Nelle pagine di… ‘Evelina e le fate’ di Simona Baldelli (Giunti)

Finalista al Premio Calvino 2012

TORNARE AL PASSATO PER DARE SENSO AL PRESENTE. UN RACCONTO CHE ANNODA I FILI DELLA GRANDE STORIA A QUELLI MAGICI E COLORATI DELLA VITA DI UNA BAMBINA E DEL SUO MONDO FANTASTICO, IN UN PICCOLO PAESE DELLA CAMPAGNA ITALIANA.

Evelina e le fateIl libro è ambientato nella provincia marchigiana, in una casa contadina, durante l’ultimo anno della seconda guerra mondiale. Ci sono i tedeschi e i repubblichini in ritirata, ci sono i partigiani, gli sfollati, una bambina ebrea che viene nascosta in una botola, e c’è una lingua imbastardita dal dialetto di quelle zone. Due cose possiede questo romanzo che lo rendono potente, magico a tratti: lo sguardo di Evelina, la protagonista di cinque anni, che filma tutto ciò che accade – orrore compreso – con una sorta di candore e sgomento propri di certi bambini; e le due fate, la Nera e la Scepa, uscite così precisamente dalla cultura popolare dell’autrice da diventare personaggi veri e propri, personaggi credibili, di cui il lettore, come Evelina, non può fare a meno.

La narrazione si apre con una scena memorabile, l’arrivo degli sfollati: a Evelina che ha cinque anni, pare che dalla neve stiano uscendo le anime dei morti.

La bambina è abituata a una vita dura nella campagna delle Marche dove vive con la sua famiglia, ma nel suo modo di vedere la violenza della realtà è sempre accompagnata dalla magia.

Evelina e i suoi fratelli sono cresciuti con la guida e la protezione di due fate, quasi due membri della famiglia: la Nera, dai tratti cupi, e la Scèpa, la fata allegra, colorata, con una veste a fiori, che ride sempre.

Nei dintorni del casolare girano i partigiani: il loro capo, il Toscano, ottiene dal padre di Evelina, che con loro simpatizza, del cibo. Evelina e i suoi fratelli Piero e Carla trovano il cadavere di un tedesco ammazzato dai partigiani: la Nera li fa scappare in tempo, e li spinge a nascondersi, pochi attimi prima dell’arrivo dei tedeschi.

In un succedersi incalzante di vicende e colpi di scena, sulle colline attraversate dalla linea gotica alle spalle di Pesaro, in attesa dell’arrivo degli Alleati trascorre l’ultimo anno della seconda guerra mondiale filtrato dallo sguardo magico e speciale dell’infanzia, e travolge tutta la famiglia di Evelina, padre e madre molto malata, i fratelli, e il segreto di una bambina ebrea nascosta sotto una botola dentro la stalla.

Realtà e magia si mescolano e si intrecciano, facendo rivivere il mondo contadino e insieme quello delle fiabe, l’intrico complesso della guerra civile e di quella mondiale, anche attraverso uno stile asciutto che l’autrice sa controllare e arricchire con l’inserimento di elementi dialettali che, se da una parte rendono il racconto più reale, dall’altra sono quasi parole magiche, parole amuleti, filastrocche, che aprono la porta al sogno o alla profezia. E alla comprensione possibile di quello che accade.

L'autrice Simona Baldelli - Credits: Giunti editore
L’autrice Simona Baldelli – Credits: Giunti editore
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