Uozzamericanbois. We’re back! (day 8, 2 gennaio 2014)

I'm a cowgirl - selfie
I’m a cowgirl – selfie

Oggi scialliamo, ce la prendiamo con calma perché recuperiamo la nana nel pomeriggio. Quindi tutto in casa si svolge con lentezza fino a quando alle 10,30 la Dinky ci porta in tribunale dove oggi deve fare una parte del suo lavoro. La cosa fantastica è che possiamo entrare anche noi. Sogno di un giudice con parrucca boccolosa, sogno di ritratti sui criminali, sogno di un’aula gremita.

La realtà è ben diversa.

Ricordo che la Dinky lavora per lo Stato: fa l’assistente sociale, si occupa di salvaguardare i bambini che sono tolti alle famiglie devastate dalla droga che imperversa come una piaga negli States (qui dove ne avevo già scritto): la Metanfetamina.

La Meth è una droga artificiale dagli effetti devastanti. Per chi la usa, per chi abita nelle case in cui la si produce, quindi le vittime sono i bambini, i figli. L’ufficio della Dinky è composto dai poliziotti che irrompono nelle case per portare via i minori, mentre lei si occupa di trovare loro una famiglia quando i genitori si stanno ripulendo con un programma specifico di disintossicazione. A volte funziona, quindi i figli dopo un periodo in cui sono stati affidati ad altre famiglie tornano con i loro genitori naturali “ripuliti”. A volte invece la terapia non funziona per la scarsa volontà di chi la sta affrontando, quindi i minori sono dati definitivamente in adozione.

Il processo di questa mattina riguarda una contestazione da parte di un padre che non è d’accordo con quanto intrapreso dallo Stato nei confronti della figlia: cioè il suo allontanamento per problemi di droga dei genitori. Peccato solo, a quanto ci dice la Dinly, che la figlia conosca benissimo la geografia completa di tutte le piantagioni di marijuana del suddetto padre.

A presiedere l’udienza il giudice soprannominato “Papa Smurf”, per la sua somiglianza nelle fattezze e nel nome al Grande Puffo. Entriamo nell’aula dedicata e prima del procedimento in cui deve intervenire la Dinky ce n’è un altro: si tratta sempre di un minore e della madre drogata.

Tocca al caso per cui siamo qui.

Inizia.

Finisce.

Durata: 3 minuti buoni. Il padre che ha fatto tutto il casino non si è presentato. Il suo avvocato difensore biascicava che non ricordavano bene il giorno dell’udienza, che il suo cliente sapeva che era giovedì. Bene.

Oggi è giovedì. Momento di ilarità degli altri.

Udienza rimandata.

Robe da matti.

Prima di rientrare a casa passiamo dall’ufficio della Dinky: una serie di cubicoli accanto all’altro esattamente come siamo abituati a vedere nei film. La cosa meravigliosa è che questi “supereroi” abbobbano i loro cubicoli nelle maniere più strampalate: minchiate dappertutto, dai bambolotti, ai peluche, ai draghi a chi più ne ha più ne metta. Conosciamo anche una sua collega dal passato turbolento, ma dal finale memorabile: una volta arrestata ha visto la luce. Luce rappresentata dalla foto che le hanno scattato quando l’hanno arrestata. Quello è stato per lei un segno, il momento del cambiamento. Dopo aver scontato la sua pena, essersi ripulita, si è rimboccata le maniche, ha studiato e ora lavora anche lei come assistente sociale. Chi meglio di lei può capire cosa significa pagare per una vita sbagliata?

albany-lebanon

Torniamo a casa e verso mezzogiorno usciamo per andare a Lebanon al Game Time dove potremo gustare un hamburger pazzesco (almeno è così che lo ricordo). Il timing è perfetto perché al Game Time i bambini non possono entrare, quindi con la nana non ci saremmo potuti mai venire.

Lei sta bene, l’ho sentita ed è gasata perché oggi Anna (un mito, una santa) le porta, anzi li porta perché non vorrei scordarmi di Ethan, l’unico maschietto insieme a Gator (AlliGator), in piscina dalle 13,00 alle 15.00.

Noi con il nostro Spiderpork, Dinky e Michael andiamo al GameTime e ci rifocilliamo con un magnifico BBQ Burger accompagnato da un’insalatina dove il gusto che predomina e sua santità la cipolla rossa. E predomina per tutta la giornata…

Dopo pranzo andiamo finalmente da Coastal per cercare gli stivali per la nana. Che ci sono eh, ma preferisco provarglieli, quindi torneremo con lei. E ravanando nel reparto boots per ladies non ti trovo mica un paio di stivali pazzeschi per me? Bellissimi, comodissimi, cowgirlissimi, prendo!

Poi un passaggio veloce da Walmart per rifare lo shellac all’unghia del pollice destro che mi si è staccata in tribunale e a casa.

albany-salem

Svuota l’asciugatrice che ti piego la roba, profumata, calda e morbida e siamo di nuovo in strada: meta Salem (capitale dell’Oregon), il Lancaster Mall, dove c’è un Victoria’s Secret (ieri è iniziata la svendita, vuoi mica che me la perda?).

Un volo radente dove trovo scontata una felpina fighissima che a Portland avevo visto a prezzo piano e la missione può considerarsi compiuta, sul resto non c’è differenza di prezzo.

Concludiamo la serata incontrandoci al Roadhouse (quello ammmericano vero) con Anna e i bambini così da recuperare la nana. Amore mio, sei stata bene? È stata benissimo, ma ci abbraccia tantissimo… Anna ci ha detto che in più occasioni si è rivolta a lei in inglese, segno che facciamo progressi, i bambini sono davvero delle spugne e il fatto di sentir parlare in casa (noi con l’au pair) in inglese le ha sicuramente allenato l’orecchio. Il fatto poi che la sua seconda lingua sia il tedesco facilita ancor di più il pensare in una lingua diversa.

Il Roadhouse americano ha come grande differenza che il pavimento è disseminato da gusci di noccioline: qui si buttano per terra. Inoltre puoi gustare le costolette di bisonte, cosa che da noi sono un po’ più complicate da trovare.

Io mangio un filetto well done con Baked Potatoes e sour cream (ma nulla a che vedere con quelle preparate dalla Dinky).

Terminata la cena ci stringiamo ai bambini con la promessa di rivederci lunedì, quando noi saremo tornati dal nostro weekend a Seattle con il Tato e loro avranno riniziato la scuola.

Goodnight!

Questo slideshow richiede JavaScript.

Advertisements

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...