Uozzamericanbois. #weneverstop – Day 4 – 27 dicembre 2014. Albany

Albany

foto 1

Stamattina dovevamo essere in altre faccende affaccendati e invece…

Invece Lui ancora malato, ci saltano ancora i programmi anche se pare voglia provare a riposarsi per un paio di orette per vedere come va. Magari si riprende.

Quindi mentre Lui sale a dormire dopo colazione (a base di un tonificante uova con bacon) noi ci inventiamo qualcosa tra un’occhiata alla tv, uno alle mail (spazzatura), un tentativo di acchiappare prima il gatto Lagna poi la gatta Shakespeare, una lavata ai piatti e alle tazze della colazione, la doccia, i capelli, aspetta che finisco tutta l’acqua calda visto che ci sono, poi proseguo nel diario di bordo mentre la nana vicino a me crea braccialetti di tutti i tipi in tutte le salse, e ora che ci penso potevo pure fare un bucato mannaggia.

Poi la Dinky ci propone di fare la Pumpkin Pie e allora dai che così finalmente apro quel barattolo di purea di zucca già pronta che sono 2 giorni che la vedo sul tavolo della cucina e sono troppo curiosa. Ma le sorprese “pronte all’uso” non finiscono qui. Infatti la base per le torte, tipo pasta sfoglia avete presente no, ecco quella qui non è né fresca, né arrotolata, ma già bella stesa surgelata nella sua teglia tonda d’alluminio pronta per essere farcita e messa in forno. Fatica pari a zero. Anche meno.

Ecco quindi la ricetta della Pumpkin Pie versione USA.

Ingredienti:

  • una lattina di purea di zucca, pari a 425g
  • 3 uova intere
  • 250ml panna liquida
  • 50ml latte
  • 3 cucchiaini rasi rasi di mix per pumpkin pie (oserei dire fondamentale)
  • ingrediente segreto: pepe, una macinata.

In forno a 180°C per 50 minuti (l’importante è che la superficie non si crepi). Servita con panna rigorosamente montata in casa. Yummi!

(Per chi volesse, QUI è possibile confrontare la versione della Pumpkin Pie USA con quella UK).

Dopo aver fatto questa e una seconda torta per Michael, a base di pecan e cioccolato, resta buona parte del pomeriggio da occupare. Salgo quindi di sopra per verificare le sue condizioni e dorme ancora. Mi appoggio un attimo anche io… E si fanno le 18, quando mi sveglia l’abbaiare della Phoebe: è arrivato qualcuno. E Lui sale dicendomi che la nana va dall’Anna con i bambini che sono venuti a prenderla: preparo 2 cose, spazzolino e pigiama, un bel bacio e un abbraccio ai bambini ed eccola felice e scalpitante salire in macchina con loro. Va bene così, era questo l’intento: che lei stesse il più possibile con i bambini per imparare la lingua. E divertirsi.

Ora che siamo tutti in piedi ne approfittiamo per portarci fuori, un passaggio veloce da Walmart. Peccato che a poche centinaia di metri dalla destinazione la macchina si ferma.

Si spegne.

Siamo a secco.

Cribbio!

Non abbiamo altra scelta che andarci a piedi: e la cosa pazzesca è che lo vedi lì davanti a te, quasi riesci a toccarlo, ma man mano che cammini, per giunta sferzata dal vento e da una pioggia fine fine, sembra sempre più inavvicinabile. Risultato: entriamo da Walmart bagnati fradici, ma fradici veri, con tanto di goccioline sulla faccia e sui capelli. Di corsa ad acchiappare gli asciugamani per asciugarci e possiamo comprare quello che ci serve.

Stasera una meravigliosa pastina con il brodo di tacchino preparato dal Michael non ce lo leva nessuno.

Notte.

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