Nelle pagine di… ‘Butcher’s Crossing’ di John Edward Williams (Fazi)

Dopo la grande risonanza di critica e pubblico di Stoner, definito «il romanzo perfetto» dal New York Times, John Williams ci regala un’ulteriore prova di forza narrativa.
Rito iniziatico, memoriale della fine di un’epoca, Butcher’s Crossing è una riflessione sul rapporto tra l’essere umano e la natura, il racconto di una rivoluzione personale e collettiva che si produce sullo sfondo di un paesaggio quasi mistico.

Butcher's Crossing «Bastava un solo sguardo, o quasi per contemplare tutta Butchers’ Crossing. Un gruppo di sei baracche di legno era tagliato in due da una stradina sterrata e poco oltre, su entrambi i lati, c’erano alcune tende sparse». Ecco lo sperduto villaggio del Kansas dove, in una torrida giornata del 1873, giunge William Andrews, ventenne bostoniano affamato di terre selvagge. L’America sta cambiando, la ferrovia in breve scalzerà la tensione verso l’ignoto che aveva permeato il continente, lasciando solo il mito della frontiera. Eppure, il giorno in cui Will sente sotto i piedi la sua terra promessa, esiste ancora la caccia al bisonte, un’esperienza portentosa, cruenta, archetipica.
E’ questo che Will vuole: dimenticare le strade trafficate ed eleganti di Boston e integrarsi nella natura. Ma in questi luoghi lontani dalla costa orientale gli uomini sono stremati dall’attesa di un riscatto mai ottenuto. La caccia, l’atroce massacro di cui Will si rende complice, diventa un viaggio drammaticamente diverso da ciò che il ragazzo si aspettava, da quel che immaginava di scoprire su se stesso e sul suo paese.

Pubblicato nel 1960, Butcher’s Crossing è considerato tra i romanzi cardine sul Far West, una storia che abbatte il sogno della frontiera americana e che si pone prima di Cormac McCarthy, indicando la strada a quest’ultimo grande maestro.

John Edward Williams è nato nel 1922 in una famiglia di modeste condizioni economiche del Texas, si iscrisse all’Università di Denver solo dopo la fine della seconda guerra mondiale, durante la quale fu di stanza in India e in Birmania dal 1942 al 1945. Rimase a Denver per tutta la vita dove insegnò letteratura inglese presso l’Università del  Missouri e dove morì nel 1994. Poeta e narratore, è autore di Stoner (Fazi, 2012), romanzo pubblicato nel 1965 e dimenticato per decenni. Di Butchers’s Crossing sono stati acquisiti i diritti cinematografici.

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