“Un bambino che legge sarà un adulto che pensa”

Un bambino....

Non ho detto nulla di nuovo, una frase che ricorre spesso quando si tratta di divulgare la lettura. E che ho prontamente “rubato” come messaggio che settimana scorsa ho cercato di trasmettere alla classe di mia figlia in cui sono stata invitata a parlare del mio lavoro (tranquilli, ho omesso qualche dettaglio sulla letteratura erotica. Ho detto qualche).

Ed è stata davvero un’esperienza ricca. Per me, perché li ho visti in azione, nel loro ambiente quotidiano, tutti loro che conosco per nome, conosco le famiglie (con annessi vizi e virtù). Loro che non si sono risparmiati con le alzate di mano, con le battute e i sorrisi, con le frasi dette guardandomi negli occhi, anche un po’ tentennanti, con la voglia di far sapere cosa e quando leggono, con il desiderio di far sapere cosa amano e con la voglia di conoscere un po’ di più il mondo “dei grandi”.

Arrivo sempre con un’ansia da prestazione più grande di me, ogni volta che devo parlare in pubblico. Ieri ancor di più, perché questi bambini sono tutti a modo loro speciali. E l’ansia che mi portavo appresso?

Nulla. Mi sono preparata, sapevo cosa dire e anche cosa non dire, ma che poi alla fine ho detto ugualmente. Perché dovevo omettere di raccontargli che quello che ti obbligano a leggere a scuola è una palla? Perché dovevo dirgli che tutti i professori, maestri, insegnanti che dir si voglia, sono dei guru e non sbagliano mai? Sono la prova vivente che la prof di italiano del liceo si sbagliava su di me, e quindi?

Bambina che si annoia. Perchè non legge...
Bambina che si annoia. Perchè non legge…

Mi è piaciuto raccontare loro delle differenze che esistono, a mio avviso tra il libro e la tecnologia, cioè l’immortale e il mutevole, la fantasia e il preordinato. I loro sguardi svegli e attenti mi facevano domandare in ogni istante che lettori saranno tra qualche anno, cosa ameranno e cosa trasmetterà loro la lettura. Io mi auguro mondi meravigliosi e voglia di scoprirne sempre di più. Ma anche una ricerca attenta e spasmodica per affinare il gusto e selezionare cosa varrà davvero la pena leggere. Me li immagino con un libro in mano (o e-reader che dir si voglia) in giro per il mondo. Loro, le parole e la voglia di scoprirsi ogni giorno dei giovani alla conquista di quello che vorranno. Liberi.

Grazie alla maestra S.T., 2C, DSMailand.

Bambino che legge... E sogna
Bambino che legge… E sogna
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