. Cerco di scattare delle foto, ma dalla macchina… nemmeno le foto scattate per immortalare il monte Hood che si erge lontanissimo dinanzi a noi riescono granché…

Arriving in Portland – Photo by ViolaBlanca
PGE Park – Photo by ViolaBlanca

E poi la strada scende e si apre su Portland. Sul suo grattacielo più alto che è il luogo di lavoro di Sergio (dove fa, ricordo, il programmatore). Il giro che ci fa fare ci porta fino a downtown, passando per lo stadio del PGE Park che viene rimesso a lucido per ospitare le partite dei Portland Timbers, la squadra di soccer della città. Molto popolare, molto sentiti.

Parking – Photo by ViolaBlanca

Ma ora è il momento di parcheggiare. Ci fermiamo quindi ad un parking in downtown, dietro ad Abercrombie, poiché LUI è in crisi di astinenza e non può assolutamente partire senza aver fatto degli ultimi acquisti. LUI è peggio di me.

E una volta parcheggiato facciamo il giro dell’isolato che ci porta nella zona dello shopping. Resto folgorata. Portland è una New York in miniatura. Cosa che probabilmente accade per moltissime città degli States, ma rendetevi conto, noi arriviamo dalla campagna (Albany) e dall’oceano (Pacifico). Qui è tutta un’altra storia. Palazzi alti, grattacieli, curati, isolati, insomma cemento. Una Park Avenue persino qui.

Park Avenue… In Portland – Photo by ViolaBlanca

E poi ancora scale antincendio, sole che incendia di rosso i palazzi (per restare in tema con le scale), e lo Starbucks da città. Tutto perfetto.

Burning sun – Photo by ViolaBlanca

E poi i negozi. Quei negozi. Ed eccolo: A&F, a cui scatto la solita foto di routine e, al solito, mi viene detto che non si può. Peccato, già scattata. Dopo che LUI l’ha praticamente svaligiato almeno una foto è dovuta, perdinci!

A&F – Photo by ViolaBlanca

Di nuovo sulla strada, ragazzi che suonano con ogni mezzo a loro disposizione. Il tram con la scritta Oregon sulla fiancata. E i taxi gialli. Che sogno…

In downtown – Photo by ViolaBlanca
In downtown – Photo by ViolaBlanca

Da qui ci dirigiamo sull’Willamette River, con i suoi ponti che si alzano per il passaggio delle navi. Al tramonto è tutto molto suggestivo.

Willamette River – Photo by ViolaBlanca

Lo sapevate che Portland è la città delle rose? L’evento più famoso della città infatti è il Portland Rose Festival, che dura da fine maggio a giugno inoltrato. Il festival, che ha una lunga tradizione, celebra Portland “la Città delle Rose”. Durante l’evento vengono organizzati concerti, spettacoli musicali e la Grand Floral Parade, che attraversa tutta la città con i suoi bellissimi carri fioriti.

Dopo un breve giretto a piedi (breve perché Sergio ammette di avere freddo e gli scappa pipì), ritorniamo in macchina e ci dirigiamo ora verso il pearl district, zona di locali e localini, tra cui la brewery in cui ci vuole portare.

Ma prima altra annotazione sull’abbigliamento. Anche qui avvistate 2 femmine con maniche corte (CORTE!) a spasso per downtown. E una l’ho notata per il sacchetto rosa molto glam che aveva con sé… il sacchetto di Juicy Couture, che mi sono persa, mannaggia!).

Deschutes Brewery – Photo by ViolaBlanca
Beer – Photo by ViolaBlanca

La brewery in questione si chiama Deschutes Brewery. Con la zona di produzione separata dalla vetrata e poi tanti tavoli per poter gustare le tipologie offerte. Sergio assaggia una birra a diversi “invecchiamenti”, mentre io, dopo aver provato la loro classica, ma averla trovata un po’ amarognola, mi butto su una speciale fatta con le scorze di arancia. Ma che di arancia non sapeva assolutamente, per fortuna aggiungerei. Non ci siamo certi fatti mancare un accompagnamento solido (quello che praticamente ci ha rovinato la cena): le Thai Wings Of Fire, null’altro che quello che chiamano ali di pollo. Che poi altro non sono che coscettine di pollo. Super!

Altro lo sapevate che. Vale a dire che un’altra manifestazione da non perdere è l’Oregon Brewers Festival, che ha luogo a luglio. Le 72 migliori birre artigianali del paese si incontrano. Per poterle provare tutte.

Ritorniamo ora in downtown per andare a cena. Sergio si è fato aiutare dagli amici per scegliere la migliore steakhouse della città. Che pare essere la Ringside Steakhouse. Peccato solo che non avessimo davvero più fame. Ce ne torniamo quindi verso Beaverton con le nostre 3 doggy-bags. Ho già in mente di preparare una cena sontuosa per il gatto di casa.

Ma prima di andare a nanna dobbiamo passare in un market dove Sergio deve ritirare la sua dose settimanale di bagels. Così ho l’occasione di curiosare anche qui…

A casa Sergio mi dice che ha acceso il riscaldamento dalle 8 della mattina, just for me! E io apprezzo così tanto che mi faccio pure accendere la coperta elettrica che scalda i piedini. Questa sì che si chiama calore!

Buonanotte. Domani si parte.

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