Uozzamericanbois. #weneverstop – Day 2 – 25 dicembre 2014. Natale qui ad Albany, ma anche a Corvallis

Albany e Corvallis. Natale

foto 2

Il primo Natale americano. Mi alzo anche io curiosa come una scimmia, scendo nel cuore della notte per vedere cosa ne è stato dei biscotti e del latte: un morso di qui, una sorsata di là. Tutto come da copione. Lei dorme ancora.

I suoi regali sono stati piazzati sotto l’albero appena arrivati, così da mimetizzarli. E sono mimetizzati così bene che quando ci alziamo lei non se ne accorge nemmeno e rassegnata dice un laconico: “Beh, io sono qui, i regali li ho già aperti a Milano…”, con tanto di spallucce annesse.

Allora le diciamo di guardare bene, che c’è della carta da regalo diversa da tutte le altre, anche se non c’è il nome scritto sopra.

E allora ecco apparire un sorrisone…

Apre il primo: lo Skylander che voleva. Va a colpo sicuro con il secondo pacco, uguale al primo e scopre il secondo Skylander che aveva scritto sulla letterina. Il terzo pacco invece la porta sulla strada sbagliata: dentro c’è il gioco degli Skylander, il terzo della serie. Bene, felice e contenta.

Hai visto che Babbo Natale ti ha trovata comunque?”, la incalzo io aspettandomi di essere scoperta. Invece non replica nulla, ero convinta che se ne sarebbe uscita con la frase che ormai lei è grande e sa benissimo da dove arrivano i regali…

Devo aspettarmi che ci smascheri quando meno ce lo aspettiamo o vuole tenere il gioco ancora vivo?

Una colazione veloce per noi – caffè – e qualche biscotto di Babbo Natale e un bicchiere di latte per lei. Dobbiamo stare leggeri perché ci si raduna da Anna e dai bambini per festeggiare il Natale tutti insieme.

E andiamo quindi a Corvallis, dove arriviamo in contemporanea con il Tato e la sua fidanzata Valery. Non scodinzola nemmeno quando ci vede, qui mi puzza che sapeva del nostro arrivo… Ma nega.

In casa i bambini ci abbracciano come solo loro sanno fare: Sammy la prima, Nathalie e Ethan a seguire. Scaldano il cuore. Poi è la volta di Anna, Gator e mamma Corellas, Terry. Tutti insieme per il brunch natalizio: torta di patate dolci (sweet potatoes casserole); salatini, quiches con spinaci e lorraine, prosciutto arrosto; uova sode ripiene con bacon e jalapeño, maionese e mostarda; stuzzichini vari e monkey bread. Il tutto accompagnato da succo d’arancia o caffè.

Poi il momento d’apertura per i regali, solo per i bambini. Ed è un tripudio di pacchi, pacchetti e carta colorata. Tutti felici, anche la nana sommersa dai regali: Barbie rockstar, gommini per i braccialetti, vestito rosso di Natale, Monster High, libri da colorare e pastelli, perline con accessori, e non ricordo più cos’altro. Un Natale fin troppo ricco.

Nel primo pomeriggio si torna a casa, il Tato e Valery con noi per il Natale “dei grandi”. E quando il Tato consegna un regalo anche a noi lo becco: poche storie, sapevi che saremmo arrivati! E ammette. Con disappunto della Dinky. Ma non importa, non avrebbe potuto prendere le ferie per stare con noi qualche giorno.

Il pomeriggio prosegue tra pisolini vari, giochi con i nuovi regali fino alla cena. Quando devo svegliare a forza la nana che è crollata. Ma sarebbe stato impossibile rinunciare alla cena a base di rib roast, una delle carni più buone che abbia mai assaggiato (anche se la Dinky non è assolutamente soddisfatta perché è risultato troppo cotto). Accompagnato dal purè fatto da Michael. Di cui ho fatto il bis.

Il calore del Natale scalda anche qui. Merry Christmas.

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