Il giorno dopo. “Dialogo nel buio”, gli scrittori spengono la luce… Il Natale degli scrittori

Cose serie.
È il secondo anno che quella sciammanata della Stefania Nascimbeni mi coinvolge in qualità di direttore artistico (che poi lo devo ancora capire cosa significa) nelle sue folli iniziative a scopo benefico. Folli da una parte come lo scorso anno l’Harlem Shake. Folle come quest’anno il Dialogo nel buio. a cui ero reticente se non terrorizzata, toccandomi molto da vicino l’argomento.
A parte le ovvie banalità che si possono dire sull’esperienza che in tanti abbiamo fatto ieri sera, io posso ricredermi sull’avventura che mi ha condotta da una stanza all’altra, da un oggetto al successivo, da un profumo a una sensazione tattile e poi ancora alla percezione dello spazio in totale, totalissima assenza di luce. Con iniziali vertigini del tutto simili al mar di terra affronto questo dialogo con la nostra guida, Filippa, e con i miei compagni di merende, Andrea, Irene, Luca, Carmen e Alessandro. Man mano che però si procede, si arranca direi pure, il cuore abbassa il ritmo. Si placa.
E una consolante sicurezza dettata da quel bastone bianco e dal tatto della mia mano destra mi fanno procedere, passo dopo passo, guidata dalla voce positiva di Filippa. Il buio riesce a non far paura, quel buio nero pece che non sono abituata a vivere perché un raggio di luce filtra sempre. Al buio vero ci si può abituare.
Per un tempo contato, sì.
Non per la vita, non voglio nemmeno pensarci. E mi fermo qui perché andare oltre vorrebbe dire mettermi a nudo e mostrare la mia irrequietezza. Non è questo il tempo e il luogo.

È invece il momento di esprimere la mia più sincera e non scontata gratitudine a coloro che hanno anche quest’anno aderito, ai nuovi incontri e agli scrittori che si sono uniti per la prima volta. Mai come in questa occasione eravamo tutti sullo stesso piano. Esiste un’esperienza che ci accomuna tutti così intimamente?
Grazie quindi a Stefania Nascimbeni prima di tutto. Grazie poi a tutti voi: Andrea Galli Larghi (per esserti unito e aver patito), Massimo Milone (che si presenta senza cappellino natalizio d’ordinanza), Lucia Tilde Ingrosso (con la sua inseparabile e irresistibile “erre”), Carmen Fiore (homeschooling what?) e Ale (ma non avevi paura del buio?), Irene Cao (quante perle, quanti spunti, quanti appunti hai preso?), Luca Dal Bo (una molla, mai fermo, mai zitto, positività contagiosa), Federico Baccomo (così cinico da non essere nemmeno credibile), Ilaria Sicchirollo (ne sei uscita meglio di una 10km, dai), Roberto Rasia Dal Polo (ti mancherò, ah se ti mancherò!), Chiara Beretta Mazzotta (non ci siamo nemmeno salutate…), Francesca Lovatelli Caetani (ma il cappellino?), Frederich Gebhard con Elvis (siete meravigliosi, lo dico come non l’ho mai detto), Eva Clesis (hai visto che alla fine non sono cattiva?), Giovanni Gastel jr. (ma sei sparito così?) e Giuseppe Franco (fondamentale il tuo cappello!). Grazie al nostro irrinunciabile regista, Gianni Paolella (occhio al montaggio!).
Grazie anche a Marco Pagani per aver riunito in un unico cd i racconti audio che gli autori hanno regalato all’Istituto dei Ciechi.
Doveroso ringraziamento alla Emons per aver donato una preziosa confezione di audiolibri all’Istituto (grazie Francesca Tabarrani). E infiniti complimenti all’Istituto dei Chiechi di Milano per l’amore con cui fanno tutto e per averci accolti con tanto di discorso introduttivo.
Tutti preziosi.

Il buio non ti lascia il tempo di riflettere perché devi andare avanti.
La luce che ci accoglie di nuovo stordisce.

Cose facete.
Grande plauso alla mia tentazione di schiacciare il tastino di accensione posto sul retro dei miei nuovi orecchini natalizi.

E adesso? Non occorre altro che attendere il video. Coming soon…

foto

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