Uozzamericanbois. We’re back! (day 1, part 2, 26 dicembre 2013)

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Photo by Violablanca

Poi arrivi ad Albany e hai degli scorci conosciuti: il rivenditore di macchine (dove vedevo sempre l’Hummer), il posto delle colazioni, quello del fast food, il negozio dove comprare tutta l’attrezzatura per essere una vera cowgirl al grande incontro, Hope radio e il suo antennone, le case dove inizio a dire “ecco, è qui, ci siamo”. Poi eccola, la casa, casa di Dinky.

Ridipinta di bianco, la casella della posta sulla strada e tutto il resto. Aspettiamo che qualcuno si affacci dalla finestra, che apra la porta, ma nulla. Siamo tutti emozionati, felici e ansiosi di rivedere la nostra amica, la nostra Dinky. Ma soprattutto di conoscere (rivedere) Michael, il suo amore. Il suo nuovo amore da 3 anni.

Lo avevamo conosciuto l’ultimo giorno della nostra permanenza qui, 3 anni fa, per un hamburger veloce da Five Guys a Portland. Erano all’inizio della loro relazione, ora sono una coppia e, come avrò modo di osservare, sono l’una l’amore dell’altro. Perché lui è un uomo d’altri tempi.

Entriamo in casa, io per prima. Metto la testolina dentro, sono subito in cucina e la trovo.

Le chiedo: “C’è il Tato?” (il fratello, l’unico all’oscuro del nostro arrivo, l’ex-airborne ranger).

No, è ancora al lavoro”.

Ok, via libera, tutti dentro.

Baci, abbracci, strizzate. Casa.

Il nostro pranzo di Natale americano è rimandato a stasera, la Dinky ha pensato a come farci stare svegli il più possibile, quindi si cena più tardi, quando il Tato e Michael ritornano dal lavoro.

Nel frattempo ci sistemiamo, apriamo il mega borsone con i doni per gli americani e inizia la distribuzione: cioccolato, ovetti Kinder (perché qui negli USA sono vietati – ti vendo un fucile, ma non ti faccio mangiare gli ovetti), Brunello di Montalcino, Lambrusco, champagne, cotechino, zampone, grappa, pandoro, miele al peperoncino, un libro di cucina, shampoo e creme per capelli, chi più ne ha, più ne metta.

Prima di rilassarci troppo andiamo subito fuori perché vogliamo comprarci i nostri cuscini (ma soprattutto perché hanno aperto il grande e mitico e potente Walmart qui vicino) e qualche altro ben di Dio nel market più magnifico sulla faccia della terra. E come al solito resto ammaliata dalle meraviglie che qui regnano, minchiate e non.

Torniamo a casa e chiacchieriamo sugli ultimi 3 anni. Fino a quando arriva il Tato che apre la porta, sgrana gli occhi e subito si richiude fuori. Riapro la porta ed eccoci tutti avvinghiati. Riuniti!

Ceniamo con un magnifico tacchino e tutto il resto. Fino a quando prima crolla la nana (alle 19,00 ore locali, le nostre 5 di notte) e poi noi alle 21,00 (le 6 del mattino italiane).

Goodnight!

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