Nelle pagine di… “La fabbrica dei cattivi” di Diego Agostini (Giunti)

“Lui ha capito che io ho capito e mi fa una nuova domanda.
«Quando tuo figlio sbaglia, tu cosa fai?» mi chiede.
«Niente» rispondo.
«Come, niente?» domanda sorpreso.«Non lo punisci?»
«No, non lo punisco.»
Strate ha costruito a poco a poco la giustificazione per riservarmi un trattamento punitivo, e tenta di ottenere pure il mio consenso.
«La punizione non serve a niente» aggiungo deciso.”

STATI UNITI: ANDATA E RITORNO. DOVE SI PUÒ IMPARARE CHE IN NOME DELLA GIUSTIZIA UN INNOCENTE DIVENTA COLPEVOLE.

La fabbrica dei cattiviUna sosta in un centro commerciale per comprare una maglietta pulita e asciutta dopo l’ennesimo acquazzone – perché d’estate in Florida piove in continuazione. Intanto la figlia più piccola, Giulia, si è appena addormentata: è scatenata e iperattiva e i suoi sonni così profondi le servono per ricaricare le energie che brucia ed esaurisce da sveglia, così, come suggerisce il pediatra, è meglio lasciare che si svegli da sola. L’auto è parcheggiata proprio davanti alla vetrina del negozio, è questione di un attimo, non può succedere nulla.

E invece di colpo tutto precipita perché, senza saperlo, Alex e Mara hanno contravvenuto a una legge dello Stato.
Il detective Strate prende le cose talmente sul serio da alterare prove e testimonianze. Si scatena il finimondo. Un’assistente sociale porta via i loro due bambini. I genitori, dopo l’arresto, sono condotti alla prigione della contea: rischiano una pesante condanna per abbandono di minore e la conseguente perdita della potestà genitoriale.
Cosa succede quando un “buono”, un padre e un marito affettuoso, un professionista responsabile e, soprattutto, un uomo innocente, sperimenta l’impotenza di fronte a un meccanismo repressivo incomprensibile?
Accettare di esserne ingranaggio? Oppure reagire e analizzarlo con i propri strumenti?
Così, ora dopo ora, il travolgente racconto di Alex si trasforma nella personale esperienza di come, in una perversione giuridica compiuta in nome della giustizia, la società abbia bisogno di una “fabbrica dei cattivi”.

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2 pensieri su “Nelle pagine di… “La fabbrica dei cattivi” di Diego Agostini (Giunti)

  1. Bellissimo libro, contiene una storia angosciante ma a lieto fine e una profonda riflessione sul sistema della giustizia, che ha bisogno di “cattivi” per potersi autoalimentare e giustificare così i suoi costi. Accattivante analisi, sulla quale il lettore può lavorare ulteriormente con il suo ragionamento estendendo il concetto a tutto ciò che avviene a livello internazionale, dove gli interventi militari sono giustificati con scopi umanitari e di protezione del cittadino.

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