Nelle pagine di… ‘Wonder’ di R. J. Palacio (Giunti)

screenhunter-235-may-21-12-05-7Y88TGVFQuesta è la storia di August Pullman, 10 anni, una famiglia meravigliosa, un cane che adora, e alcuni amici che fanno parte della sua vita da sempre. August è Auggie per tutti e ha la Sindrome Treacher-Collins e quindi una tremenda deformazione facciale.

Mi chiamo August, per inciso. Non mi dilungo a descrivere il mio aspetto. Tanto, qualunque cosa stiate pensando, probabilmente è molto peggio”.

Questo è il resoconto straordinario del suo primo anno di scuola, dopo tanti anni passati a studiare a casa. Come sarà accettato dai compagni e dagli insegnanti? Qualcuno gli siederà vicino in mensa verrà evitato da tutti? Avranno il coraggio e la voglia di guardarlo dritto negli occhi o sapranno solo scrutarlo di nascosto?

Wonder è la storia di un percorso e di una grande trasformazione, resa possibile soprattutto dal coraggio di tutti i protagonisti del libro.

Tanti sono gli aspetti che fanno di Wonder un libro “speciale”: l’impatto rivoluzionario della gentilezza, l’importanza della famiglia come rete di sostegno, la centralità della scuola come luogo di confronto e di crescita, il potere dell’amicizia per combattere il bullismo e rafforzare la propria identità.

La storia di August è raccontata da lui ma anche da tutte quelle persone che fanno parte della sua vita e che dalla sua vita sono “investiti”. Auggie sa di essere diverso ma la sua diversità gli pesa nell’esatta misura in cui pesa agli altri. Perché in fondo sa di essere wonder, al di là della faccia che ha e di quello che vedono gli altri.

WonderDAL LIBRO:

So di non essere un normale ragazzino di dieci anni. Sì, insomma, faccio cose normali, naturalmente. Mangio il gelato. Vado in bicicletta. Gioco a palla. Ho l’XBox. E cose come queste fanno di me una persona normale. Suppongo. E io mi sento normale. Voglio dire dentro. Ma so anche che i ragazzini normali non fanno scappare via gli altri ragazzini normali fra urla e strepiti ai giardini. E so che la gente non li fissa a bocca aperta ovunque vadano. Se trovassi una lampada magica e potessi esprimere un desiderio, vorrei avere una faccia così normale da passare inosservato. Vorrei camminare per strada senza che la gente, subito dopo avermi visto, si volti dall’altra parte. E sono arrivato a questa conclusione: l’unica ragione per cui non sono normale è perché nessuno mi considera normale.

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