Welcome to Miami, Bienvenido a Miami. 31 dec 2012 (part 2)

L’arrivo.

Si perde troppo tempo: dogana e ritiro della macchina, dove tutti sembrano preferire la compagnia Alamo (ovvio, quando è il tuo turno il personale ti accoglie con una calorosa stretta di mano chiedendoti come stai e se il tuo viaggio è andato bene…). Io in fila al suo posto, Lui che cerca di fare il ritiro automatico, i due ragazzi italiani davanti a me con cui inizio a chiacchierare, quei tipi che sembrano non voler perdere occasione per sentirsi dire “che bello che vivi qui…”.

Poi tocca finalmente a noi.

Ed eccoci in auto. Diretti al nostro hotel, scelta saggia del nostro Lui che ci porta al Coconut Grove. Con tappa obbligata in un market sulla strada per rifocillarci di acqua (poi me lo spiegate perché la gasata costa così tanto?) e snack (leggasi patatine e popcorn che qualche genio rovescia all’istante nella macchina linda e pulita).

Photo by ViolaBlanca
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E finalmente la stanza d’albergo, il Mayfair Hotel & Spa. La nostra suite: non grande, gigante. Perfetta per accogliere la nostra famiglia allargata!

Photo by ViolaBlanca
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Qui sono le 19 passate, in Italia tutto quello che doveva succedere è successo. Buon Anno e buon botto. Noi siamo al punto di partenza. Ma non reggiamo certo l’arrivo, figuriamoci il podio.

Una doccia veloce per capire chi siamo e dove siamo e poi giù in strada. La certezza di avere un Victoria’s Secret (la cui qualità peggiora anno dopo anno) praticamente attaccato, una nail spa di fronte, il parrucchiere dietro l’angolo (urge portare la nana a sistemare quella cosa che si porta in testa) e cerchiamo un posto dove rifocillarci. Che poi, a volerla dire tutta, è proprio vero quello che mi ha detto in aereo la hostess: “ahahah, in aereo si mangia sempre…”. Ma ci comportiamo come se non fosse accaduto. E il radar, il suo radar, ci porta in un luogo meraviglioso: il Johnny Rockets, il pianeta anni ’50 dell’hamburger. Un ambiente incredibilmente retrò, con tanto di arredo e soundtrack anni ’50.

Photo by ViolaBlanca
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L’hamburger, inutile dirlo, eccezionale. Noi qui, con birre, coca light e le loro fanta, ci facciamo gli auguri.

Buon Anno cari membri della nostra famiglia allargata, meno male che ci siamo.

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